European Shooting Star 2014: Miriam Karlkvist

Articolo pubblicato il 05 marzo 2014
Articolo pubblicato il 05 marzo 2014

"Il Sud è niente e niente vi accade." La giovane attrice italiana Miriam Karlkvist mette alla prova tutti i luoghi comuni sul Meridione con il proprio ruolo da protagonista nel film "Il Sud è niente" (2013). Ciò fa di lei una delle giovani attrici italiani più promettenti e misteriose, non solo all'European Shooting star.

Mi­ri­am Karlk­vist  è una gio­va­ne pro­mes­sa del ci­ne­ma ita­lia­no e il suc­ces­so non avreb­be po­tu­to co­glier­la più di sor­pre­sa. Non ap­pe­na la­scia­ta la sua terra d'o­ri­gi­ne, la Ca­la­bria, il suo primo film da pro­ta­go­ni­sta, "il Sud è Nien­te", viene se­le­zio­na­to per la se­zio­ne Ge­ne­ra­ti­on 14p­lus della Ber­li­na­le 2014 e lei viene no­mi­na­ta all'Eu­ro­pean Shoo­ting Star 2014. In lei c'è un fa­sci­no mi­ste­rio­so: il nome che non suona ita­lia­no unito al­l'ac­cen­to ca­la­bre­se, le sem­bian­ze così gio­va­ni­li, la fra­gi­li­tà quasi da bam­bi­na, il tono di voce roca. Una parte del mi­ste­ro è pre­sto chia­ri­ta: la Karl­k­vi­st è di ori­gi­ne sve­de­se, ma cre­sciu­ta in Ca­la­bria. Stu­dia re­ci­ta­zio­ne e fo­to­gra­fia a Roma e ha 22 anni. Molto di più di lei non si sa. Il suo fra­gi­le se­gre­to resta anche quan­do le chie­do delle sue ori­gi­ni e dei suoi piani fu­tu­ri. 

Il Sud tace e di­fen­de il suo se­gre­to 

Nel film "Il Sud è Nien­te" (2013) il re­gi­sta Fabio Mollo rac­con­ta la sto­ria della di­cia­set­ten­ne Gra­zia, che cre­sce tra pe­sche­rec­ci e capi clan in Si­ci­lia. Una ra­gaz­za la cui anima po­treb­be col­mar­si di sole e brez­za ma­ri­na, con­vi­ve in­ve­ce con un in­quie­tan­te vuoto. Suo fra­tel­lo Pie­tro è emi­gra­to in Ger­ma­nia da cin­que anni e da al­lo­ra nes­su­no ha più sue no­ti­zie. Il padre Cri­stia­no pre­fe­ri­sce pen­sar­lo morto, ma la gio­va­ne ra­gaz­za è con­vin­ta che sia an­co­ra in vita e che si na­scon­da da qual­che parte tra il mare e la città.

 Trai­ler in­ter­na­tio­na­le di "Il Sud è Nien­te" (2013) con Mi­ri­am Karlk­vist nel ruolo di Gra­zia.

Anche la nonna si chiu­de, quan­do Gra­zia le parla di Pie­tro. "Se la smet­ti di par­la­re di que­ste cose non ti fa­ran­no del male". Quan­do Gra­zia, ap­pro­fit­tan­do della so­mi­glian­za con il gio­va­ne, ne pren­de il posto in molte re­la­zio­ni e si mette alla sua ri­cer­ca quasi in preda alla fol­lia, si deve con­fron­ta­re im modo sem­pre più do­lo­ro­so con il grup­po dei suoi fa­mi­lia­ri, con i loro se­gre­ti giu­ra­ti a morte e con la sua stes­sa iden­ti­tà. "Il Sud è nien­te e nien­te vi ac­ca­de". Quel­lo che la nonna di Gra­zia dice su Mes­si­na non cor­ri­spon­de certo al caso di Mi­riam Karl­k­vi­st. Il ca­lo­re sof­fo­can­te sem­bra ce­la­re ec­cell­len­ti e ori­gi­na­li pro­mes­se del ci­ne­ma. Ho in­con­tra­to la gio­va­ne at­tri­ce a mar­gi­ne della Con­fe­ren­za stam­pa dell'Eu­ro­pean Shoo­ting Stars 2014.

