È Scampia il Sambodromo del 31°Carnevale Gridas

Articolo pubblicato il 26 febbraio 2013
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Articolo pubblicato il 26 febbraio 2013

STORT' o MUORT': orti urbani e torti inurbani. E’ questo il tema scelto per l’evento carnevaliero che colora, da oltre trent'anni, con la sua lunga scia di arte e solidarietà, le strade della famigerata periferia Nord di Napoli. Un orto di speranza dove fioriscono i fiori della creatività coltivati dal mondo dell’associazionismo.

Tanti diversi aspetti di una sola visione dell'arte e della creatività, in funzione di critica sociale, sostegno per gli ultimi e stimolo a lottare per cambiare le cose. Foto di Aniello Gentile

Le periferie del mondo non sono tutte uguali, eppure hanno una caratteristica comune. Sono racchiuse in grigi muri di indifferenza e pregiudizio che spesso l’arte ha cercato di abbattere. È questo l’ideale che Felice Pignataro aveva in mente, quando nel 1981 fondò insieme a Mirella ed altri volontari il GRIDAS – “Gruppo Risveglio dal Sonno” – avamposto di resistenza culturale e di resilienza, il cui scopo è di “offrire strumenti per risvegliare le coscienze assopite” in quell’area suburbana, che sarebbe poi diventata tristemente nota col nome di Scampia

Tra le sue varie attività il GRIDAS promuove dal 1983 il Carnevale di Quartiere. L’evento nasce come critica sociale in risposta al consumismo carnevalesco fatto di costumi e accessori costosi, per il recupero della manualità e l’educazione al riciclaggio. Ancora oggi culmina in un pittoresco corteo di carri e di folli in maschera che attraversa Scampia, la domenica di Carnevale. Un appuntamento ormai tradizionale per tutte quelle realtà, gruppi, associazioni che operano quotidianamente nel quartiere e non solo, soprattutto, un’occasione di lavoro comune per ribadire l’importanza dell’azione dal basso. Realtà territoriali impegnate in azioni di protesta anche contro il comune, spesso incapace di offrire soluzioni concrete.

Sia i carri allegorici che le maschere sono rigorosamente auto-prodotte con materiali semplici e di riciclo, coinvolgendo le scuole ed il quartiere. Anche il tema, scelto in base ai fatti di attualità, è deciso in comune e con mesi di anticipo nell'ambito di un palinsesto di attività incrociate mirate alla creazione di laboratori ed incontri di coordinamento, che rendono il Carnevale sempre più bello e partecipato, contribuendo così a creare un’identità di quartiere diversa, non stigmatizzata dal malaffare. 

Quest’anno tema della manifestazione è stata la guerrilla gardening per il recupero degli spazi verdi urbani, con ben venti aree recuperate all’attivo di Scampia, grazie al lavoro volontario e spontaneo delle realtà locali. Non bastano le parole per descrivere il clima di euforia, la partecipazione sentita e l’entusiasmo diffuso che animano il corteo, accompagnato dal commento musicale delle varie bande, con in testa la Banda del GRIDAS e la Banda Baleno di Scampia. Una pennellata di colore che per qualche ora trasforma, quella periferia difficile e controversa, nei luoghi della felicità che Pignataro amava ritrarre nei suoi murales.

Il riciclaggio di materiali è un fatto educativo: stoffe, giocattoli vecchi, cartoni da imballaggio, di scarto, ecc. l’eco-pedagogia viene fatta attraverso l’arte. Foto di Aniello Gentile

Il percorso del corteo, consolidatosi nel corso degli anni, parte sempre dalla sede dell’Associazione ed attraversa i diversi lotti fino al campo rom del quartiere, collegando così realtà solo apparentemente distanti, ma accomunate dalle medesime istanze e necessità. Nel pieno rispetto del significato apotropaico e del rinnovamento simbolico attribuiti al Carnevale, anche quello del GRIDAS si conclude con il rogo degli elementi negativi, ovvero il carro-allegoria delle eco-mafie e dei rifiuti smaltiti illegalmente, per determinare il trionfo degli elementi positivi qui rappresentati dalla macchina del compostaggio, da cui spunta un girasole recante su ogni petalo il nome delle zone riqualificate.

I carri bruciati sono costruiti con materiali non tossici, e sottolineare nuovamente tale caratteristica ha una doppia valenza sociale: sia perché sono proprio i bambini del campo rom a farlo – spesso i rom sono il capro espiatorio per la questione dei roghi tossici – sia per il chiaro segnale di sostegno all'impegno del gruppo di monitoraggio e controllo Coordinamento Comitati Fuochi.

Ma nonostante il Carnevale GRIDAS celebri una Scampia meno individualista, in cui la cultura si autofinanzia e si produce autonomamente, per far crescere le coscienze cercando così di offrire una scelta, oltre a sottrarre spazi all'influenza della criminalità ed all'incuria del lassismo istituzionale, l’eco mediatica è spesso offuscata dai fatti di camorra. Da sempre le attività del GRIDAS sono state autofinanziate, oltre ad aver sempre rifiutato sponsorizzazioni e patrocini di ogni tipo per mantenere la propria coerenza e libertà di azione.

Tuttavia nel 2010 il “Pronto Soccorso Culturale” creato da Felice Pignataro è stato raggiunto da un’ingiunzione di sgombero dalla propria sede storica, il centro sociale del Rione Monte Rosa, all’INA Casa di Secondigliano, poi divenuto Scampia. I locali sono di proprietà dell’IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) che, peraltro, non si è mai curato della manutenzione, né delle condizioni degli stessi. Addirittura la struttura risulta non essere accatastata

Attualmente è in corso una trattativa col Comune di Napoli. La sede ufficiale coi suoi preziosi murales (realizzati in Campania, spesso in applicazione della Legge Regionale n°39 - iniziative culturali contro la criminalità organizzata) è infatti la maggior testimonianza dell’impegno profuso in tutti questi anni.

Felice Pignataro con oltre 250 opere è “il più prolifico muralista del mondo” (definizione data da E. H. Gombrich, del Warburg Institut di Londra).

A Mirella e Martina, compagna di vita e figlia di Felice, chiedo se sentono il peso di quest’eredità abusiva e creativa: “Sentiamo la sua mancanza e di quella sua capacità di togliere il nero per far riemergere la libertà” mi rispondono. Durante i cortei Mirella continua a suonare il rullante di Felice, ritmo costante del risveglio delle coscienze.