Elezioni in Ungheria: schiacciante vittoria della destra

Articolo pubblicato il 13 aprile 2010
Articolo pubblicato il 13 aprile 2010
Domenica, il partito conservatore di destra, l'Alleanza dei giovani democratici (Fidesz) ha vinto le elezioni legislative, con il 52,7%, contro il magro 19,3% dei socialisti, fin’ora al potere. Il partito di estrema destra Jobbik è entrato per la prima volta in Parlamento con il 16,7% dei voti.
Secondo alcuni commentatori questa vittoria della destra sarebbe un segno di rinnovamento per l'Ungheria. Altri, invece, temono un doloroso risveglio.

Magyar Nemzet - Ungheria: «Un'elezione che segna la svolta»

Dopo la vittoria del Fidesz (Alleanza dei giovani democratici), partito conservatore di destra guidato da Viktor Orban, nuovi orizzonti si aprono per l'Ungheria, come afferma il Magyar Nemzet, quotidiano conservatore di riferimento del Fidesz: « Elezione storica per l'Ungheria! [...] Questa elezione è così importante che che può essere paragonata ad un “cambiamento di sistema” simile a quello del 1989. Nessun partito né nessuna coalizione ha mai raggiunto un tale risultato nel quadro di elezioni nazionali libere. La maggioranza parlamentare dei due terzi è alla portata di Viktor Orban et del Fidesz. I giovani democratici potranno governare per i prossimi quattro anni senza l'obbligo di formare una colazione. [...] Anche il risultato del partito di estrema destra Jobbik segna l'inizio di una nuova epoca. L'entrata sulla scena politica del Jobbik corrisponde a una nuova forza che rappresenta un radicalismo ostile al sistema: questo partito di estrema destra esprime la rabbia, la delusione e i problemi irrisolti degli ultimi anni e degli ultimi decenni». (Articolo del 12.04.2010)

Pravda - Slovacchia: «Pieni poteri a Orban»

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Gli elettori ungheresi hanno votato per l'alternanza a destra. I conservatori dell'Alleanza dei giovani democratici di Viktor Orban (Fidesz) e il partito di estrema destra Jobbik hanno ottenuto quasi il 70% dei voti. Ne risultano poteri enormi, come afferma il quotidiano di destra Pravda: « Dalla caduta del comunismo, Viktor Orban è il primo ad avere così tanto potere in Ungheria. Lui stesso ha affermato: “Lunedì ci svegliamo in un altro paese”. Fin dal primo turno delle elezioni, questa dichiarazione non si è rivelata esagerata. In fondo tutto è cambiato nella politica ungherese della post-transizione. [...] Gli ungheresi hanno sanzionato gli otto anni infruttuosi del governo socialista e anche il sistema attuale dei due grandi partiti. [...] Tutto è ormai cambiato. Sulla scena politica ne rimane solo uno dei due. Gli ungheresi si sono svegliati a Orbanland». (Articolo del 12.04.2010) 

Gruppo paramilitare affiliato al Jobbik

La Repubblica - Italia: «Ungheria, alle urne trionfa la destra»

Con il 16,7% dei voti, il partito di estrema destra Jobbik è il vero vincitore delle elezioni legislative in Ungheria. Così scrive il quotidiano progressista di sinistra La Repubblica: « Il movimento guidato dal 31enne Gabor Vona non nasconde le sue inclinazioni razziste e il suo stretto legame con l'organizzazione paramilitare della ”Nuova guardia magiara” (nata sulla scorta della Guardia ungherese, sciolta nel 2009): nonostante ciò riesce per la prima volta a superare lo sbarramento del 5% e ad entrare in Parlamento. A premiare il Jobbik sono state soprattutto le risorte tensioni etniche con i vicini slovacchi e il malcontento che scuote un paese salvato dalla bancarotta nell'autunno 2008 solo grazie all´intervento congiunto di Unione Europea e Fmi. Nel 2009 la recessione ha fatto segnare al Pil un secco - 6% e alla disoccupazione un pesante 11,3%. Ora gli analisti sostengono che il peggio è passato, ma in tanti hanno preferito credere alle promesse di Vona». (Articolo del 12.04.2010)

Kurier - Austria: «Senza il consenso, Orban non ce la farà»

Dopo la netta vittoria del partito conservatore di destra Fidesz, guidato da Viktor Orban, ora l'Ungheria ha bisogno di una politica del consenso, scrive il quotidiano Kurier: «Se dopo lo spoglio di tutte le schede, Viktor Orban riuscirà a rivendicare la vittoria annunciata, non avrà molto tempo per esultare. Finiranno quindi anche le dichiarazioni assassine contro coloro che hanno avuto le redini del potere fino ad ora. [...] Le riforme economiche, l'ammodernamento del sistema sanitario ed educativo sono inevitabili. Le misure iniziate da Gordon Bajnai, il primo ministro della transizione, dovranno essere portate avanti. Rimangono alcune questioni calde: Orban evolverà nuovamente verso il centro e si distinguerà dagli alleati di destra? Rimarrà un partigiano della divisione o riuscirà a ristabilire la coesione sociale? In mancanza di tale coesione, gli ungheresi non potranno sopportare le difficoltà esistenti, e Orban non ce la farà, come oggi non ce l'hanno fatta i socialisti». (Articolo del 11.04.2010) 

Foto: antaldaniel/flickr; daskar/flickr