Elezioni europee, ma cosa sono?

Articolo pubblicato il 15 maggio 2014
Articolo pubblicato il 15 maggio 2014

Il 25 Mag­gio si pro­spet­ta da­van­ti a noi, ma che cosa succede? Certo é il gior­no in cui il Ma­resciallo Pé­tain ha inserito la festa della mamma nel ca­len­da­rio ma é anche il com­plean­no di un certo Fran­çois Bay­rou. Tut­ta­via, que­st'an­no, é ben di­ver­so, per­ché il 25 Mag­gio fa rima con le ele­zio­ni eu­ro­pee. Che cosa sono?

L’o­ri­gi­ne delle ele­zio­ni eu­ro­pee ri­sa­le a molto prima della na­sci­ta di Cri­sto e più pre­ci­sa­men­te ad un'e­po­ca in cui Va­léry Gis­card d’Es­taingHel­mut Sch­midt fa­ce­va­no altre cose oltre a in­ter­ven­ti te­le­vi­si­vi in cui si di­co­no « Ah ti ri­cor­di, la belle épo­que ». Per­ché si trat­ta­va di que­sta fa­mo­sa belle épo­que (salvo che non la si ve­des­se come la belle épo­que al­l'e­po­ca) in cui i due erano al po­te­re nei due lati del Reno. é dun­que nel 1979 che nac­que­ro le ele­zio­ni eu­ro­pee a suf­fragio uni­ver­sale. Tra­la­scio i pre­li­mi­na­ri di que­sta na­sci­ta dif­fi­ci­le. Ecco dun­que, senza of­fen­de­re chi ri­cor­da an­co­ra il co­lo­re della tenda della ca­bi­na elet­to­ra­le del­l'e­po­ca, que­sta pa­ren­te­si sto­ri­ca con­te­nu­ta nei libri di Sto­ria del XX se­co­lo per pas­sa­re alla parte di­dattico-educativa di que­ste ele­zio­ni.

Hel­mut Sch­midt e Va­léry Gis­card d'Es­taing - un' ami­ci­zia ma­schi­le spe­cia­le (ARTE). 

Le ele­zio­ni eu­ro­pee, ma per fare cosa? (voi no­te­re­te che é di­ver­so da « che cosa sono? »). Per ve­ni­re a vi­si­ta­re la tua scuo­la o il co­mu­ne del tuo quar­tie­re una bella do­me­ni­ca di mag­gio e di colpo sen­tir­ti vec­chio ? No, errato. Al­lo­ra, se­con­do tentativo? Ma si, certo, per eleg­ge­re il Par­la­men­to eu­ro­peo! Bene, siamo seri, per­ché il Par­le­mento eu­ro­peo é una cosa seria (al­me­no si spera). Dun­que la pic­co­la sto­ria del Par­le­mento eu­ro­peo: con sede a Bru­xel­les… E no, sba­glia­to, ri­prova. Eh si, al­lo­ra é fa­ci­le in­di­ca­re sem­pre sem­pre­ Bru­xel­les (vedi il po­ster del par­ti­to eu­ro-scet­ti­co te­de­sco l’Al­ter­na­tive Für Deut­schland a que­sto pro­po­si­to), ma in real­tà, no: Stras­burgo. Eh si, ri­spo­sta giu­sta del se­con­do ra­gaz­zo in prima fila.

Il par­la­men­to eu­ro­peo, te, me, noi !

Bene, ac­cel­e­ria­mo se no non fi­nia­mo più: dun­que ele­zio­ni eu­ro­pee per il  Par­la­men­to eu­ro­peo che ha sede a B… Stras­burgo, ma che in real­tà la­vo­ra solo a Bru­xel­les. Il Par­lamento eu­ro­peo é l'i­sti­tu­zio­ne che riu­ni­sce i de­pu­ta­ti di­ret­ta­men­te elet­ti dai cit­ta­di­ni. Il suo ruolo é di por­ta­re una le­git­ti­mi­tà de­mo­cra­ti­ca ai pro­ces­si di de­ci­sio­ne dell' Unio­ne eu­ro­pea evi­tan­do di la­scia­re tutto il po­te­re nelle mani della Com­mis­sione eu­ro­pea a al Con­siglio, gli altri due pi­la­stri della tri­plet­ta eu­ro­pea. In­fi­ne, po­te­re, po­te­re. Siamo rea­li­sti, il po­te­re del Par­la­men­to eu­ro­peo, anche se é stato ri­vi­sto al rial­zo, resta alla fine li­mi­ta­to: ha un po­te­re di co-de­ci­sio­ne in am­bi­to le­gi­sla­ti­vo, ma non di ini­zia­ti­va le­gi­sla­ti­va. Ha ugual­men­te un po­te­re di con­trol­lo sul­l'e­se­cu­ti­vo del­l'U­nio­ne eu­ro­pea e anche, at­ten­zio­ne super im­por­tan­te, de­ci­de il bud­get. Te­ne­re qual­cu­no per la borsa, per­met­te di con­trol­lar­lo un po', non po­te­te dirmi il con­tra­rio. Dun­que, il Par­lamento eu­ro­peo, é te, me e tutti noi! Per que­sto, bi­so­gna vo­ta­re an­co­ra. Si, per­ché le scuse tipo « ho il corso d’ori­gami » o « Ma, non ho fi­ni­to la mia par­ti­ta di 2048 » o« Devo an­co­ra fi­ni­re di guar­da­re l'ul­ti­mo epi­so­dio di Game of Th­ro­nes », eh no. Nada, niet, nien­te, que­sto non conta.

