ELEZIONI EUROPEE: IL PUNTO DI VISTA DEI GIOVANI

Articolo pubblicato il 10 maggio 2014
Articolo pubblicato il 10 maggio 2014

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Sette gio­va­ni eu­ro­pei for­ni­sco­no un’a­na­li­si delle ele­zio­ni eu­ro­pee che si ter­ran­no tra il 22 e il 25 mag­gio. Hanno l’im­pres­sio­ne che le isti­tu­zio­ni eu­ro­pee siano un con­cet­to astrat­to e che i media non li in­for­mi­no ab­ba­stan­za a tal pro­po­si­to. 

Si trat­ta delle prime ele­zio­ni eu­ro­pee dopo l’en­tra­ta in vi­go­re del trat­ta­to di Li­sbo­na. Se­con­do l’ar­ti­co­lo 7 del trat­ta­to sul­l’U­nio­ne Eu­ro­pea (TUE), il Par­la­men­to eu­ro­peo eleg­ge­rà il Pre­si­den­te della Com­mis­sio­ne in base alla pro­po­sta avan­za­ta dal Con­si­glio che terrà conto dei ri­sul­ta­ti delle ele­zio­ni. Il voto dei cit­ta­di­ni del­l’U­nio­ne do­vreb­be in­fluen­za­re, quin­di, in­di­ret­ta­men­te la scel­ta del fu­tu­ro Pre­si­den­te della Com­mis­sio­ne.   

I prin­ci­pa­li par­ti­ti eu­ro­pei, al­lo­ra, hanno de­ci­so di fare il loro gioco e di pre­sen­ta­re un can­di­da­to. É la prima volta nella sto­ria delle ele­zio­ni eu­ro­pee. Gli spe­cia­li­sti hanno an­co­ra qual­che dub­bio sui ri­sul­ta­ti fi­na­li.

Ma come rea­gi­sco­no i gio­va­ni a que­sto cam­bia­men­to?

“UN UOMO CALVO...​CON GLI OC­CHIA­LI”

Se­con­do Roktren­ten­ne, slo­ve­no, non sarà certo que­sto cam­bia­men­to a in­ci­ta­re i cit­ta­di­ni ad an­da­re a vo­ta­re: «i cit­ta­di­ni non co­no­sco­no la ri­par­ti­zio­ne del po­te­re in seno alle isti­tu­zio­ni eu­ro­pee. Se non ne co­no­sci il fun­zio­na­men­to, per­ché dovresti an­da­re a vo­ta­re?».

«Io cre­de­vo che ci fosse un solo Pre­si­den­te nel­l’UE. L’ho visto una sola volta, in te­le­vi­sio­ne, quan­do è en­tra­to in ca­ri­ca. Viene dal Bel­gio o dai Paesi Bassi, è un po’ calvo, ha i ca­pel­li grigi e porta gli oc­chia­li». Ecco come Petr, ceco27 anni, de­scri­ve Her­man Van Rom­puy, Pre­si­den­te del Con­si­glio Eu­ro­peo.  Ora, in oc­ca­sio­ne delle pros­si­me ele­zio­ni eu­ro­pee si di­scu­te anche del so­sti­tu­to di José Ma­nuel Bar­roso, at­tua­le Pre­si­den­te della Com­mis­sio­ne. «Non so dav­ve­ro come fun­zio­ni­no le isti­tu­zio­ni», am­met­te Phi­lipp. Come dire, la con­fu­sio­ne regna so­vra­na quan­do si af­fron­ta il tema delle varie isti­tu­zio­ni.

ELE­ZIO­NI LON­TA­NE DAI RI­FLET­TO­RI

In Un­ghe­ria, le ele­zio­ni na­zio­na­li si sono te­nu­te due mesi prima di quel­le eu­ro­pee. Per­tan­to, hanno at­ti­ra­to la com­ple­ta at­ten­zio­ne dei media. «Ho sen­ti­to par­la­re so­la­men­te una volta delle ele­zio­ni eu­ro­pee, alla radio. Ma, al mo­men­to, tutti si con­cen­tra­no sulle le­gi­sla­ti­ve del 6 apri­le», ha di­chia­ra­to Doraun­ghe­re­se, di 26 anni, lo scor­so 28 marzo.

«Non sa­pe­vo nean­che che esi­stes­se­ro le ele­zio­ni eu­ro­pee! […] Ad ogni modo non ho sen­ti­to par­la­re di nulla, anche se non ho la te­le­vi­sio­ne», ha ri­spo­sto, dal canto suo, Petr. e Phi­lipp, te­de­sco, 28 anni non ha sen­ti­to par­la­re nem­me­no lui di ele­zio­ni del Par­la­men­to eu­ro­peo.

