E se i diritti umani precipitano?

Articolo pubblicato il 08 dicembre 2005
Articolo pubblicato il 08 dicembre 2005

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L’affare dei voli della Cia sul territorio europeo incombe sul viaggio in Europa del Segretario di Stato degli Stati Uniti, Condoleeza Rice. Non solo gli Usa hanno una reputazione da perdere, anche l’Ue.

Condoleeza Rice, Segretario di Stato americano, dal 5 dicembre si aggirerà per l’Europa. Sopratutto vedrà rivolgersi domande poco gradite: la Cia si sarebbe, in questi ultimi anni, servita di aeroporti europei per trasportare dei sospettati di terrorismo in delle prigioni segrete. Ove si sarebbe fatto uso anche della tortura. Human Rights Watch rivela che due di questi campi in Romania e Polonia.

Voli per 300 o 437?

Le voci andrebbero provate: non solo la reputazione della Cia nel suo modo di comportarsi, bensì anche verificare se non sia uno scandalo fabbricato ad arte. Finora il governo americano non ha confermato né smentito la notizia. Condoleeza Rice è rimasta sulle difensive prima della suo viaggio in Europa, dichiarando che «Non possiamo discutere informazioni che comprometterebbero il successo dell'intelligence, dell'applicazione della legge e delle operazioni militari. Ci aspettiamo che altri Paesi condividano questo punto di vista».

Nonostante Romania e Polonia abbiano demandato informazioni circa la presenza dei campi di concentramento statunitensi sul loro suolo, ci sono allo stesso tempo più dati riguardanti il numero dei voli della Cia: secondo il The Guardian dovrebbero essere in tutto trecento, la maggior parte dei quali in Germania e Regno Unito. Der Spiegel parla anche di quattrocentotrentasette voli. La televisione americana Abc annuncia che il governo statunitense ha nel frattempo provveduto a chiudere i campi di prigionia. In seguito alle inchieste dei media, pare.

Se a volar via è la credibilità

L’Ue, dal suo canto e sempre sotto mandato britannico, ha reagito di conseguenza: il Ministro degli Esteri brittanico Jack Straw ha scritto una lettera al governo americano.Cchiede, con prudenza ma con toni fermi, spiegazione dell’accaduto. Mercoledì scorso a Kiev Condoleeza Rice ha dichiarato che gli Stati Uniti aderisce alla Convenzione dell’Onu contro la tortura, sia in ambito di politica interna che in quella estera.

Ma a Washington si è fermamente convinti che permanga lo stato di guerra dopo l’11 settembre, e che per questo sia necessario applicare nuove regole al “gioco”. L’Ue non ha condotto la lotta al terrorismo nella stessa maniera, nonostante sia Londra che Madrid siano stati colpiti da attacchi terroristici. Ancora, i Paesi dell’Ue non potrebbero, dopo la guerra in Iraq, guardare alla lotta al terrorismo da un punto di vista comune. Comunque ora l’Ue deve più che mai vigilare per non perdere completamente la sua capacità di azione in campo internazionale. Nessuna buona notizia per gli Stati dell’Ue, che ancora vorrebbero inserire l’espressione “diritti umani” nella loro Costituzione.

E comunque l’Ue ha reagito prontamente. La lettera di Jack Straw è un’insolita ma determinata reazione. Inoltre sarà organizzata un’indagine sotto la guida del Commissario europeo alla giustizia, Franco Frattini, e si minaccia di votare nel Consiglio Europeo il ritiro degli aiuti di Stato alla Cia in caso di messa in pericolo dei diritti umani. Anche il Parlamento Europeo ha annunciato un’indagine in materia. La pressione sembra funzionare: Condoleeza Rice ha sottolineato mercoledì a Kiev che la proibizione della tortura va ufficialmente applicata «ovunque siamo, sia negli Sati Uniti che fuori».

Tutt’altra questione è poi capire se gli Stati membri dell’Ue coinvolti sono interessati ad un pieno chiarimento della vicenda e se collaboreranno con la commissione d’indagine dell’Ue. Rimane ancora da vedere se le sanzioni annunciate dall’Ue saranno tradotte in pratica, visto che tale politica è difficile da portare avanti. Questa sarebbe per l’Ue una buona possibilità per provare di non essere una tigre di carta, e per giunta sdentata. L’affaire dei voli segreti della Cia è una buona occasione offerta all’Europa per affermare la sua credibilità.