'Eppur si muove!' : tra le Vespa e gli impiegati, Roma è in cerca di libertà.

Articolo pubblicato il 15 aprile 2011
Articolo pubblicato il 15 aprile 2011
Roma non è conosciuta solo per la sua arte infinita, o per il cibo e il carisma dei suoi abitanti; anche il groviglio di macchine che divora ogni giorno l'aria e gli edifici fa parte del suo 'marchio'. Ma, nonostante la passività mostrata dall'amministrazione pubblica, la mobilità verde si sta facendo lentamente spazio grazie ad alcune iniziative cittadine.

La cattiva gestione della rete dei trasporti pubblici e il traffico selvaggio e intenso hanno trasformato la Città Eterna in un luogo in cui è difficile spostarsi; ma il numero elevato di scooter, in proporzione 143,7 ogni 1000 abitanti, sembra rappresentare un'ottima soluzione al problema della mobilità. Inoltre, in virtù della nascente iniziativa dei veicoli elettrici, è un invito a pensare alla mobilità verde anche sulle due ruote.

Altri dati positivi: secondo i dati di Cittalia, nel 2009 a Roma il trasporto privato sulle quattro ruote ha registrato consumi pari a 461,52 milioni di litri di benzina, con una riduzione del 44% rispetto ai dati del 2000. La stessa diminuzione riguarda il consumo di carburante per i motocicli, con circa 41 litri di benzina per abitante nel 2009. Tuttavia è difficile stimare la volontà dell'amministrazione pubblica di offrire soluzioni per decongestionare la città con i suoi 2,7 miloni di abitanti: dopo un mese di persecuzione giornalistica il comune di Roma ci ha lasciati sine die in attesa di informazioni sui programmi di mobilità sostenibile, da cui ne deduciamo che non siano stati neppure previsti.

Smontando il mito della Vespa

La vespa ha certamente un enorme debito con il cinema...Sorprende, invece, l'iniziativa dei cittadini comuni, organizzati in associazioni e imprese private al fine di evitare il traffico con l'ingegno o con il buon senso; ed è così che nel Belpaese torna in auge ancora una volta la Vespa. Un esempio su tutti è l'impresa bolognese Vialibera, che ricerca soluzioni ecologiche per il traffico. Gianluca Guarnieri, direttore commerciale dell'impresa, sottolinea che la motocicletta è un mezzo pratico ed economico che permette di eludere gli ingorghi e di accedere alle zone vietate alle auto. Il motore a due ruote (icona romantica del cinema classico) ha una larga diffusione nel sud del paese per ragioni ovvie: il clima mite invoglia a guidare allo scoperto. Secondo Guarnieri solo attraverso l'uso di un motore elettrico si può dimostrare che la coscienza ecologica è adatta al portafoglio. Il modello della sua impresa, la moto Metro, è in grado di percorrere 70 Km con un pieno di energia elettrica pari al costo di 0,40 euro, ammortizzando il costo della moto con il risparmio di carburante.

Coscienza e potenza

Alcuni studi segnalano la forte sensibilizzazione presente in Italia sui temi ecologici: sette cittadini su dieci, secondo Cittalia, si preoccupano per l'ambiente. Sembra però che questa tendenza non si sia ancora tradotta nell'utilizzo di mezzi elettrici. Guarnieri sostiene che la motocicletta elettrica non genera alcun tipo di inquinamento, consentendo "la reduzione totale delle emissioni di biossido di carbonio."

E cosa ne pensano i motociclisti? Roma, via del Corso. I dieci utenti intervistati condividono la stessa opinione: vale la pena spendere qualche soldo in più, sia nell'acquisto della moto che in benzina e nella manutenzione. Marcello Chisena, 34 anni, assicura che non ricorda di essersi mai mosso con mezzi diversi dalla moto. "Grazie a lei riesco a mantenere il mio lavoro; altrimenti, con il traffico di Roma, sarebbe impossibile arrivare da qualsiasi parte in tempo". All'idea di acquistare una moto elettrica fa un gesto esplicito dicendo in romano: "Li sordi!" (i soldi!). Allo stesso modo reagiscono Roberto Urbino e Giovanni Pilli, amanti delle due ruote.

Un'altra interessante iniziativa è quella di ciclofficine popolari, una piccola oasi in cui i ciclisti romani possono riparare gratuitamente le loro biciclette o tutto quello che potrebbe servire per un 'sano riciclo', afferma Erika Serio, membro del collettivo.

La ciclofficina non è solo un luogo di riparazione, ma anche una piattaforma cittadina a difesa dei diritti del ciclista e della mobilità sostenibile. La costruzione della pista ciclabile o la tanto discussa sparizione dei sanpietrini (blocchetti di basalto impiegati nel lastricato) sono soltanto alcune delle rivendicazioni per le quali Erika e gli altri appassionati della bicicletta lottano ogni giorno e l'idea è molto semplice: il passaggio alla bicicletta dipende dalle infrastrutture; "anche dopo il cambiamento continueremo a essere italiani, ma meno rumorosi", aggiunge Erika.

L'amministrazione locale comincerà a dare la priorità alle politiche di mobilità sostenibile e a punire più duramente coloro che non rispettano le norme? Il silenzio da parte del Comune in risposta alle nostre lettere e telefonate parla da sé. Chi lo sa: forse la scelta dei motori elettrici, non inquinanti, silenziosi e resistenti, riuscirà a imporsi dal basso.

Uno speciale ringraziamento a Roberto Ruiz, amico, giornalista e motociclista.

Questo articolo fa parte del progetto Green Europe on the ground 2010-2011, una serie di reportage realizzati da cafebabel.com sullo sviluppo sostenibile. Per saperne di più su clicca su Greeen Europe on the ground.

Foto : home-page: (cc) Evil Patrick Shannon/Flickr;  "Roman Holiday" (1953)/imdb.com; video: Youtube.com