Elliot Lepers: 90 giorni per diventare ecologista

Articolo pubblicato il 27 novembre 2015
Articolo pubblicato il 27 novembre 2015

Elliot Lepers, un giovane sviluppatore interessato alla "progettazione della politica", ha creato un'applicazione che mira a riconciliare i cittadini con l'ecologismo. Rivolta agli ambientalisti in erba, pone all'utente delle sfide pratiche e ludiche da completare in 90 giorni. Abbiamo parlato con Elliot del suo progetto.

«Esistono applicazioni per allenarsi in vari sport o per smettere di fumare,» spiega Elliot Lepers, «io ne ho voluta creare una che aiuti le persone a diventare più rispettose verso l'ambiente». Alla tenera età di 23 anni, Elliot ha creato il primo assistente personale che aiuta le persone a rendere più "verdi" le loro vite.

L'applicazione si chiama 90 jours ("90 giorni" in francese, n.d.r.), e propone specifiche "sfide" ecologiche che gli utenti possono affrontare all'interno della propria routine quotidiana. È disponibile su Android, iPhone e qualsiasi browser sul PC. «Si può iniziare attaccando un adesivo "STOP pubblicità" sulla vostra casetta delle lettere,» ci spiega Elliot, «si può appendere un calendario in cucina che mostra quali sono la frutta e la verdura di stagione, o fare le pulizie in casa con l'aceto al posto del detersivo...».

Contro il cambiamento climatico, inizia a cambiare te stesso

L'idea alla base di questo strumento? Riscoprire con piacere il cambiamento verso uno stile di vita ecosostenibile, spesso percepito invece come una sofferenza. «Volevo progettare qualcosa che le persone avessero voglia di usare,» continua, «è per questa ragione che ci congratuliamo subito con le persone quando portano a termine uno dei loro compiti»Da un punto di vista più generale, Elliot ritiene che «l'ecologismo resti associato a delle costrizioni. Si ha l'impressione che sia molto difficile diventare ecologisti, che si debba smettere di andare in vacanza in aereo con gli amici o smettere subito di mangiare carne...».

In pratica, l'applicazione inizia con un questionario che serve ad identificare il "primo passo" da compiere, corrispondente al livello di motivazione dell'utente. Successivamente, la piattaforma propone una "sfida" alla volta, che deve essere completata entro 90 giorni. Si spiega anche il beneficio che il completamento di ogni sfida comporta per il pianeta, e si ricevono link utili e consigli aggiuntivi sulle buone pratiche da seguire.

Fino ad oggi, 8 mila persone hanno scaricato l'applicazione, il che equivale a 15 mila "sfide" completate. Per dare delle cifre, è come se ogni anno si emettesse 900 tonnellate di CO2 in meno e si risparmiasse 1,1 milioni di litri di acqua. «Incoraggiamo le persone anche a condividere la loro conquista ogni volta che completano una sfida,» aggiunge Elliot, «dev'essere motivo di orgoglio dimostrare che si sta dando una mano a salvare l'ambiente».

Il video che spiega il progetto di 90 jours.

Il passaggio all'azione

L'idea di 90 jours è nata dopo che il suo fondatore aveva già creato un altro strumento: Amazon Killer, un'estensione per browser che permette all'utente di trovare un libro in un negozio "fisico" nelle vicinanze, subito dopo aver effettuato la ricerca su Amazon. «Ho capito che, quando creiamo uno strumento che facilita l'azione per l'utente, le persone si gettano su di esso,» spiega il giovane designer. «Ci sono un sacco di persone che sono completamente informate sulle questioni ambientali, ma che non riescono a compiere il primo passo per agire»90 jours è stata sviluppata da Simplon, una scuola di programmazione di Montreuil, a Parigi, grazie al solo investimento economico del suo ideatore: 15.000 euro.

Elliot Lepers non è alla sua prima esperienza nella lotta a favore dell'ambiente. Nel 2012 ha gestito la campagna online di Eva Joly, candidata con il movimento ambientalista Europe Écologie Les Verts. Oggi, a pochi giorni dall'inizio della COP21, Elliot nutre grandi speranze. La conferenza delle Nazioni unite sul cambiamento climatico, che si tiene a Parigi dal 30 novembre all'11 dicembre, sarà «l'occasione per sfruttare l'energia di tanti giovani, stanchi delle persone che parlano in un modo logoro delle questioni ambientali,» dice Elliot. «Sono i giovani interessati sul serio all'ecologismo e che hanno molto da offrire al dibattito, come Alternatiba, Place to B e We Are Ready Now».

Elliot non è tra quelli che critica i negoziati di Parigi per la loro superficialità. Al contrario, pensa che l'evento sia «un vero successo diplomatico,» che porterà la gente a parlare di questioni climatiche «tutti i giorni». «Dopo la COP21 ci saranno più ecologisti di prima,» dice. Lontano dall'attenzione dei media, ci tiene tuttavia a precisare: «Se ci siamo sempre aspettati che fossero i politici a portarci verso una direzione più "verde", d'ora in poi sarà compito dei cittadini guidare i politici nella giusta direzione». Avete 90 giorni di tempo per compiere un primo cambiamento.

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Questo articolo fa parte del progetto #21Faces: abbiamo raccolto 21 storie di 21 giovani per raccontare un'Europa "verde", originale e innovativa in vista della COP21, la grande conferenza mondiale sul cambiamento climatico, organizzata a Parigi dal 30 novembre all'11 dicembre 2015.