È morto Frankie Knuckles, padrino della house

Articolo pubblicato il 04 aprile 2014
Articolo pubblicato il 04 aprile 2014

Con la morte di Frank­ie Knuc­kles, la mu­sica house ha perso una delle sue ban­die­re oltre che uno dei suoi prin­ci­pa­li in­no­va­to­ri. La sua car­rie­ra da DJ è du­ra­ta più di 40 anni, du­ran­te i quali Frank­ie non ha mai smes­so di suo­na­re. Anche se non co­no­sce­te la sua mu­si­ca di­ret­ta­men­te, non c'è dub­bio che anche voi siete stati toc­ca­ti dalla sua ma­gni­fi­ca ere­di­tà.

Se il mondo pian­ge un es­se­re umano ec­ce­zio­na­le, è stra­no ve­de­re come tutti que­sti tri­bu­ti siano ac­com­pa­gna­ti da facce sor­ri­den­ti. Ma, in ef­fet­ti, fa­ti­che­re­ste a tro­va­re una foto in cui Frank­ie Knuc­kles non stia sor­ri­den­do, e, per un uomo che ha con­tri­bui­to in modo così di­ret­to alla fe­li­ci­tà di tanti altri, per­chè non sor­ri­de­re? Par­la­te con qual­cu­no che era pre­sen­te alla na­sci­ta della house negli anni '80 e vi dirà che nulla sa­reb­be mai ac­ca­du­to senza que­sto gran­de ar­ti­sta. Par­la­te con qual­cu­na delle mi­lio­ni di per­so­ne che an­co­ra si di­ver­to­no a crea­re della mu­si­ca oggi e vi di­ran­no quan­to siano mu­si­cal­men­te "in­de­bi­ta­ti" nei suoi con­fron­ti. Ma, so­prat­tut­to, ascol­ta­te la sua mu­si­ca e fa­re­te fa­ti­ca a tro­va­re qual­co­sa di al­tret­tan­to in­no­va­ti­vo e al con­tem­po splen­di­do. 

Frank­ie una volta ha detto che la house music "ha av­vi­ci­na­to la gente. È riu­sci­ta ad unire per­so­ne dei ge­ne­ri più di­spa­ra­ti in una stan­za o su una pista da ballo, con­nes­se in quel­lo stes­so mo­men­to ed è pro­prio que­sta l’es­sen­za della mu­si­ca. Un lin­guag­gio che tutti par­la­no e com­pren­do­no.” Quel­lo che più im­pres­sio­na del disc joc­key ame­ri­ca­no è che fosse in grado di aiu­ta­re le per­so­ne a ca­pi­re que­sto lin­guag­gio sia nella Lon­dra del 2013, che nella Chi­ca­go del 1986. Frank­ie Knuc­kles se n'è an­da­to, ma la sua ere­di­tà man­ter­rà sor­ri­den­ti mi­lio­ni di ascol­ta­to­ri fin­ché la sua mu­si­ca esi­ste­rà. E que­sta è una cosa di cui in pochi si pos­so­no van­ta­re. RIP Frank­ie Knuc­kles