Je­lena e An­to­nio, due ven­ti­cin­quen­ni croa­ti, hanno già avuto qual­che in­for­ma­zio­ne sulle ele­zio­ni eu­ro­pee dalla radio e dalla te­le­vi­sio­ne e af­fer­ma­no: «ci sono dei media a fa­vo­re dei par­ti­ti di Si­ni­stra ed altri che so­sten­go­no la De­stra; sono al ser­vi­zio degli espo­nen­ti po­li­ti­ci».

UN TASSO DI PAR­TE­CI­PA­ZIO­NE DI­SCRE­TO

Il tasso di par­te­ci­pa­zio­ne alle ele­zio­ni eu­ro­pee non era mai stato più basso di quel­lo del 2009. In Slo­vac­chia e Li­tua­nia, solo un cit­ta­di­no su cin­que si è re­ca­to alle urne. In tutta  l’U­nio­ne, solo il 43% dei cit­ta­di­ni hanno de­po­sto le loro sche­de elet­to­ra­li. Que­sta volta la po­po­la­zio­ne si mo­bi­li­te­rà?

Viki (Au­stria): «Non so. Le cri­ti­che mosse nei con­fron­ti del­l’UE sono sem­pre più nu­me­ro­se e al­l’im­prov­vi­so puó darsi che ciò in­co­rag­gi i cit­ta­di­ni a pre­sen­tar­si alle urne».  

Rok (Slo­venia): «Non so, sarà per via della crisi. La gente spera, forse, in un cam­bia­men­to?».

Petr (Re­pu­blica Ceca): «No. Nelle ul­ti­me pre­si­den­zia­li, al­l’i­ni­zio del 2013, circa il 60% della po­po­la­zio­ne si è pre­sen­ta­ta alle urne. Un re­cord. D’al­tron­de, è stata la prima volta in cui i Cechi hanno po­tu­to eleg­ge­re di­ret­ta­men­te il loro Pre­si­den­te a suf­fra­gio uni­ver­sa­le. Prima, erano i de­pu­ta­ti a sce­glie­re i capi di Stato».

è DIF­FI­CILE IN­CI­TARE LA GENTE A RE­CAR­SI A VO­TA­RE

I po­li­ti­ci e i media sem­bra­no avere delle dif­fi­col­tà nel ri­le­va­re il tasso di par­te­ci­pa­zio­ne alle ele­zio­ni. Quali pro­po­ste po­treb­be­ro avan­za­re i gio­va­ni per poter mi­glio­ra­re le cose?

«Per at­ti­ra­re molti più elet­to­ri bi­so­gne­reb­be fare delle cam­pa­gne come quel­le pub­bli­ci­ta­rie», pro­po­ne Rok.

Se­con­do Petr è dif­fi­ci­le con­vin­ce­re le gente a re­car­si alle urne so­prat­tut­to nei Paesi ex-so­vie­ti­ci: «i cit­ta­di­ni, al­l’e­po­ca, do­ve­va­no re­car­si alle urne e vo­ta­re i co­mu­ni­sti. Ades­so, non vo­glio­no più an­da­re a vo­ta­re, sono stati già ab­ba­stan­za de­lu­si dalla po­li­ti­ca  dopo la ri­vo­lu­zio­ne. E per i gio­va­ni, i po­li­ti­ci non sono altro che dei vec­chi, brut­ti, bu­giar­di e al­co­liz­za­ti». Par­lan­do di al­co­li­smo Petr si ri­fe­ri­sce al Pre­si­den­te della Re­pub­bli­ca Ceca, Milos Zeman, noto per aver ma­ni­fe­sta­to pub­bli­ca­men­te il suo de­bo­le per l’al­col. Que­sto video mo­stra il Pre­mier ceco in un chia­ro stato di ebrez­za du­ran­te la ce­ri­mo­nia di aper­tu­ra del­l’e­spo­si­zio­ne dei gio­iel­li della co­ro­na di Boe­mia.

L’in­do­ma­ni, la por­ta­vo­ce del Ca­stel­lo di Praga ha spie­ga­to in un co­mu­ni­ca­to stam­pa che la stan­chez­za del Pre­si­den­te era do­vu­ta a quel­lo che lei ha de­fi­ni­to un «lehká viróza», un leg­ge­ro virus. 

Le te­sti­mo­nian­ze con­te­nu­te in que­sto ar­ti­co­lo sono trat­te da delle in­ter­vi­ste fatte a sette gio­va­ni eu­ro­pei, tra i 25 e i 30 anni e rac­col­te dal 21 marzo al 5 apri­le. I ra­gaz­zi pro­ven­go­no da sei Sta­ti-mem­bri: Ger­ma­nia, Au­stria, Croa­zia, Un­ghe­ria, Re­pub­bli­ca Ceca e Slo­ve­nia.