Quan­to ti as­so­mi­glia il per­so­nag­gio di Gra­zia?

Mi­ri­am Karlk­vist: Gra­zia non è ne­ces­sa­ria­men­te una gio­va­ne e sim­pa­ti­ca ra­gaz­za. Ho la­vo­ra­to molto per por­ta­re sullo scher­mo que­sto mondo in­te­rio­re fatto di tri­stez­za. Du­ran­te le ri­pre­se ho par­la­to il meno pos­si­bi­le. E' stato un mese pas­sa­to in si­len­zio. Quel­lo che ac­cum­na gra­zia e me è il de­si­de­rio di rom­pe­re que­sto si­len­zio. Na­tu­ral­men­te non ho vis­su­to le stes­se cose di Gra­zia, ma anche per me è im­po­ran­te ab­bat­te­re i muri di omer­tà. Se lo fa­ces­si­mo tutti, le cose an­dreb­be­ro pro­ba­bil­men­te male la prima set­ti­ma­na, ma poi cer­ta­men­te molto me­glio! 

Come sei en­tra­ta nel cast del nuovo film di Fabio Mollo?

Mi­ri­am Karlk­vist: Ve­ra­men­te non vo­le­vo pro­prio fare l'at­tri­ce. Un ami­cio mi tra­sci­nò ad un ca­sting per stra­da, dove si cer­ca­va­no at­to­ri non pro­fes­sio­ni­sti. Al­l'i­ni­zo la de­ci­sio­ne di fare l'at­tri­ce è stata molto sof­fer­ta. Alla fine l'ho fatto per­chè amo le sto­rie. Così è stato anche per "Il Sud è Nien­te". Mi pia­ce­va la sto­ria, così ho ac­cet­ta­to il ruolo della ra­gaz­za. 

Tua madre è sve­de­se, tuo padre è ita­lia­no, dov'è la tua pa­tria? 

Mi­ri­am Karlk­vist: Ho di si­cu­ro sia un lato ca­la­bre­se che uno sve­de­se. En­tram­bi sono una parte di me e non si pos­so­no di­ve­de­re. Trovo par­ti­co­lar­men­te bello che in Eu­ro­pa si pos­sa­no pro­dur­re film che si esten­do­no a più paesi. E' come una nuova lin­gua ci­ne­ma­to­gra­fi­ca. Mi pia­ce­reb­be gi­ra­re anche un film in Sve­zia per esem­pio.  

Tu oltre ad es­se­re at­tri­ce, scri­vi e fo­to­gra­fi. Cosa hai in mente per il fu­tu­ro?  

Mi­ri­am Karlk­vist: A me piace so­prat­tut­to la scrit­tu­ra. Al mo­men­to fre­quen­to una scuo­la di dram­ma­tur­gia, nella quale il primo anno si pos­so­no se­gui­re tutti gli in­di­riz­zi: sce­neg­gia­tu­ra, regia, fo­to­gra­fia. La scuo­la però non è in Ca­la­bria, ma a Roma. Mi è sem­pre pia­ciu­ta per il suo caos! Per il resto non ho an­co­ra fatto piani. Ora vo­glio fre­quen­ta­re la scuo­la e stu­diar­mi a fondo per ca­pi­re cosa posso dare ar­ti­sti­ca­men­te. Devo prima di tutto esplo­ra­re me stes­sa e sco­pri­re nuove cose! Poi si vedrà. 

CA­FE­bA­BEL BEr­LIN alla 64. BER­LI­NA­LE del ci­ne­ma

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