EU-CELAC: L'America Latina vuole conquistare l'Europa

Articolo pubblicato il 19 giugno 2015
Articolo pubblicato il 19 giugno 2015

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

La settimana scorsa, il Consiglio europeo ha accolto il secondo vertice fra l’Unione Europea e la Comunità degli Stati latino-americani e caraibici (CELAC). Questa riunione aveva per obiettivo di ridinamizzare le relazioni fra le due regioni, che rappresentano 30% dell’economia mondiale, e di rafforzare i legami di cooperazione su diverse iniziative.

 "Nei prossimi cinque anni, la CELAC e l’UE concentreranno i loro sforzi sulla lotta contro la povertà e l’ineguaglianza, sulla promozione dell’educazione, della scienza, della tecnologia e sulla lotta contro i cambiamenti climatici ed i problemi ambientali, finanziando lo sviluppo e lo sfruttamento massimo del potenziale di queste due organizzazioni regionali che simboleggiano un blocco internazionale, " ha dichiarato il vice-presidente del vertice, il presidente equadoriano Rafael Correa.

Relazioni strategiche

All’ora attuale, l’UE ha firmato gli Accordi di libero scambio con quasi tutti i Paesi d’America Latina ; trattati bilaterali con attori maggiori quali il Messico e il Cile, ma anche con regioni economiche : il CARIFORM (Forum Caraibico), il SICA (Sistema d’integrazione centro-americano) ed il CAN (Comunità andina delle Nazioni). Rimane un piccolo numero di paesi che applica dei diritti di dogana molto elevati oltre che delle barriere commerciali sui prodotti europei, come Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela, paesi membri del MERCOSUR (Mercato Comune del Sud). Questo piccolo gruppo di nazioni ostacola lo stabilimento d’un partenariato economico pienamente integrato nelle regioni.

L’UE riconosce gli sforzi mirati allo sviluppo della regione che sono stati realizzati da diversi membri del CELAC nel corso degli ultimi 10 anni ; questi ultimi hanno contribuito al miglioramento delle relazioni fra UE e CELAC in vista d’un partenariato egualitario nei Forums internazionali. L’UE si è impegnata a diventare un partner strategico dell’America Latina e, a tale effetto, ha adottato più misure mirate ad incoraggiare lo sviluppo economico della regione. Ha impegnato fondi fino a 2,5 miliardi di euro, esprimendo cosi’ la sua cooperazione su settori chiave come l’educazione, l’innovazione e l’ambiente.

L’UE ha inoltre dedicato un altro miliardo di euro alla regione dei Caraibi al fine di servire la lotta contro i cambiamenti climatici. Per di più, l’UE ha suggerito la creazione d’un piano d’azione mirato a sviluppare il partenariato identificando gli obiettivi specifici da compiere su periodi di tempo relativamente brevi, che offriranno ai cittadini delle due regioni vantaggi concreti.

Il consolidarsi dei partenariati                   

All’occasione del vertice, l’UE ha firmato un nuovo accordo con la Colombia ed il Perù perché il possedimento del Visa Shengen non sia più un obbligo per i loro cittadini. Quest’ultimo accordo consoliderà il partenariato dell’UE con l’Alleanza del Pacifico (Messico, Cile, Colombia e Perù), facilitando cosi’ la cooperazione e l’impegno preso sulle due rive dell’Atlantico. Questa misura dovrebbe essere effettiva prima della fine del 2015.

Tutti i paesi si sono ugualmente impegnati ad incoraggiare le pratiche finalizzate ad un buon governo fondato sulla democrazia e la trasparenza. Hanno condannato tutte le forme di violenza e di non rispetto dei Diritti dell’uomo, facendo riferimento alla situazione che regna attualmente in Venezuela ; pero’, non avendo trovato un’accordo unanime, non é stata espressa nessuna critica eclatante nei confronti del governo venezueliano. Nella dichiarazione finale, i paesi presenti hanno spronato il governo colombiano a concludere un accordo con le FARC per porre un termine al conflitto armato che dura da troppo tempo. Il consolidamento della pace nella regione faciliterà certamente l’apporto d’investimenti stranieri che parteciperanno alla creazione di nuovi impieghi e allo sviluppo economico.

Oltre a questo vertice, il presidente colombiano Juan Manuel Santos Calderon ha tenuto più riunioni bilaterali per trovare alleati pronti a sostenere la sua strategia per porre fine al conflitto armato che logora il suo paese. Ha ugualmente promosso la Colombia a partner strategico dell’UE. Parte degli sforzi che ha fatto in vista di ristabilire la Colombia come una delle ecomonie emergenti in crescita ha portato i suoi frutti con l’Accordo sull’esenzione di visa che altri paesi come la Svizzera, la Norvegia, il Liechtenstein, l’Irlanda, la Tailandia e la Repubblica Dominicana hanno firmato anch’essi in seguito.

Sempre nessun impegno chiaro per il clima

A parte tutte altre negoziazioni mirate a stabilire delle nuove collaborazioni economiche, il clima era senz’altro uno dei problemi principali che si sarebbero dovuti affrontare durante il Consiglio. Al loro arrivo a Bruxelles, molti capi di Stato e di governo hanno affermato la loro volontà di erigere i problemi climatici a priorità per avviare i negoziati coi paesi sud americani. « In quanto europei, incontreremo i latino-americani per parlare del clima prima di tutto, dato che è la priorità della diplomazia francese in vista della conferenza sul clima che avrà luogo a Parigi », ha dichiarato il presidente francese François Hollande.

Malgrado l’importanza capitale dei problemi legati al clima in vista della COP-21 (21esima conferenza dei partiti), ci si puo’ dispiacere che non ci sia stato nessun progresso significativo, eccetto una serie di dichiarazioni sulla necessità di lottare contro i cambiamenti climatici, che pero’ non lasciava intendere nessun impegno.