Euro riforme della Giustizia: magistrati nel mirino dei Governi

Articolo pubblicato il 13 marzo 2009
Articolo pubblicato il 13 marzo 2009
La riforma del sistema giudiziario è tema molto delicato e promette di mettere in crisi gli equilibri istituzionali tra legislativo, esecutivo e giudiziario, dei paesi dell’Ue. Montesquieu, il filosofo francese, nello Spirito delle Leggi, dell’1748, fonda la teoria dello stato democratico moderno sulla separazione dei tre poteri.
«Chiunque abbia potere è portato ad abusarne; egli arriva sin dove non trova limiti (..). Perché non si possa abusare del potere occorre che (...) il potere arresti il potere».

Francia e Italia

(Foto: Olivier Brugez / Flickr)Il Presidente francese Nicolas Sarkozy, in seguito ad alcuni errori giudiziari, come il caso Outreau (nel 2006 un sacerdote, Dominique Wiel, e altre 16 persone, vennero ingiustamente accusate di pedofilia, ndr) sta pianificando una profonda riforma della Giustizia. Sarkozy ha manifestato l’intenzione di eliminare la figura del “Magistrato Esaminante”. Il quotidiano Le Monde afferma che, con questo provvedimento, tutte le indagini verrebbero quindi condotte dalla Pubblica Accusa, la quale risponde direttamente al Ministero della Giustizia. Le conseguenze suscitano non pochi timori tra i magistrati francesi, preoccupati sempre più per le pericolose influenze politiche che il normale iter giudiziario potrebbe subirne. «Questa è la vendetta della classe politica contro le indagini condotte dai Magistrati Esaminanti, tra gli Ottanta e Novanta, che hanno svelato numerosi casi di corruzione politica», ha dichiarato Christopher Regnard, presidente della più importante associazione di magistrati francese, l’Usm. «È la morte dell’indipendenza del sistema giuridico, che sarà, così, sotto il controllo del Governo».

(Foto: ciufix amo la marmellata di ficha e marmota / Flickr)Dall’altra parte delle Alpi, nemmeno Silvio Berlusconi nasconde i suoi progetti di riforma del sistema giudiziario. La sua proverbiale antipatia verso la magistratura trova sponda nella maggioranza degli italiani. Numerosi, infatti, sono i casi di errori giudiziari amplificati dai mezzi di comunicazione, che hanno suscitano il malcontento verso la Giustizia. Questa situazione ha permesso al Premier e al Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, di elaborare una riforma al limite dell’incostituzionalità. Il progetto è stato avviato già nel 2008 con il Lodo Alfano, oggi legge, che mette al riparo, rendendole immuni da qualunque indagine, le cinque più alte cariche dello Stato, tra cui quella dello stesso Presidente del Consiglio. Indagato, con il suo legale inglese David Mills – già condannato per corruzione in atti giudiziari – il premier è già ricorso al Lodo. Il passo successivo è il disegno di legge che prevede la separazione delle carriere dei magistrati. Ma soprattutto, a mettere in allarme la categoria è la forte volontà di limitare l’uso delle intercettazioni telefoniche alle sole indagini di terrorismo e Mafia. «Corruzione e abuso d’ufficio sono i classici reati legati al mondo della politica, sono anche due tra i più difficilmente dimostrabili per i magistrati. Il divieto di usare le intercettazioni telefoniche rende questi processi impossibili», dice Bruno Tinti, ex magistrato di Torino, oggi in pensione.

Viva Zapatero?

(Foto: Periódico La Democracia / Flickr)Scandali di malagiustizia, rivendicazioni salariali e strutturali, sono le cause di un rapporto arrivato ai ferri corti tra il Governo socialista e i giudici. Anche nel caso della Spagna, a far esplodere il conflitto fra i poteri esecutivo e legislativo, è stato un clamoroso errore giudiziario. La negligenza di un magistrato spagnolo nei confronti di un caso di pedofilia ha suscitato la rapida risposta dell’oramai ex-ministro della Giustizia spagnolo, Mariano Fernández Bermejo . L’allora Ministro lancia un preciso attacco a ciò che definisce “corporativismo” dei magistrati. Il 21 gennaio scorso, i magistrati spagnoli, riuniti all’Assemblea generale, hanno votato per uno sciopero generale della categoria in giugno. Il caso è unico nella recente storia repubblicana della Spagna. I giudici rivendicano adeguamenti salariali e maggiori mezzi per portare avanti l’attività. Il Ministro della Giustizia si è affrettato a definire l’iniziativa «un tradimento dei cittadini», contestando ai giudici il diritto di scioperare, essendo essi stessi uno dei re poteri delle Stato

Bulgaria e Romania

(Foto: nitot / Flickr)L'ennesimo rapporto dell’Ue, pubblicato il 12 febbraio, accusa i governi di Bulgaria e Romania di non fare abbastanza in tema di Giustizia per adeguarsi agli standard degli altri Paesi europei. Corruzione e criminalità organizzata sono tra le accuse più pesanti che denuncia il rapporto dell’Ue. Per uscire da questa situazione sono due le strade che il rapporto indica: una solida riforma del sistema giudiziario e la lotta alla criminalità organizzata. Entrambe queste necessità vanno di pari passo con l’obiettivo di imporre, il prima possibile un solido, autonomo e moderno sistema giudiziario, capace di esercitare lo stato di diritto e combattere efficacemente questi reati. Pena, il blocco di diversi finanziamenti europei (500 milioni di euro per la sola Bulgaria) ai progetti di sviluppo dei due Paesi.