Farage, Le Pen, Petry, Salvini: che mondo sarebbe senza politica?

Articolo pubblicato il 12 luglio 2016
Articolo pubblicato il 12 luglio 2016

Con un ultimo sorriso sornione e soddisfatto, Nigel Farage ha annunciato il suo ritiro a vita privata. Il motivo? "Voglio riavere indietro la mia vecchia vita". Sarà... Ma come sarebbero le vite degli altri leader di estrema destra europei, nel caso in cui decidessero di fare lo stesso?

Il (soddisfatto) piromane Nigel Farage

Cosa starà facendo il caro Nigel in questo momento? Lo immaginiamo appoggiare il suo panino con i cetrioli, soddisfatto, mentre infila le sue pantofole con i colori della Union Jack. Quasi non riesce a credere di essere tornato alla sua vecchia vita! Dopo mesi passati a renderci partecipi dei suoi capricci e della sua risata a tratti inquietante, finalmente è riuscito a "fare la sua parte" per il Regno Unito, realizzando il fine ultimo e supremo della sua vita: portare il paese fuori dall'Unione europea. I suoi pensieri? «La sterlina può essere anche al suo valore minimo da 31 anni a questa parte, e i crimini d'odio potranno anche essere saliti del 500%, ma grazie a Dio ora posso guardare finalmente per intero e senza interruzioni un episodio di "Cash in the Attic"».

Vestito da capo a piedi con il suo completo da cricket, accende teatralmente una sigaretta con noncuranza. «Sapevo il dottore si sbagliava sul fumo» sorride tra sé e sé: sa bene che il catrame che gli riempie i polmoni è solo una finzione. I suoi piani per il futuro? Delle lunghe vacanze per andare a pescare sulle piovose coste del Kent, nel suo punto preferito vicino alla giungla dei rifugiati di Dover.

«Magari andrò a visitare la Francia» aggiunge, ben consapevole che i francesi non potrebbero mai imporre restrizioni di visto ad un vecchio caro ragazzo di Blighty come lui. Non dopo Waterloo.

Nei suoi piani probabilmente c'è anche l'intenzione di dedicare molte ore alla sua passione per la storia militare. Qualcosa che in un recente passato ha già utilizzato con successo, soprattutto la parte riguardante la propaganda nazista, tornata decisamente molto utile nella pianificazione della sua campagna pre-referendum. Ora può anche dedicare la propria attenzione ad altri regimi fascisti, come quello prossimo ad emergere dalle rovine della società britannica.

«Rovinare il paese fa venire sete», confida Nigel alla moglie tedesca, freneticamente impegnata a controllare la propria situazione con il visto. «Ti va un giretto al pub all'angolo?». Sorride contento prima di girare la chiave della sua Volvo. Va a prendere la A299 per Thanet, dando casualmente uno sguardo gioioso allo specchietto: Londra brucia dietro di lui. Il bagliore soffuso del fuoco che arde la città illumina i cieli del Kent. «Abbiamo ripreso il controllo del paese!», afferma soddisfatto. Niente è mai stato così bello.

Le pene d'amore di Frauke Petry

Frauke Petry fa un profondo respiro prima di lasciare che le sue dita inizino a suonare la marcia nuziale sui tasti d'avorio dell'organo decorato della chiesa di Tautenhain, in Turingia. A seguito dello straordinario successo del suo partito alle elezioni tedesche del 2017, la Petry ha optato per la strada delle dimissioni da leader di Alternative für Deutschland  (AfD), per potersi concentrare sulle più giuste ed alte aspettative che una donna moderna possa e debba avere: essere un'ottima madre ed una brava moglie.  

Marcus Pretzell, ora leader di AfD e suo compagno, accarezza la sua spalla con la canna della calibro .22, sussurrandole dolcemente «continua a suonare, tesoro». A seguito dell'introduzione della nuova legge sulle armi, l'ordine è stato profondamente ristabilito nelle famiglie tedesche. Marcus adora la "bellezza demoniaca" della sua compagna, felice che lei possa finalmente concentrarsi su cosa è veramente importante, ora che è finalmente libera dai fastidiosi impegni della vita politica. Possono programmare le vacanze familiari, delle felici escursioni con al seguito un'allegra famigliola di 10 persone, ora che i 4 figli di Frauke vivono con quelli di Marcus. E non c'è da preoccuparsi se questo non è conforme all'immagine della famiglia tedesca tradizionale che l'AfD tanto fieramente afferma. D'altronde, chi potrebbe mai veramente essere sicuro di cosa entrambi intendono quando parlano? Anche prima delle elezioni, in effetti, era assolutamente accettabile dichiarare che sarebbe stato decisamente ok sparare ai rifugiati in situazioni di emergenza, salvo poi affermare di essere stati fraintesi.

