europe? who cares?

Articolo pubblicato il 20 settembre 2013
Articolo pubblicato il 20 settembre 2013

Venti giovani giornalisti da tutta Europa e l’incontro nel cuore del continente. Da pretesto per capire perché quel sospirato ideale europeo stia andando in frantumi e se e quanto i media siano i responsabili di tutto questo, ad occasione per confermare un’identità europea che ormai ci appartiene.

MEDIA-EUROPA: LA BATTAGLIA

L’occasione è il M100 Sanssouci Colloquium, a Potsdam, qualche chilometro più in là di Berlino. L’obiettivo è cercare risposta ad una domanda: i media stanno distruggendo l’Europa?

Parto anche io, da Napoli, con la convinzione di avere una risposta certa, che credo scontata per una che vive in Italia: i nostri media distruggeranno l’idea dell’Europa unita, che da sessant’anni a fatica si cerca di creare, il capro espiatorio verso cui indirizzare problemi che hanno altra natura.

Lì in terra tedesca, la storia è totalmente diversa, da quello a cui sono abituata qui. Venti giovani giornalisti da tutto il continente, ognuno con la voglia di conoscere gli altri, e un po’ di più anche se stesso. 

Si dibatte sulla questione, idee condivise o risposte diverse: per qualcuno è la politica il vero problema, e i media non fanno che seguirla; per qualcun’altro invece sono gli stessi media capaci di fare politica e di deviare le impressioni del pubblico. Cercano di distruggere la fiducia, di diffondere un mood populista contro quegli ideali europei. È un concerto di domande, risposte, idee, opinioni. 

WHO CARES?

Qualcuno butta lì una parola, che diventa la chiave di tutto questo: “care”, avere cura, importarsene. Il video “Europe, who cares?” è l’equivalente in immagini di una consapevolezza acquisita in modo deciso, ma praticamente inevitabile: quell’ideale d’Europa ce l’abbiamo dentro, siano o meno i media la causa di una crisi di identità. 

Quasi senza rendersene conto esplode una personalità europea, a braccetto con la risposta giusta che non è fregarsene, girare le spalle e pensare a sopravvivere. Il vero punto della questione è questo: la necessità di sentire il problema europeo come proprio, prima ancora di provare a risolverlo. 

E noi giovani lo sentiamo. Un caos creativo per una full immersion di sei giorni di entusiasmo, di voglia e di passione che accomunano tutti, e che forse dicono di più delle stesse opinioni discordanti. La certezza che lo spirito europeo e il trasporto verso questo siano fondamentali per risolvere problemi comuni e non.

WE CARE! 

E allora cambia la mia risposta, che diventa la nostra risposta: l’Europa non andrà distrutta. Basta uno slogan, per dire che quando ce l’hai dentro un seme riesci difficilmente ad evitare che cresca.

Il video ha visto la partecipazione di Erdem Gunduz, meglio conosciuto come "Standing man" di Piazza Taksim, Istanbul.

Il sito web dove trovare altri contenuti sul tema "I media stanno distruggendo l'Europa?": http://theeuphoricpost.tumblr.com/