«EuroNews partecipa alla costruzione europea»

Articolo pubblicato il 20 giugno 2005
Articolo pubblicato il 20 giugno 2005

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

In un’intervista a café babel, Nicola Assetta, caporedattore di EuroNews spiega l’importanza del plurilinguismo nei media e le difficoltà che esso comporta.

«EuroNews cerca di rispettare le peculiarità linguistiche e giornalistiche del bacino europeo»: è quanto spiega a café babel Nicola Assetta, caporedattore di EuroNews. L’emittente di informazione 24 ore su 24 trasmette dal 1993 dei programmi caratterizzati da prospettiva europea e plurilinguismo: «un modo per fare costruzione europea» sostiene Assetta.

Cosa significa concretamente per EuroNews fare informazione transnazionale in più lingue?

Per EuroNews essere una testata plurilinguistica è una ricchezza. Grazie alle sette versioni linguistiche (italiano, francese, inglese, portoghese, russo, spagnolo, tedesco), nella nostra redazione sono rappresentate almeno sette nazionalità, sette culture, sette punti di vista: il nostro telegiornale non è europeo solo perché informa sull’Europa, ma soprattutto perché è la prospettiva usata ad essere europea, in quanto l’informazione viene forgiata grazie al contributo di tutti i nostri redattori.

Quali sono i punti di forza di un’informazione di carattere multilinguistico? E quali invece le difficoltà con le quali dovete scontrarvi?

La preoccupazione principale è che ogni versione linguistica del telegiornale rispetti la linea editoriale di EuroNews. EuroNews cerca di rispettare le peculiarità linguistiche e giornalistiche del bacino europeo, mantenendo l’integrità dell’informazione che dev’essere uguale in ogni lingua. Ciò stimola ovviamente il dibattito durante il lavoro: la redazione è un luogo di confronto e scontro delle diverse culture.

Può fare qualche esempio?

Prendiamo la questione di Gibilterra: la sensibilità di un giornalista spagnolo o inglese è diversa. Entrambi i modi di esporre la notizia sono legittimi e obiettivi. Ma antitetici: per l’Inghilterra la rocca di Gibilterra è un possedimento legittimo suffragato da referendum, per gli spagnoli è un residuo di colonialismo, un non-sense. A EuroNews bisogna trovare un momento di incontro, confronto e sintesi: il nostro modo di fare informazione è anche un modo per fare costruzione europea.

Ci sono delle differenze tra le informazioni diffuse da ogni versione linguistica?

La redazione è unica ma composta da più equipe linguistiche: la linea del telegiornale viene decisa dal caporedattore, dal suo vice e dal direttore editoriale coadiuvati dai vari capiservizio. Contrariamente al lavoro di una redazione “normale”, il montaggio delle immagini viene realizzato prima della bozza del testo di commento, in quanto ogni servizio viene affidato a ben sette redattori, uno per ogni versione linguistica. Non c’è un lavoro di traduzione: ogni giornalista scrive un servizio in modo autonomo e originale, ma tutti i giornalisti dispongono delle stesse fonti.

Quindi esistono delle differenze – seppur minime – nei servizi trasmessi?

Sì, ad esempio sulla questione del referendum sulla procreazione assistita in Italia, l’approccio di un redattore italiano è diverso da quello di un tedesco. O anche a proposito del budget dell’Ue, con la querelle franco-tedesca contro la posizione inglese: in certe versioni linguistiche vengono messi in risalto certi aspetti rispetto ad altri.

Come è evoluta la ricezione di EuroNews presso il pubblico europeo, con quali risultati?

Se si tiene conto di mezzi e budget a disposizione, abbiamo raggiunto dei risultati al di là di ogni aspettativa. In Europa superiamo qualsiasi altra televisone trasnazionale, come BBC o CNN. Sicuramente il multilinguismo è la prima ragione di questo successo. La seconda è che a livello internazionale siamo l’unica alternativa di informazione al monopolio angloamericano.

Nel 2001 avete inaugurato la versione russa di EuroNews. Con l’allargamento dell’Ue a dieci nuovi Paesi non avete ancora pensato concretamente di allargare il numero delle versioni linguistiche dell’emittente?

Sono stati motivi editoriali e di budget a determinare il lancio di una versione russa. La russa Rtl detiene il 16% di EuroNews, questo ha permesso di sostenere i costi di una nuova redazione. L’anno scorso EuroNews è stato l’unico telegiornale a trasmettere in Russia le immagini della strage di Beslan in russo. Chi aveva possibilità di accedere al satellite logicamente ha potuto seguire i servizi di CNN o BBC, ma EuroNews è stata l’unica emittente a trasmettere in diretta in russo.

Per quanto riguarda l’allargamento linguistico ai nuovi Paesi, per ora ci sono accordi con Romania (che entrerà nell’Ue nel 2007, ndr) e Repubblica Ceca. I due Stati non hanno una propria redazione ma grazie agli accordi stipulati tre volte al giorno i nostri telegiornali vengono ripresi e tradotti in loco nella loro lingua e trasmessi a determinari orari.