Elezioni in Spagna: Rajoy preferisce nascondersi

Articolo pubblicato il 15 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 15 dicembre 2015

(Opinione) Quindici giorni fa il quotidiano spagnolo El País ha organizzato un dibattito fra i candidati alla presidenza del Governo. Quattro postazioni per quattro candidati. Tuttavia una sedia è rimasta vuota. Quella riservata al Presidente uscente Mariano Rajoy, che per evitare di essere sommerso dalle accuse ha deciso di nascondersi. Le critiche, però, non si sono fatte attendere.

Quella del 30 novembre è stata la cronaca di un fallimento annunciato. Il grande dibattito fra i candidati alla presidenza spagnola, organizzato dal quotidiano El País, si è svolto nonostante l'assenza del presidente del Governo uscente Mariano Rajoy. La decisione è stata presa dopo che questi aveva declinato l'invito e che gli organizzatori non hanno accettato la controproposta del Partito popolare (PP), il quale avrebbe inviato la vicepresidente, Soraya Sáenz de Santamaría. El País ha spiegato che il confronto sarebbe stato fra i vari candidati alla presidenza e che quindi non avrebbe accettato nessun'altro che non fosse capolista.

Un'occasione mancata

L'idea del quotidiano era quella di un dibattito a quattro da svolgersi online secondo un format nuovo. E invece il dibattito ha visto confrontarsi tre soli candidati: Albert Rivera (Ciudadanos), Pablo Iglesias (Podemos) e Pedro Sanchez (Partito socialista, PSOE). Tuttavia, ne Izquierda Unida (Sinistra unita) né UPyD (Unione progresso e democrazia, frutto di una fuoriuscita dal PSOE, n.d.r.), entrambi rappresentati in Parlamento, hanno avuto la stessa possibilità: Alberto Garzón e Andrés Herzog non sono stati invitati né a questo dibattito né a quello organizzato da Atresmedia e svolto il 7 dicembre. Entrambi sono stati esclusi dai giochi.

Dal primo momento, la postazione vuota alla sinistra dello schermo già indicava chi era rimasto in ultima posizione. I "sorrisetti" dei tre candidati che hanno partecipato al dibattito già dicevano tutto. E pure i social network. Il fatto è che nonostante il Presidente del Governo si sforzi di rimanere nascosto, tenendosi in disparte, lo si nota eccome. Su Twitter e Facebook durante le due ore di dibattito Rajoy è stato menzionato 50.767 volte. Molti commenti, vista la sua assenza ad un evento di tale importanza per la politica e per la cittadinanza, non sono stati esattamente positivi.

Negli ultimi tempi, il Mariano Rajoy che è apparso in pubblico non si è dimostrato molto lucido. L'ultimo caso è quello dell'intervista rilasciata a Radio Onda Cero, durante la quale ha assicurato che i catalani, nel caso ottenessero l'indipendenza perderebbero sia la nazionalita spagnola che quella europea. Affermazione che ha provocato non poche ilarità. Forse proprio per questo motivo, pare più interessato ad accettare interviste con personaggi dello spettacolo, come nel programma di cucina e infotainment di Bertin Osborne, invece che rispondere ai giornalisti o confrontarsi con i suoi avversari.

Com'è andato a finire il dibattito "a tre"

Disertando l'incontro di El País ha evitato un più che probabile dibattito "tre contro uno". Al suo posto è stato Sanchez (PSOE) che ha dovuto incassare numerosi affondi da parte dei due partiti piu "giovani", Ciudadanos e Podemos, fortemente critici con i rappresentanti della "vecchia" classe politica. Sanchez si è comunque comportato dignitosamente in una situazione particolarmente complicata, dove era l'unico con una carriera politica alle spalle e l'unico rappresentante del tradizionale bipartitismo. Quel bipartitismo che PP e PSOE hanno incarnato per tutta la durata della nostra – ormai solida – democrazia e al quale molti ancora si aggrappano. 

Gli analisti possono ringraziare Rajoy. Infatti non hanno dovuto scegliere chi fra i candidati ha presentato gli argomenti piu deboli o è andato maggiormente fuori tema: il risultato era chiaro, dal momento che il nostro Presidente ha deciso di perdere ancor prima di iniziare. Il vincitore, invece, è stato votato dai lettori di El País. Pablo Iglesias ha incassato il 47% delle preferenze contro il 28% di Rivera e il 24% di Sanchez.   

Le scelte di Rajoy

I tempi cambiano e la politica pure. O forse no. Mariano Rajoy non ha partecipato nemmeno al secondo tentativo di dibattito "a quattro" su Atresmedia, il 7 dicembre, ma questa volta è stato sostituito dalla vicepresidente del PP. Durantre una conferenza stampa a Parigi, in occasione della conferenza sul clima COP21, ha dichiarato che si confronterà faccia a faccia solo con il suo rivale storico: il PSOE. Le sue parole, infatti, suonano come una chiara rivendicazione del bipartitismo: «Per quanto riguarda i dibattiti ho seguito lo stesso modello adottato nel nostro Paese da quando siamo in democrazia. Tutti i dibattiti che si sono svolti erano con il principale leader dell'opposizione. In questa occasione mi confronterò con il signor Sanchez. Parteciperò ad un confronto a due, che è il format dei dibattiti importanti durante le elezioni». Promessa mantenuta: il 14 dicembre Rajoy ha partecipato al primo contraddittorio in diretta TV. Un faccia a faccia con il solo Sanchez, si intende.

Nonostante il PP si sforzi di giustificare il proprio candidato, la stampa nazionale e internazionale ha diffuso la notizia della sua assenza e alcuni media, per esempio l'agenzia di stampa statunitense Bloomberg, sottolineano come questo gesto arrogante potrebbe costare caro al Presidente uscente. In Francia Libération ha fortemente criticato la sua strategia e ha sottolineato come, rifiutando il confronto, «Mariano Rajoy ha accentuato la sua immagine di tecnoctrate distante dai cittadini».  

Dopo l'exploit di Podemos alle ultime elezioni europee, nel 2014, il panorama politico non può più essere lo stesso: le regole del gioco sono cambiate. Podemos, così come Ciudadanos, la terza forza politica del Paese secondo gli ultimi sondaggi, sono entrati con forza nell'arena politica e gli spagnoli desiderano ascoltarli. È incomprensibile che il PP abbia deciso di regalare loro piu spazio in TV e di farsi da parte di propria spontanea volontà.

Nascondersi, Mariano, non funzionerà. L'immobilismo non è mai stato una buona strategia politica. Il prossimo 20 dicembre, alle urne, possiamo scegliere di seguire l'esempio di Rajoy e rimanere anonimi senza far rumore. Oppure pronunciarci, rivendicare la democrazia e decidere per il nostro futuro.