Emilie Turunen: il futuro appartiene ai giovani!

Articolo pubblicato il 02 agosto 2010
Articolo pubblicato il 02 agosto 2010
Che in Europa la parola tirocinio faccia rima con sfruttamento e precarietà, non è certo un mistero. La situazione è talmente critica, che un’intera generazione è costretta a sopportare le politiche ambigue dell’Ue in materia di giovani e lavoro. Il futuro non è roseo. Emilie Turunen riuscirà a cambiare le cose?
Con il suo documento, appena adottato dal Parlamento Europeo, questa danese di 26 anni è riuscita a portare in primo piano i problemi dei giovani europei. E chi meglio di lei, la più giovane del Parlamento, potrà aiutare questa generazione ormai totalmente disincantata?

cafebabel.com: Il suo documento, che, di fatto, è volto a promuovere l’accesso dei giovani al mercato del lavoro e il rafforzamento dello statuto dei tirocinanti, è appena stato adottato dal Parlamento europeo. Quali sono le osservazioni principali su cui si è basata quando se ne è occupata?

«Se si è tirocinanti, si deve avere la possibilità di accedere ad un lavoro vero»

Emilie Turunen: Tutto è nato da una constatazione basilare: i giovani fanno molta fatica ad accedere al mondo del lavoro. Quando mi sono resa conto del problema, ho pensato che servissero delle garanzie a riguardo: tutti i giovani europei, infatti, dovrebbero poter trovare facilmente un vero impiego. Ecco perché il principale orientamento politico contenuto in questo rapporto riguarda la difesa del lavoro dei giovani, in particolare quelli che hanno meno di 25 anni. La ragione di tale scelta politica risiede nei diversi studi, realizzati in tutta Europa, secondo cui cresce il numero dei giovani che ottengono dei tirocini, mentre diminuisce il numero di quelli che ottengono dei lavori fissi. Questo accade soprattutto in Francia e in Germania.

cafebabel.com: Come mai le maggiori difficoltà si riscontrano proprio in Francia e in Germania?

Danese, 26 anni, nel suo documento chiede maggiori garazie per l'accesso dei giovani europei al mondo del lavoroEmilie Turunen: Anche se questo rapporto è basato su statistiche che riguardano tutti i Paesi dell’Unione Europea, le associazioni con cui abbiamo lavorato sono riuscite ad ottenere più dati su Francia e Germania. Non è il caso di puntare il dito sul sistema francese o su quello tedesco. Il problema è generale e non penso che ci siano paesi modello quando si parla di giovani e lavoro. Oggi, ciò che risulta dal lavoro di Génération Précaire, per esempio, è che la maggior parte dei tirocinanti europei vengono completamente ignorati.

Abbiamo bisogno di valori educativi. Con questo voglio dire che il legame tra l’università e l’impresa deve essere rafforzato. Per fare questo, i tirocinanti europei devono evolvere in un quadro giuridico più chiaro e più organizzato. Al giorno d’oggi, purtroppo, la maggioranza dei tirocini non conducono ad un vero impiego. Vogliamo mettere la parola fine a questa tendenza vergognosa. Bisogna semplicemente stabilire che, se si è tirocinanti, si deve avere la possibilità concreta di accedere ad un lavoro vero.

cafebabel.com: Vuole dire che, prima dell’adozione del suo documento, non esisteva una politica europea in materia di promozione dell’accesso dei giovani al mercato del lavoro ?

Emilie Turunen: Non dico questo. Ci sono state ottime iniziative da parte dei politici europei. Come ad esempio il programma "Eu 2020", che è stato elaborato dai parlamentari lo scorso giugno, e che fa dei passi avanti in favore dei giovani europei. Ma non è abbastanza, e su questo sono d’accordo con lei. Credo nella strategia del Parlamento europeo, ma penso che ci siano ancora tante cose da fare per risolvere i problemi dei giovani europei. Penso, o perlomeno spero, che il mio documento serva a dare un nuovo slancio alle iniziative politiche che si occupano di giovani e lavoro.

cafebabel.com: Elaborare una politica europea che aiuti i giovani a trovare lavoro, secondo lei, dovrebbe essere una priorità?

Emilie Turunen: È un problema urgente. Se non troviamo subito una soluzione, considerando anche la crisi economica che stiamo attraversando, rischiamo di perdere per strada la nostra generazione. E noi non vogliamo che accada, non vogliamo che, sul piano sociale, resti ai margini. Noi siamo i pilastri del cambiamento. Noi siamo il futuro!

Altri, meno intraprendenti, si rassegnano ad osservare la realtà sociale così com'è

cafebabel.com: Considerando che lei è la più giovane del Parlamento, che rapporto ha con i suoi colleghi?

Emilie Turunen: In effetti, è un’istituzione... diciamo... vecchia (ride). Scherzi a parte, mi sono sempre trovata bene con i miei colleghi. Per questo documento in particolare, ho potuto contare su una grande collaborazione. Peraltro, penso che l’età non sia un problema. A partire dal momento in cui si fa prova di impegno e abnegazione, si è ricompensati, anche in un ambiente come quello del Parlamento. Mi sento rispettata e il mio percorso politico si è svolto senza intoppi, anche se penso di essere stata molto fortunata. Ho portato avanti questo lavoro con un tale entusiasmo che i problemi dei giovani sono arrivati all’Assemblea. Nonostante la mia età.

Foto: Matt Hickey; Mortenf/flickr; Jordan Fischer/flickr