Dun­que, lo scru­ti­nio alle ele­zio­ni eu­ro­pee, che cos'è ? (ah m…, avevo detto che non lo fa­ce­vo più). Pren­dia­mo il caso te­de­sco per­ché di colpo siamo in Ger­ma­nia. Io al mo­men­to, scri­vo dalla Ger­ma­nia, tu pro­prio non so dove sei. L’e­le­zio­ne di svol­ge per paese, dun­que gli eu­ro­pei in Ger­ma­nia vo­ta­no per i de­pu­ta­ti te­de­schi. Ah sì, in quan­to cit­ta­di­no eu­ro­peo del­l'UE, puoi vo­ta­re nel tuo paese di re­si­den­za. Per esem­pio, io, fran­ce­se in Ger­ma­nia. Non é fan­ta­sti­co que­sto? Per i te­de­schi, ci sono 99 de­pu­ta­ti. Ma hop, ri­cal­co­lo (vi evito le equa­zio­ni), ci sa­ran­no ora 96 de­pu­ta­ti. Da sa­pe­re che du­ran­te l'ul­ti­ma ele­zio­ne ci vo­glio­no 828 911 te­de­schi per un de­pu­ta­to (in media). Di­ver­sa­men­te, ci vo­glio­no 82 520 Mal­tesi. Eh si, 1 Mal­tese ha dieci volte di più po­te­re elet­to­ra­le il gior­no dello scri­ti­nio che un te­de­sco, ci pen­se­re­te nella ca­bi­na elet­to­ra­le!

pic­co­li com­pa­gni al par­la­men­to eu­ro­peo

Bre­ve­men­te, il 25 mag­gio, uti­liz­ze­re­mo un si­ste­ma di lista pro­por­zio­na­le a un turno. Per i non po­li­ti­ci, non-giu­ri­sti, la spie­ga­zio­ne é sem­pli­ce: si vota per una volta e per una lista (e dun­que no per un solo nome) sta­bi­li­ti il più spes­so dai par­ti­ti po­li­ti­ci : la lista CDU, la lista SPD, la lista Grünen, la lista Die Linke, etc, etc. Pro­por­zionale si­gni­fica dun­que che le sedie sono at­tri­bui­te alle di­ver­se liste in fun­zio­ne dei loro ri­sul­ta­ti. Que­sti de­pu­ta­ti rag­giun­ge­ran­no in se­gui­to i loro col­le­ghi eu­ro­pei nelle dif­fe­ren­ti se­zio­ni del Par­le­mento. I rossi con i rossi, i blu con i blu, etc. Come quan­do eri pic­co­lo e an­da­vi a gio­ca­re a cal­cio e si fa­ce­va­no le squa­dre in base al co­lo­re delle ma­gliet­te.

Le ele­zio­ni eu­ro­pee 2014 cifre (Eu­ro­news). 

E, at­ten­zione, que­st'an­no, grande novità in Ger­ma­nia: la scom­par­sa della clau­so­la del 5%! La clau­sola del 5%, che cos'é ? Eh bene, é sem­pli­ce : per evi­ta­re una di­sper­sio­ne di voti, si é sta­bi­li­to che un par­ti­to in Ger­ma­nia deve ot­te­ne­re al­me­no il 5% dei voti per far si che i suoi voti siano presi in con­si­de­ra­zio­ne e dun­que i de­pu­ta­ti in­via­ti a Bru­xel­les. Que­st'an­no niente, niet, nada, tutti pos­so­no es­se­re elet­ti. Quasi tutti. Que­sto é una buona no­ti­zia per i pic­co­li par­ti­ti che ot­te­ne­va­no tra 1 e il 5% dei voti. Prima, non ave­va­v­no nien­te. Ora, pos­so­no spe­ra­re di re­cu­pe­ra­re una o due sedie. Tra i par­ti­ti coin­vol­ti, i li­be­ra­li del FDP che na­vi­ga­no pe­ri­co­lo­sa­men­te in­tor­no a que­sta zona o an­co­ra i Pi­ra­ti, ma anche i par­ti­ti di estre­ma de­stra, come i Re­pu­bli­ka­ner.

Ecco, ora tutto é chia­ro, tutto é lim­pi­do. E in più la pros­si­ma volta che vi do­man­de­ran­no « Ma le ele­zio­ni eu­ro­pee, ma che cosa sono ? », voi po­tre­te ri­spon­de­re bril­lan­te­men­te. Gra­zie Ca­fé­ba­bel.

Eu­ro­peee EU­RO­péennes 2014 sur ca­fé­ba­bel Ber­lin

Per­ché l'Eu­ro­pa, é bella, gio­va­ne, piena di su­spens ma non solo. In real­tà, ha bi­so­gno di isti­tu­zio­ni e per que­sto il 25 mag­gio è cer­chia­to di rosso sul no­stro ca­len­da­rio. Si, chi, cosa, dove, come an­da­re a vo­ta­re? Più in­for­ma­zio­ni sullo scru­ti­nio, i par­ti­ti e le strut­tu­re po­li­ti­che del­l'UE sul no­stro gior­na­le, come anche sulle notre pa­gi­ne Fa­ce­bookTwit­ter