Energia nucleare, un ponte verso dove?

Articolo pubblicato il 21 settembre 2010
Articolo pubblicato il 21 settembre 2010
di Stefano Lippiello

      Con una pedalata attraverso il ponte che separa la Hauptbahnhof dal Regierungsviertel, dove sono concentrate le sedi delle istituzioni, inizia la manifestazione di sabato a Berlino contro il prolungamento del programma nucleare della Repubblica Federale.

      Il gruppo di circa 150 ciclo-manifestanti costituisce l'avanguardia ideale di un colorato corteo di circa centomila persone, venute da tutta la Germania con treni e bus organizzati.

      La manifestazione promossa da varie organizzazioni ambientaliste è appoggiata da una cinquantina di altre associazioni non solo della galassia verde, ma anche da organizzazioni evangeliche e sindacati, nonchè dai tradizionali partiti dell'opposizione, SPD, Linke e Gruenen.

      Il piano della cancelliera di prolungare il funzionamento delle centrali nucleari tedesche per almeno altri 12 anni dovrà essere approvato dal governo, il cui voto è previsto per il 28 settembre. Anche se a sera la bandiera col sole che ride sventola sul pennone innanzi al Reichstag, sembra improbabile prevedere che l'esito del voto contraddirà la strategia di Frau Merkel.

      La cancelliera sostiene, infatti, che si tratti di una "teconologia ponte" per il futuro della Germania, necessaria per un tempo definito nel mix energetico del paese.

    I manifestanti, al contrario, sostengono che i cospicui investimenti nel nucleare, che questa scelta comporta, siano una privazione di risorse per un ulteriore e definitivo sviluppo delle energie rinnovabili, settore che vede la Germania già ai primi posti in Europa, con oltre trecentolmila addetti. Un esempio: la compagnia tedesca Lichtblick fornisce a oltre cinquecentomila clienti energia elettrica proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili.

      Un'immagine colta da Streseman Strasse sul retro del Bundesrat, una delle due camere della Federazione, è un buon simbolo della scelta che attende il paese a fine settembre, da un lato un grande graffito sui resti del muro che recita "Save our planet", poco più in là si staglia la gigantografia con il simbolo della Vattenfall, la società di stato svedese impegnata nel nucleare tedesco.

      Da qui, il ponte che percorrono i manifestanti e quello che intravede il governo tedesco non sembrano andare nello stesso futuro.

(c) Foto: flickr/sulamith.sallmann