Ennesima crisi di governo: il Belgio ha ancora senso d'esistere?

Articolo pubblicato il 27 aprile 2010
Articolo pubblicato il 27 aprile 2010
In seguito all'ennesima polemica linguistica tra fiamminghi e valloni, giovedì 22 aprile si è spaccata la coalizione pentapartitica del Primo Ministro belga Yves Leterme. I commentatori lamentano la mancanza, da parte di entrambi i gruppi linguistici, della volontà di compromesso e si domandano, alla luce della rinnovata crisi politica, sulla ragion d'essere del Belgio.

28 paesi, 300 media, una rassegna stampaLe Soir - Belgio : «Dare ancora un senso a questo paese?»

Dato l'insanabile conflitto tra fiamminghi e valloni, il quotidiano Le Soir si chiede se lo Stato belga ha ancora motivo d'esistere: «Ha davvero senso mantenere uno Stato in cui nessuno sa se le prossime elezioni saranno legittime? Ha ancora senso conservare uno Stato nel quale non ci sono più uomini e donne o strutture, che possano stabilire alcun tipo di compromesso che sia essenziale per la sopravvivenza del Belgio? Stamattina saranno i fiamminghi ad affermare che è tutta colpa dei valloni, che non si sposteranno dalla loro posizione. [...] I valloni diranno che è colpa dei fiamminghi, che vogliono scacciare la popolazione francofona dalle Fiandre. Questo paese ha ancora senso? Noi siamo sempre per la sua esistenza. Ma quest'opinione ha valore solo se abbastanza persone vi prestano fede, se si impegnano a farla esistere» (Articolo del 23.04.2010)

Il Sole 24 Ore - Italia: «L'eterna maledetta ricerca del compromesso»

Il dibattito linguistico apparentemente insormontabile è la ragione della difficile convivenza tra i fiamminghi e i francofoni valloni, scrive il quotidiano Il Sole 24 Ore: «Tradizionalmente, le crisi di governo in Belgio si aprono facilmente e si chiudono difficilmente. Il problema linguistico [fiammingo-francese] non è folklore. È espressione dei conflitti di potere, del revanscismo socio-economico, della mancanza di comprensione culturale e del malessere della convivenza. A questo però, nel mondo globale e in un'Europa in crisi non c'è alcuna alternativa convincente. I fiamminghi e i valloni lo sanno. Così come sanno anche di essere condannati all'eterna ricerca di compromessi. (Articolo del 23.04.2010)

De Volkskrant - Paesi Bassi: «Le crisi politiche fanno parte del Belgio come i litigi in un lungo matrimonio»

I fiamminghi liberali, i quali sono usciti dalla coalizione di governo, vorrebbero forzare una votazione sulla ripartizione della circoscrizione bilingue di Bruxelles-Halle-Vilvoorde (BHV). Il quotidiano della sinistra liberale olandese De Volkskrant dubita sulla capacità politica della nuova generazione di politici: «Per [il Primo Ministro] Yves Leterme, che una volta affermò che solo "cinque minuti di coraggio politico" sono necessari al mondo per risolvere il problema BHV, questa nuova crisi politica è una batosta per la sua riabilitazione, che gli era stata concessa l'anno scorso. Ma ancora peggiore è la delusione per il Belgio, come dimostra il fallimento della mediazione di un veterano come [l'ex Primo Ministro] Jean-Luc Dehaene. [...] Le crisi politiche fanno parte del Belgio come i litigi in un lungo matrimonio. [...] La forza dei politici della vecchia generazione era che alla fine trovavano sempre una soluzione. Qualora questa generazione cominciasse a perdere la sua fede, [...] allora il Belgio sarebbe effettivamente in pericolo». (Articolo del 23.04.2010)

Der Standard - Austria: «Il fallimento del governo ha un nome in particolare: Yves Leterme»

Il Belgio non è poi così male, dice l'austriaco Der Standard, il problema è la mancanza di capacità di mediazione del Premier Yves Leterme: «Dopo un lungo percorso di riabilitazione difficile, il bilancio è all'incirca nei parametri europei, nonostante il debito elevato. Nella politica sociale risulta da anni un pioniere, dai matrimoni omosessuali all'amnistia per gli immigrati. Solo la guerra culturale tra fiamminghi e valloni risulta indissolubile. Ma non si deve sopravvalutare il problema. In gran parte sono solo minacce. Il fallimento del governo ha soprattutto un nome: Yves Leterme. Gli manca la capacità di mediazione. Il re dovrebbe far tornare Guy Verhofstadt, lui sì che è capace». (Articolo del 23.04.2010)

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Foto: seigneurdeguerre/flickr; pentaprism_/flickr