Elezioni in Spagna: testa a testa tra 4 partiti

Articolo pubblicato il 11 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 11 dicembre 2015

Le elezioni si avvicinano e l'incertezza sui risultati di queste elezioni aumenta: in Spagna il tempo del bipartitismo sembra essere finito: per la prima volta 4 partiti si contendono la vittoria elettorale. Cafébabel ha intervistato Alessandro Chiaramonte, esperto di sistemi politici e fondatore del Centro Italiano Studi Elettorali.

Il 20 dicembre la Spagna è chiamata alle urne per le elezioni politiche e, in alcune città, anche per il rinnovamento delle assemblee locali. L'attenzione (e la tensione) è alta: il Partito popolare (PP) e il Partito socialista (PSOE) affrontano infatti due nuovi attori politici che rendono incerti i risultati: Podemos e Ciudadanos. Il tradizionale bipartitismo, che ha caratterizzato finora il sistema spagnolo, sembra messo in discussione dalla forza crescente di questi due movimenti, che non è scorretto definire "populisti", sebbene si tratti di un populismo differente da quello a cui ci hanno abituato la Lega Nord e il Movimento 5 stelle in Italia.

I sondaggi elettorali di Metroscopia presentano uno scenario complesso, con il PP al 22,7%, Ciudadanos al 22,6%, PSOE al 22,5% e Podemos al 17,1%: una differenza davvero minima che accresce il clima di incertezza. La questione catalana è, fra le tante, una variabile che avrà un certo peso sui risultati, ma non si conosce esattamente come potrà influenzare l'esito elettorale.

Per fare chiarezza, Cafebabel ha intervistato Alessandro Chiaramonte, professore associato dell'Università di Firenze e fondatore del Centro Italiano di Studi Elettorali (CISE).

cafébabel: Manca meno di un mese al voto spagnolo che si preannuncia portatore di novità rispetto al passato panorama politico: condivide l'opinione che vorrebbe il bipartitismo spagnolo prossimo alla fine per mano di Ciudadanos e Podemos?

Alessandro Chiaramonte: Sono i sondaggi di questo periodo a dirlo. Secondo quelli più recenti, PP e PSOE risultano ancora i primi due partiti, ma in forte diminuzione rispetto alle elezioni del 2011, mentre i nuovi partiti Ciudadanos e Podemos sarebbero in grado di ottenere circa il 15% dei consensi ciascuno. Quindi sì, se così andasse a finire, il bipartitismo spagnolo subirebbe un colpo mortale. Nessun partito raggiungerebbe la maggioranza assoluta dei seggi da solo e neanche la avvicinerebbe.

cafébabelQuale scenario di alleanza post-elettorale dobbiamo aspettarci? Il sistema elettorale spagnolo, per quanto dia risultati maggioritari, non ha sempre assicurato la governabilità: fin dai governi di Suárez, alla fine degli anni Settanta, si sono viste alleanza dei partiti maggiori con i partiti locali...

Alessandro Chiaramonte: È vero, quando il partito maggiore ha vinto senza la maggioranza assoluta dei seggi si è spesso appoggiato per governare ai rappresentanti dei partiti nazionalisti. Questo però non ha minato la stabilità dei governi. Si pensi al semplice fatto che dal 1982 ad oggi in Spagna ci sono stati solo 4 diversi primi ministri. Dopo le elezioni del 2015 però le cose potrebbero cambiare e potrebbe nascere il primo Governo di coalizione. Oggi non è facile prevedere quale, perché i partiti si mantengono coperti per ragioni tattiche, ma le alternative principali sono: 1) un'alleanza tra PP e Ciudadanos; 2) un'allenza tra PSOE, Ciudadanos e Podemos; 3) una "grande coalizione" tra PP e PSOE.

cafébabelE gli spagnoli saranno disposti ad accettare un possibile Governo di compromesso? La grande questione sottintesa è quella dell'indipendentismo catalano: pare che a febbraio potrebbero esserci nuove elezioni in Catalogna.

Alessandro Chiaramonte: Dovranno accettarlo per forza, a meno che i rapporti di forza tra i partiti cambino significativamente nelle ultime due settimane prima del voto. Quanto alla questione dell'indipendentismo catalano, potrebbe anche intrecciarsi alla formazione del Governo, magari cementando l'allenza tra PP e Ciudadanos, entrambi schierati decisamente contro una Catalogna indipendente. Ma in seguito al risultato inferiore alle attese nelle elezioni regionali del settembre scorso. la questione catalana ha comunque perso – almeno in parte – la sua spinta.

cafébabelConcentrandosi su Podemos e Ciudadanos, possiamo definirli due partiti populisti? Il primo un populismo di piazza e l'altro un populismo più "radical chic"?

Alessandro Chiaramonte: Entrambi questi partiti hanno tratti populistici marcati, caratterizzati da posizioni anti-casta e leadership carismatiche, ma Podemos appare più anti-sistema di Ciudadanos. Quest'ultimo, in effetti, ha una collocazione più moderata e gli stessi giornali spagnoli lo definiscono il "partito di centro" che la Spagna cercava. Lo stesso establishment economico e politico, compreso quello europeo, lo giudica come possibile interlocutore. Non è così per Podemos.

cafébabelRajoy ha affermato che rimanderà al dopo elezioni la decisione di appoggiare o meno la Francia a seguito dei recenti attentati di Parigi. Come dobbiamo aspettarci che l'attuale clima internazionale influenzi l'esito elettorale?

Alessandro Chiaramonte: Di terrorismo, seppure interno, gli spagnoli ne sanno già molto e quindi si tratta di un argomento rispetto al quale non sono affatto insensibili. Da questo punto di vista, potrebbe non giovare a Podemos la posizione ultrapacifista che li ha portati a rigettare qualsiasi ipotesi di una coalizione anti-terrorismo. Per il resto, non credo che il tema possa fare la differenza tra i vari partiti. È comunque su altro, e sull'economia in primo luogo, che si giocherà il risultato finale.

_

Pubblicato dalla redazione locale di cafébabel Firenze.