Eurovision 2011, nel bene e nel male!

Articolo pubblicato il 09 maggio 2011
Articolo pubblicato il 09 maggio 2011
Un’edizione è caratterizzata da sorprendenti ritorni, da appelli destinati a fermare i cambiamenti climatici  e una novità assoluta: la Francia che presenta un candidato che non canta in francese. L’Eurovision Song Contest di quest’anno si tiene in Germania, a Düsseldorf, dal 10 al 14 maggio e abbiamo passato in rassegna i partecipanti per voi.

L’offerta presentata all’Eurovision di quest’anno è alquanto piatta. Le prove viste finora non hanno brillato per freschezza ed entusiasmo. Non ci sono infatti grandi eventi di cui parlare, solo alcune canzoni molto lente e soft. Negli anni passati alcuni paesi, come la Grecia, l’Ucraina o la Turchia, ci avevano stupito presentando candidati eccellenti. Quest’anno invece hanno portato decisamente il peggio dal loro paese. All’edizione 2011 partecipano tutti i paesi, ad eccezione della Repubblica Ceca e del Montenegro (senza contare le micronazioni).

Regno Unito e Irlanda

Alle soglie del 2000 il festival è stato modernizzato e aggiornato per permettere l’entrata dei nuovi paesi facenti parte del blocco sovietico. E’ stato abolita la regola secondo cui ciascun paese doveva cantare nella propria lingua nazionale (facilitando notevolmente paesi come l’Irlanda, Malta o il Regno Unito), così ora la maggior parte delle canzoni sono in lingua inglese e sono più accessibili al pubblico europeo. Il supporto del pubblico al duo irlandese Jedward, come segnalato dalla stampa britannica, sembra esser stato provocato dal presentatore Simon Cowell, e dal suo disgusto nei confronti dei due. I due gemelli, pessimi ballerini e cantanti, hanno saputo conquistare il pubblico britannico grazie ad alcune movenze e artifici: la canzone è assolutamente orecchiabile, ma devono farne ancora di strada!

Il meglio del 2011: Scandinavia e Europa centrale

La Svezia è il paese che prende più seriamente l’Eurovision. Quest’anno il festival melodico nazionale, Melodifestival, è stato vinto da Eric Saade. Il brano “Popular” è una canzone pop con movenze molto teatrali capaci di conquistare il pubblico.

Norvegia

Una delle favorite è Stella Mwangi. Una scelta alquanto strana: la cantante di origine norvegese e keniota canta parte del suo brano, dalle sonorità vicine all’hip-hop americano, in Swahili.

Danimarca

"New Tomorrow", il brano degli A friend in London’s è decisamente orecchiabile. Il genere britpop è stata la ricetta vincente di Lena nella passata edizione (forse anche lei dovrebbe cercare di imitare il loro accento cockeny). Canzone allegra, da ascoltare alla radio, il gruppo vanta inoltre un ottimo look.

Ungheria

È lei la favorita. La cantante ha veramente una bella voce. Ma perché canta con una bottiglia in mano?

Germania

Per non rischiare di dover ospitare anche la prossima costosa edizione dell’Eurovision Song Contest, la Germania ha scelto di ricandidare Lena, la vincitrice nell’edizione passata con il brano Satellite. La cantante è sicuramente cresciuta e la canzone le risalta la bella voce unica.

Il peggio del 2011: l'imbarazzo della scelta

Italia

L’Italia ritorna a partecipare a quest’edizione, dopo essersi ritirata nel 1997 a causa di un pessimo piazzamento in classifica. Alcune teorie sostengono che ci sia sotto addirittura lo zampino di Silvio Berlusconi. Raphael Gualazzi, il vincitore della sezione giovani del Festival di Sanremo, porta un noiosissimo pezzo jazz: sembra quasi che in questi 14 anni di assenza, l’Italia si sia completamente dimenticata l’atmosfera dell’Eurovision Song Contest!

Francia

La scelta è caduta inaspettatamente (per il pubblico) su una canzone d’opera poco memorabile, se non fosse che è cantata totalmente in corso. Dubito che possa raggiungere le critiche ottenute da Sebastian Tellier nel 2008. In quell’occasione il candidato aveva presentato una canzone cantata per metà in inglese, causando un tale scandalo nel Paese d’Oltralpe da attirare persino le critiche del Parlamento! La Corsica fa parte della Francia, quindi nessuno può lamentarsi.

Spagna

In maniera quasi automatica la canzone è andata in finale perché la Spagna fa parte dei big 4 (ora big 5, Italia compresa, i paesi che finanziano l'Eurovision). Quello di Lucia Perez è n pezzo bruttino, che sa di datato, dove anche il video sembra essere stato girato 20 anni fa.

Estonia

Una ragazza che passeggia a New York canticchiando di Rockfeller Street (che in realtà non esiste). In una parola sola: bizzarro.

Finlandia

Lo spettacolo è già stato visto. Una copia del cantautore Tom Dice proposto dal Belgio durante l’edizione passata. La canzone è indubbiamente sdolcinata, anche per gli standard della manifestazione: ragazzi che cantano con la chitarra in mano di un ragazzo che ha una missione: fermare i cambiamenti climatici.

Israele

Inutile ritorno di Dana International, il primo transessuale ad aver vinto un’edizione del festival nel 1998. Nel frattempo ha avuto una carriera relativamente di successo e non si è allontanata molto dal genere che l’ha portata alla vittoria (ha scritto il brano portato da Israele nel 2008 e oggi la sua canzone è ritenuta una delle migliori 14 canzoni dell’Eurovision). La sua voce è cambiata e "Ding Dong" non è per niente facile da guardare: 5 cantanti di supporto le gironzolano attorno gracidando.

Grecia

Rap imbarazzante seguito da una melodia stridula, cantata da un uomo vestito in maniera vergognosa. E pensare che solitamente la Grecia presentava degli ottimi candidati. Deludente!

Ucraina

Negli ultimi 4 anni ho sempre sostenuto la candidatura dell’Ucraina, a partire dalla roteante drag queen Verka Serduchka, arrivata seconda nel 2007 e con l’esplosiva Svetlana Lobodo nell’edizione del 2009. La "Shady Lady" di Ani Lorak e la ballata dell’anno scorso erano altrettanto buone. Meglio non continuare però!

Immagini: cortesia di Pieter Van Den Berghe/ eurovision official website