Erasmus: un anno a tutta velocità

Articolo pubblicato il 21 gennaio 2010
Articolo pubblicato il 21 gennaio 2010
Come le caramelle, il programma di scambio universitario Erasmus ha un doppio effetto. Dopo lo shock culturale, le feste, gli incontri cosmopoliti e le perlustrazioni della Spagna, vengono i viaggi dagli amici ai quattro angoli del continente. Lo esige la coscienza europea. Una testimonianza dalla Francia.

«Un anno d’Erasmus, è come essere nel film "L’Appartamento spagnolo", ma è meglio». Il responsabile del programma Erasmus della mia università francese ci ha visto giusto. Quell’anno è stato straordinario. Con una borsa di studio elargita dalla mia regione francese, sono partita per la Spagna. Un anno che è andato a tutta velocità. Ma cosa si cela dietro questo programma? Il sentimento d’identità europeo. Con la mia cerchia di amici incontrati a Siviglia, mi sono resa conto velocemente di cosa c’era dietro l’Erasmus: si creano dei legami e quest’ ambiente multiculturale dà vita alla smania di spostarsi. E apprezzarlo, vuol dire già aderirvi. E’ sufficiente trascorrere delle vacanze a Maiorca con due austriaci, un inglese, uno spagnolo, due francesi e un’americana, oppure organizzare delle cene multietniche dal mio coinquilino, con una tedesca, un’inglese e un’italiana. Si fa una colletta: le crêpes bretoni, le kartoffelsalat (insalata di patate), la pasta italiana e il salmorejo (zuppa fredda) di Cordoba.

«Partita alla scoperta della cultura spagnola, ho scoperto l’Europa»

All’inizio del giugno 2009, tornata di recente dalla penisola iberica, non pensavo ad altro che a una cosa: rivedere i miei amici europei. E non molto dopo, a metà agosto, sono partita per Vienna da alcuni amici austriaci. Tanto per fare le cose in grande e approfittare dell’occasione per riunire tutti: lo spagnolo ha fatto una deviazione in Austria, la mia coinquilina tedesca è saltata su un treno, e così ci siamo ritrovati in otto ex-Erasmus nella campagna austriaca. Con un biglietto fatto il giorno prima, sono ripartita in treno all’ultimo minuto, attraversando il Tirolo, la Svizzera, direzione Francia. Ho una certezza: l’Europa non ha più frontiere. Questa presa di coscienza è importante tra il mio gruppo di ”post-Erasmus”. Oggi, la mia casella mail trabocca di messaggi di coppie franco-italiane, tedesco-italiane…Partita alla scoperta della cultura spagnola, ho scoperto l’Europa.