E’ la stampa,baby!Parliamone…

Articolo pubblicato il 04 settembre 2007
Articolo pubblicato il 04 settembre 2007
L’Italia è considerata da molti un paese “civile”, “democratico”, “aperto” e “tollerante” che molto più di altri rispetta i diritti umani, civili e politici…è proprio per questo che insieme a pochi paesi nel mondo ci arroghiamo il diritto (e addirittura il dovere) di riunirci in vertici ed alleanze -dai nomi altisonanti- per discutere e decidere sulle sorti del resto dell’umanità, per definirne
e combatterne i problemi, per stimolare lo sviluppo economico.

Siamo i più fortunati e i più “sviluppati” e diamo assolutamente per scontato che tutti gli altri aspirino a raggiungere il nostro livello. A vivere come noi nel migliore dei mondi possibili. Con la complicità dell’inquinamento informativo abbiamo smesso ormai da tempo di riflettere su questa “candida”, presunta verità. E soprattutto sulle forti contraddizioni che ne derivano. Ad esempio: se è vero che siamo così civili e rispettosi come afferma la nostra Costituzione, allora come è possibile che non esista nel nostro paese una legge sul diritto d’asilo (sostituita provvisoriamente dalla cosiddetta Bossi-Fini)? Come possiamo giudicare il “livello di democrazia” degli altri paesi se respingiamo ogni giorno alla frontiera tutti quei “clandestini” o “disperati” che scappano - proprio per la scarsità di diritti che noi stessi vogliamo contrastare a casa loro con le bombe (…o con gli accordi internazionali)?

Quali sono le unità di misura della civiltà? Quali gli indici di democratizzazione e di libertà di un paese? Forse si tratta di una valutazione impossibile..e allora limitiamoci alla “percezione”. Da cosa si capisce che siamo più liberi e rispettosi dei diritti?gran casino Se la stragrande maggioranza dei media di informazione dedica la quasi totalità delle notizie riguardanti l’immigrazione a criminalità, emergenza e dramma, c’è da chiedersi su quali principi e valori basino il proprio lavoro e il proprio ruolo nei confronti dell’opinione pubblica. Dovremmo chiederlo noi cittadini. L’UNHCR lo ha già fatto esplicitamente con la proposta di una nuova deontologia

Probabilmente ci risponderebbero “teniamo famiglia”, “anche noi dobbiamo lavorare”, “c’è la crisi dei lettori”, “bisogna fare audience e attirare l’attenzione per vendere”, etc etc etc. E già…E’ la stampa, bellezza!Ma parliamoneorizonci