Elezioni del 26 Giugno: governo cercasi

Articolo pubblicato il 25 giugno 2016
Articolo pubblicato il 25 giugno 2016

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A  pochi giorni dalle elezioni politiche spagnole, l'ambiente tra i candidati rimane teso come nelle scorse elezioni di dicembre. Un breve ripasso dei quattro nomi principali della politica spagnola e dei  loro vice, importanti componenti nelle  loro squadre.

Pablo Iglesias (Unidos Podemos) 

Podemos è il  partito che in linea ideologica si trova più a sinistra  ed è,sondagi alla mano,  insieme al Partito Popolare, uno dei favoriti per governare il paese dopo le elezioni. Podemos è cresciuto negli ultimi mesi grazie alla boccata di aria fresca avuta in seguito alla fusione con Izquierda Unida, partito guidato da Alberto Garzón, che risulta essere il politico più apprezzato dagli spagnoli. Per ciò che riguarda il futuro, Unidos Podemos cerca di creare un blocco di sinistra , avendo come obiettivo principale il PSOE, in modo da poter  conseguire la maggiornaza dei  176 seggi in Parlamento. Durante il principale dibattito della campagna elettorale, alludendo ai socialisti, Pablo Iglesias ha affermato che "Tanto i loro elettori quanto i nostri vorrebbero vederci uniti ".

Insieme a Iglesias vi è  Íñigo Errejón, direttore della campagna elettorale.  Questo Dottore in Scienze Politiche ha ben  chiaro in mente che dopo domenica il patto del suo partito con i socialisti diventerà necessario. "Non mi piace la campagna del PSOE, ma il 27 ci toccherà sentirci", ha affermato. Il numero 2 di Podemos per Madrid, Carolina Bescansa, la pensa allo stesso modo del suo compagno di partito e secondo questa sociologa e politologa " è urgente che il PSOE dica con chiarezza cosa intende fare il 27 Giugno".

Albert Rivera (Ciudadanos)

Insieme a  Podemos è uno dei nuovi partiti che cerca di cambiare il monopolio politico del partito popolare e di quello socialista spagnolo. Di centro-destra, il partito di Albert Rivera si posiziona quarto nei sondaggi, nella stessa posizione delle scorse elezioni. La sua proposta dopo il 26 Giugno è quella di creare una grande coalizione tra PSOE, PP e Ciudadanos. Obiettivo di questo patto è lasciare fuori il partito di  Pablo Iglesias e secondo Rivera: "Voteremo contro  Podemos e le sue piattaforme indipendentiste che vogliono mettere le loro mani sull'economia ”.

Come braccio destro del leader di Ciudadanos,  si può fare riferimento a  Inés Arrimadas,  che è anche il capo di opposizione del Parlamento della Catalogna. Laureata in Diritto, Amministrazione e Direzione d'impresa,  la Arrimadas è l'unica leader regionale di peso che va al di fuori della sua comunità. La numero 2 di Albert Rivera vede dell'ottimismo  prima delle  elezioni e ha spiegato che  "con un pò di voti in più possiamo fare un salto spettacolare e conquistare più seggi"

Pedro Sánchez (PSOE)

Dopo che il re Felipe VI  lo ha seclto come candidato all'investitura in seguito alla serie di consultazioni nel  Palacio de la Zarzuela, con 131 voti a favore e  219 contro, il segretario generale del Partito Socialista Operaio Spagnolo (Partido Socialista Obrero Español - PSOE) ha sofferto il primo fallimento di un'investitura governativa nella storia della democrazia spagnola. Per ciò che riguarda un possibile patto con Podemos, Pedro Sánchez   ribadisce il punto principale di disaccordo tra i due partiti, il referndum  sull'indipendenza della Catalogna con frasi come  " Il diritto che in realtà difende Pablo Iglesias è il diritto dell'autodeterminazione della Galizia, dei Baschi e della Catalogna. Io difendo altri diritti.".

La seconda persona che troviamo in lista per Madrid è il giudice Margarita Robles.Il magistrato del  Tribunal Supremo e  numero 2 dei socialisti crede che un governo assieme al Partito Popolare sia quasi impossibile. "Sarebbe difficile trovare un accordo con chi durante questi quattro anni ha generato la situazione nella quale si trova oggi la Spagna".

Mariano Rajoy (Partido Popular) 

L'attuale presidente in carica dal 21  dicembre 2011, cerca di riconfermare il proprio mandato. Il partito di destra , nonostante i suoi numerosi e polemici casi di corruzione, continua ad essere il favorito nelle prossime elezioni, così come è accaduto sei mesi fa. Nelle scorse elezioni il PP ha ottenuto  123 seggi,  molto lontano dai 176 che consentono di raggiungere la maggiornaza assoluta, che il Partido Poular aveva nella precedente legislatura. Rajoy, più che trovare accordi o patti, al fine di ottenere la maggioranza che gli permetterà di governare di nuovo, cerca di recuperare i voti, la maggior parte dei quali si sono spostati principalmente verso il partito di Albert Rivera. L'attuale presidente in carica afferma anche molti aspetti positivi del paese: "Abbiamo un sistema di pensioni, sanitario ed un modello di  benessere come pochi paesi al mondo. Ogni anno, in Spagna vengono 70 milioni di turisti. Ci sarà anche un motivo".

Assieme a  Mariano Rajoy, uno dei pilastri del PP è  María Dolores de Cospedal. La segretaria generale del partito cerca, come il presidente in carica, di recuperare elettori che nelle scorse elezioni hanno preferito votare Ciudadanos. Perciò, la giurista ed ex presidente della regione  Castilla- La Mancha ha affermato la settimana scorsa che votare il partito di Albert Rivera serve solo a fare in modo che  "governi il PSOE con Podemos. Compri la cravatta e ti danno il codino".

Non c'è due senza tre?

Tutti i sondaggi,  quello del CIS, Metroscopia, NC Report o Sigma Dos, concordano che il panorama politico non si modificherà in modo significativo rispetto alle scorse elezioni. Secondo questi dati, l'unico cambiamento importante è l'avanzamento che Unidos Podemos potrebbe realizzare arrivando al seconco posto, che nelle precedenti elezioni fu ottenuto dal PSOE, che attualmente si trova al terzo. Resta solo che aspettare, andare a votare domenica 26 e vedere cosa ci offre questo deja vu tutto  spagnolo