Ma ora cosa importa di tutto ciò? La nuova coppia al potere in Germania ha in programma intense sessioni di tuffi nella paperoniana piscina di denaro di casa, guadagnato grazie alla riforma del diritto di successione (chiaramente in Marchi tedeschi, l'Euro è roba vecchia). Sfortunatamente i loro piani altrimenti perfetti sono stati rovinati dal figlio quattordicenne di Frauke, convocato dal tribunale regionale per essere stato scoperto a fumare uno spinello nel cortile della scuola. Da quando l'AfD è andato al potere, per essere giudicati criminalmente responsabili è sufficiente avere 12 anni.

Ma niente panico, cara Frauke, nessuno ti negherà mai il piacere di leggere un buon libro. Un consiglio per l'estate? "Come far bruciare il tuo paese", un bestseller di Nigel Farage.

La bella vita di Marine Le Pen: mare, musica e divertimento

Marine Le Pen sta facendo causa ad un popolare quotidiano francese, colpevole di aver pubblicato una sua foto in costume da bagno in un suo recente numero. Per il presidente del Front National questo costituisce una chiara "violazione della privacy", un qualcosa che le sta veramente, veramente a cuore. Non è però troppo difficile immaginare come sarebbe la sua vita privata se dovesse rinunciare a quella politica.

Lo scorso febbraio ha infatti lanciato un blog, intitolato Carnets d'espérance (Quaderni di speranza), dove si possono ammirare degli scatti della magnifica Marine in scene di vita privata di un gusto molto classico e retrò: Marine che munge le mucche, Marine che si trucca, Marine che prende il sole sulle spiagge della Bretagna. Questi piccoli spaccati di vita quotidiana ci danno un'idea abbastanza precisa di come dovrebbero essere le sue giornate, una volta ritiratasi a vita privata nella sua casa di famiglia a La-Trinité-sur-Mer.

Accoccolata davanti al fuoco o in veranda a godersi il sole, l'ex capo dell'estrema destra francese spera in fondo di poter riprendere prima o poi in mano il suo sassofono, lasciato per troppo tempo a prendere polvere in un angolo della camera. Serata piovosa? Nessun problema, partitina a Monopoli con Louis e i ragazzi. Giornata soleggiata? Giretto a Carnac per fare una passeggiatina  tra i gloriosi menhir, piantati per terra da "grandi uomini".

Marine potrebbe essere una donna libera, se solo decidesse di lasciare alle sue spalle la vita politica e si concentrasse invece nel riportare un tocco musicale all'interno della sua vita. Dopotutto, «Niente è più meraviglioso di passare una notte a cantare a squarciagola fino alle 4 del mattino». Senza pensare a nulla al mondo, Marine camminerà a piedi scalzi sognante verso il suo destino, un destino ben conosciuto dai drammaturghi francesi. Forse un tocco sdolcinato, ma è un qualcosa che sicuramente scalda il cuore.

Matteo Salvini: e se la soluzione fosse (ri)darsi ai quiz?

Cosa potrebbe fare Matteo Salvini, se decidesse di ritirarsi a vita privata come il suo caro amico e collega britannico Nigel Farage? Prima di tutto potrebbe dedicarsi a prendere quella tanto agognata laurea in Scienze Storiche, che lo ha inchiodato sui libri per "solo" 16 anni prima di gettare la spugna a 5 esami dall’alloro. Vogliamo credere sia stato per la "distrazione" della politica: una volta eliminata questa ingombrante presenza limitante la sua vita privata, perché non ritornare sui banchi dell’università?

Potrebbe inoltre essere l’occasione per fare pace con le proprie ideologie politiche: da comunista "duro e puro" in gioventù si è trasformato nel leader del principale partito populista di estrema destra in Italia. Giustificazione? «Sono un comunista della vecchia scuola». Sì, sarebbe opportuno chiudesse l’annosa polemica ideologica tra sé e sé stesso.

Terza opzione: tornare a dedicarsi ai quiz televisivi. Da giovane in fondo prometteva bene: la prima partecipazione addirittura a 12 anni, seguita dal suo successo nel 1992 a "Il pranzo è servito", entrambe con risultati tutt’altro che trascurabili. A parte il capello, assolutamente dimenticabile. Nuovo re del quiz? Perché no.

Matteo Salvini, re del quiz