Elezioni in salsa greca, tra bar e televisione

Articolo pubblicato il 05 ottobre 2009
Articolo pubblicato il 05 ottobre 2009
Elezioni anticipate domenica 4 ottobre per la Grecia. Il primo ministro uscente, Kostas Karamanlis, ha deciso di richiederle, tale è la crisi politica ed economica che il paese sta attraversando. Il voto alla greca.

Kosta Karamanlis non poteva prendere una decisione migliore : anticipare le elezioni legislative all’8 ottobre permetterà di rianimare e riorganizzare i progetti politici in cantiere nel Paese. I cittadini greci sono andati ad eleggere il loro nuovo primo ministro e, ancora una volta, hanno dovuto scegliere tra Pasok (partito socialista) e il partito di centro-destra Néa Dimokratia, le due principali forze politiche.

Repubblica parlamentare dal 1975, la Grecia usa le stesse procedure di voto di altri paesi dell’Unione Europea, certi “costumi” sono però tipici della penisola.

Tra bar e televisione

La Grecia non sta attraversando una « crisi » solo elettorale, ma anche mediatica: la televisione non smette di trasmettere programmi sulle elezioni. Normale, direte. Il punto è che il risultato di tutta questa agitazione è assai deludente, anzi peggio, ridicolo.

Esempio: il presentatore inizia da solo il suo programma e accoglie in seguito quattro o cinque persone, ospiti fissi dell’emissione, di solito giornalisti o deputati. In Grecia sono chiamati “le finestre”, perché appaiono in piccole finestre sullo schermo. Con ospiti del genere il programma vira presto sul ridicolo (è qualcosa di unico in Europa!) e i telespettatori il più delle volte spengono la tv: è impossibile trovare il filo della discussione in un dibattito incomprensibile. La tensione del programma rivela chiaramente un certo stress da elezione, ma niente di nuovo è detto né risolto in 60 minuti.

Nelle piazze si ritrova un po’ la stessa cosa, visto che ogni partito politico della Grecia allestisce un gazebo ad Atene. La Néa Dimokratia ha messo il suo in Piazza dello Statuto (Syntagma), mentre il partito comunista (KKE) ha la sua base in Piazza della Concordia (Omonia). A ognuno il suo posto. Difficile allora considerare il voto come segreto se si vede qualcuno frequentare un piazza invece che un’altra, tutti sapranno cosa voti, ma del resto è abbastanza divertente ascoltare i commenti e gli argomenti che nascono attorno alle tazze di caffè.

Il ritorno al villaggio

Un ultimo dettaglio sembra unico nel suo genere : il giorno delle elezioni i cittadini greci devono viaggiare fino alla loro città o paesino d’origine. In occasione dello scrutinio, che di solito è di domenica, le scuole e alcuni luoghi di lavoro sono chiusi dal venerdì alla domenica, per mettere alle persone di rendersi nei posti in cui devono votare. Anche la carta elettorale si trova nel luogo di nascita o in quello in cui, per cosí dire, si è immatricolati: se alcuni fanno trasferire tutte i loro dati aggiornando la propria residenza, la maggioranza dei cittadini resta fedele al proprio luogo di origine, perché allora non prevedere una soluzione elettronica per risolvere il problema?