Energie rinnovabili: tra speranza e contraddizioni: prima parte

Articolo pubblicato il 17 novembre 2009
Articolo pubblicato il 17 novembre 2009

In questi tempi di crisi, i discorsi economici del presidente Obama sottolineano la necessità di combattere il riscaldamento globale, in particolare con lo sviluppo di energie rinnovabili. L'Unione Europea ha promesso che entro il 2020 il 20% della sua energia sarà prodotta con energia rinnovabile.

Oggi in Europa soltanto il 9% circa dell'energia prodotta deriva da energie rinnovabili, con grandi disparità tra i paesi. L'obiettivo della Francia è di raggiungere una quota del 23% entro il 2010.

Si può essere solo entusiasti della consapevolezza da parte della politica della necessità di combattere le emissioni di CO2. Queste emissioni sono, per il 93%, il risultato dell'utilizzo di scelte energetiche che favoriscono idrocarburi ed energia fossile.

Quanto è però praticabile la scommessa sulle energie rinnovabili in Europa o nei paesi più sviluppati? Aldilà del giudizio positivo, quali sono le questioni politiche ed economiche in gioco e le loro contraddizioni? Cosa si può dire delle iniziative in Europa e in Francia?

La prima edizione del SIREME show organizzata a Parigi nel novembre del 2008, la seconda edizione di Energaïa a Montpellier lo scorso dicembre o la terza edizione del Renewable Energies Show lo scorso febbraio sono eventi fondamentali in Francia per tutto ciò che riguarda le energie rinnovabili.

Secondo gli organizzatori di questi eventi, le grandi folle e le transazioni commerciali dei partecipanti rappresentano un successo. Tre settori trainano la crescita: solare, eolico e biomassa. A Lyon, Parigi o Montpellier, i produttori tedeschi di pannelli solari sono i leader del mercato. Ciò è dovuto al fatto che la Germania è il paese più progredito del mondo in materia di energia rinnovabile e produce quasi il 15% della sua energia in maniera sostenibile; la sua ambizione è arrivare dal 30 al 40% entro il 2020. I produttori più importanti sono in effetti tedeschi.

Anche la Spagna, comunque, si è messa in moto:  il governo di Zapatero ha infatti ampiamente favorito l'energia ecologica con i finanziamenti. Così facendo, il paese è diventato il campione internazionale di energia eolica e dei pannelli solari fotovoltaici. Tuttavia, a causa delle crisi, non è più il mercato principale, mentre la Germania sta per arrivare a un punto di saturazione. Tutti gli occhi sono ora sulla Francia e produttori,  distributori e tecnici arrivano tutti alla stessa conclusione: il mercato francese è diventato il traguardo in Europa perché offre potenziale e crescita importanti.

La competizione è internazionale: giapponesi, americani, canadesi, cinesi, taiwanesi e coreani sono entrati nel mercato delle energie rinnovabili.

Il Giappone, che ha una lunga e duratura tradizione in materia, è, insieme alla Germania, il paese che ha maggiormente utilizzato tecnologie derivanti da energie rinnovabili per il suo mercato domestico negli ultimi anni. Si prevede che gli Stati Uniti arriveranno presto al primo posto grazie alla loro capacità tecnologica, industriale e innovativa oltre che a una forte volontà politica. Ma altri paesi asiatici, quali la Cina, la Corea del Sud o il Taiwan si stanno portando avanti grazie a una produzione contrassegnata da risultati sempre migliori e prezzi più ragionevoli.

Marc Terrisse

Traduzione in inglese: Frédérique Destribats

Traduzione in italiano: Maurizio Brancaleoni