Euro 2016: l'Islanda è un vulcano, in tutti i sensi

Articolo pubblicato il 02 luglio 2016
Articolo pubblicato il 02 luglio 2016

Nessuno avrebbe scommesso un centesimo su di loro, eppure sono qui: gli islandesi sono arrivati ai quarti, e (proverbiale compostezza scandinava a parte) sono pronti a dare spettacolo (più o meno). Prossimo appuntamento domenica contro la Francia: difficile passare, ma quel che è certo è che hanno già conquistato i cuori di un'intera nazione.

Uno Stato maggiore al posto di un selezionatore

Innanzitutto qualche cifra: circa 330.000 abitanti, 33.000 giocatori nel paese e 23.000 tesserati, di cui 3.000 adulti, con solo 100 giocatori professionisti. L'Islanda (34a nella classifica FIFA, n.d.r.) è riuscita (non si sa bene come) a tirar fuori 23 giocatori per Euro 2016, e a questo punto ci si chiede se non abbiano dovuto fare un censimento per scovarli, oppure organizzare una leva obbligatoria con tanto di Stato maggiore a capo, stile chiamata alle armi: altro che selezionatore tecnico. Ridendo e scherzando però i "nostri ragazzi" (da "Strákarnir okkar", il "musicalissimo"  soprannome della squadra in islandese) sono riusciti a qualificarsi per i quarti di finale. Ora si preparano per il tête-à-tête con la Francia il 3 luglio allo Stade de France. Un evento di portata così grande sta facendo sognare l'Islanda intera, meritandosi un titolo in tutti i giornali del mondo che non perdono l'occasione di coprire di elogi questo popolo vichingo. Gli ottavi di finale contro l'Inghilterra sono stati seguiti dal 99.8% della popolazione, e il 10% degli islandesi si dichiarano pronti a venire in Francia per assistere al match, chiedendo al governo delle facilitazioni sui trasporti. «Questo paese di calciatori amatoriali», come l'ha descritto il co-selezionatore Heimir Hallgrimsson, è diventato nell'arco di 4 partite una nazione che vive per il pallone.

Risultato scontato? Non è detto...

Come ogni bella storia reale che si rispetti, dietro c'è una qualche plausibile spiegazione. L'Islanda non è arrivata a questo punto del torneo per sbaglio. Dopo essersi qualificata alle eliminatorie per Euro 2016, la nazionale vichinga ha schiacciato la Turchia con un perentorio 3-0, battendo strada facendo per due volte anche i Paesi Bassi (terzi qualificati ai mondiali 2014, mica spicci). La verità è che sin dall'inizio degli scontri ufficiali gli islandesi non hanno mai perso. La loro difesa quasi impenetrabile si compone di ragazzoni della stazza di 1.90 m, che compensano una forse minore qualità e classe con uno spaventoso pragmatismo in grado di far impallidire perfino i panzer tedeschi. In occasione dell'ultima partita contro l'Inghilterra non sono mai sembrati in seria difficoltà di fronte ai deboli attacchi della squadra avversaria. Volendo fare un confronto cinematografico (e se non avete mai visto Games of Thrones dubito riuscirete a comprenderlo, spiacente les gars), questi tipi del nord sono riusciti a tenere la Barriera contro l'invasione dei Camminarori Bianchi.

Genio e sregolatezza... Più o meno

Per non sentirsi troppo lontani da casa gli islandesi si sono piazzati davanti al lago di Annecy, in un modesto hotel quattro stelle. Intervistata da BFM.TV, la direttrice dell'albergo ha confidato che i suoi ospiti sono un gruppetto molto tranquillo, che celebra le proprie vittorie con pasta alla carbonara e chiacchiere a tavola. Ancora meglio, la squadra e lo staff si concedono, come massima trasgressione, miele e crozets (pasta tipica della Savoia, n.d.t.), dilettandosi a tempo perso nelle nobili arti del ping-pong e del mini-golf. Gioia, entusiasmo e sregolatezza, in altre parole. Si fa per dire.

I segreti del mestiere

Barba rossastra, faccia da macellaio pregiudicato e scena di una battaglia navale tatuata sul petto. Aron Gunnarsson potrebbe benissimo essere uno dei cattivi di un'episodio della serie animata giapponese Lupin. Con i suoi 27 anni è già capitano della squadra più elogiata dall'inizio dell'Euro 2016. Nella sua città d'origine, la pronunciabilissima Akureyri, è già una vera leggenda. "Il vichingo dal cuore tenero" (strano da credere e da sentire, ma è così) gioca durante l'anno per il la squadra del Cardiff City (nella seconda divisione del campionato inglese, n.d.r.). Gunnarsson è famoso per i suoi colpi segreti (lunghissime rimesse laterali) che deve al suo passato di giocatore di pallamano, uno sport nel quale in paese eccelle. In un'intervista per il sito Goal, ha affermato: «Puoi avere le braccia due volte più grandi delle mie, ma non cambia nulla. Dipende tutto dal modo in cui le usi, non dalla forza che ci metti». Mica scemo.

Il segreto è rinnovarsi. Anche a distanza di sec

Facciamo i seri un attimo. Se il percorso calcistico dell'Islanda viene definito "ottimo" e "geniale" è soprattutto grazie alla sua strategia di gioco che punta sulla... difesa, altro che catenaccio all'italiana. Infatti, la squadra "valorosa" e "combattiva" non potrebbe fare altrimenti, vista la sua inferiorità tecnica che ogni tanto viene fuori durante il gioco. Sì, il calcio è anche questo. In barba al fatto che i loro antenati vichinghi vincessero le loro battaglie proprio grazie alle loro strategie di attacco travolgenti ed impetuose. Che dire... Col tempo si cambia, probabilmente. 

Tipica esplosione di gioia dopo la vittoria nella fan zone di Seljalandsfoss.