Erasmus: perché non nei paesi dell'Est?

Articolo pubblicato il 29 gennaio 2015
Articolo pubblicato il 29 gennaio 2015

Se consideriamo l'Erasmus come lo specchio della società europea, i vecchi confini della nostra mentalità non sembrano ancora del tutto superati. Gran parte degli stati "dell'Est", che comunque si possono ancora definire così, risultano non essere particolarmente richiesti dagli aspiranti studenti Erasmus. 

Nell'anno accademico 2012-2013, sono stati ben 34 i Paesi che hanno preso parte al Programma Erasmus. In media, ciascuno di essi ha ospitato 8.125 studenti provenienti da altri paesi. Le mete più gettonate sono delle vere e proprie fuoriclasse dell'accoglienza Erasmus: Spagna e Germania in primis, di gran lunga avanti rispetto agli altri nel ranking. La Spagna, calda e soleggiata campionessa Erasmus, ha attratto più di 40.000 giovani mentre la Germania si è difesa coi suoi 30.000.  

In fondo alla classifica troviamo gli stati dell'Est. O meglio, quelli che comunemente vengono definiti "dell'est" e che hanno all'attivo cifre molto più basse di arrivi. Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania, Slovenia, Slovacchia, Croazia e Macedonia hanno accolto in media 3.211 studenti. L'unico paese ad avere una media un po' più alta è la Polonia, con 11.000 studenti in arrivo.  

Ma quali sono i motivi che si celano dietro questi dati? Si tratta di semplice impopolarità o dell'immagine negativa che gli altri stati europei hanno dei paesi dell'Est? Forse c'è uno scarso interesse per le lingue dell'est, percepite come poco utili. Oppure gli studenti suppongono che il livello accademico non sia adeguato. Cafébabel Vienna ha cercato di rispondere a questa serie di domande.