Eye 2016: l'evento di una gioventù europea dimenticata

Articolo pubblicato il 06 giugno 2016
Articolo pubblicato il 06 giugno 2016

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

A due settimane dall'evento alcune riflessioni sul rapporto tra giovani e politica

7500 partecipanti, perlopiù tra i 21 e i 24 anni, provenienti da 39 stati differenti (Francia, Germania e Italia in testa), riuniti in 600 gruppi appartenenti a scuole, università e associazioni giovanili: questi i numeri dello European Youth Event 2016 di Strasburgo. Più di 150 attività, workshop e dibattiti hanno animato le aule del Parlamento europeo e gli spazi limitrofi, trasformando questo luogo nel teatro di una grande festa, colorata e multiculturale. Molte le tematiche d’attualità affrontate, tra cui la questione democratica, la disoccupazione giovanile, la sostenibilità ambientale e la gestione dei flussi migratori.

“Want to know Europe's future? Ask the people who will shape it!” esordisce un comunicato stampa del Parlamento relativo all’evento. Ed è proprio così: il futuro (e il presente) dell’Europa sono legati a doppio filo alle giovani generazioni, che con le loro idee e il loro impegno civile sono motore indispensabile per la continuazione del progetto europeo avviato dai padri fondatori. L’entusiasmo dei partecipanti, ampiamente dimostrato nell’arco della due giorni di Strasburgo, si è tradotto in idee e soluzioni alle sfide del presente. All’interno dei vari gruppi di lavoro si è quindi ricreata una piccola Europa in miniatura, dove confronto, compromesso e ricerca di soluzioni condivise hanno costituito la base per un dialogo tra pari. Il dibattito, a volte veemente, è sempre stato guidato dalla consapevolezza di dover discutere (e risolvere) questioni comuni insieme, un atteggiamento non sempre adottato dai leader nazionali, ormai prigionieri di convenienze politiche e in disperata ricerca di consenso elettorale.

Una fucina di idee, questo EYE 2016: dal consumo sostenibile all’integrazione, dalle misure a favore dell’occupazione giovanile alla gestione comune della minaccia del terrorismo. Peccato che la voce dei giovani europei rimanga spesso inascoltata, anche e soprattutto a livello nazionale. La generazione più istruita di sempre è costretta a lottare contro una società che non ne valorizza le idee e le competenze: condizioni lavorative precarie e scarso peso politico sono piaghe di una generazione che rischia di non avere mai l’opportunità di fare la differenza. Un problema per il quale le classi politiche stentano a trovare una soluzione, ritenendo molto più urgente porre rimedio ad altre “emergenze”, economiche, nazionali, migratorie. Eppure la chiave sta proprio nella gioventù, dalla quale la classe politica potrebbe attingere numerosi spunti per la realizzazione di programmi elettorali presenti e futuri.

E’ allora al canale gioventù-politica che bisogna guardare per portare innovazione e novità in un’Unione europea in forte crisi di legittimità. Un passo importante in questo senso sarà la realizzazione dell’EYE Report 2016, un documento contenente le proposte più innovative emerse durante la plenaria giovanile di Strasburgo. La sua presentazione ai 751 parlamentari europei a settembre 2016, che avverrà attraverso la voce degli stessi proponenti, potrà costituire un piccolo ma importante tassello nel dialogo tra cittadini e istituzioni e, in particolare, tra giovani e politica europea. C’è da augurarsi che queste proposte non vengano solo ascoltate ma anche applicate, realizzando così il motto dell’evento “Together we can make a change”.