Duello franco-spagnolo per un Commissario

Articolo pubblicato il 04 giugno 2009
Articolo pubblicato il 04 giugno 2009
ZapateroJean Quatremer, nel suo spazio informativo sulla politica europea Coulisses de l'Europe (Dietro le quinte d'europa), si fa eco della volontà di Nicolas Sarkozy di proporre/imporre un francese come commissario al Mercato interno. Ma non è l'unico che cerca di conquistare l'ambito incarico. Forse è addirittura in gioco per Barroso il posto di Presidente della Commissione.

In effetti, uno dei segreti meglio custoditi del presidente spagnolo, il socialista Rodríguez Zapatero, è il motivo del suo appoggio indefesso al conservatore Barroso. Secondo alcune informazioni entrate in nostro possesso, anche Zapatero vorrebbe dire la sua riguardo alla carica di Commissario al mercato interno. Vorrebbe ossia proporre per questo portafoglio l'attuale Commissario per l'economia, Joaquín Almunia, bruciatosi però nella sua attuale carica a causa dei burrascosi scossoni della crisi economica. In cambio ci sarebbe il suo appoggio a Barroso, contro la comune logica di partito che avrebbe piuttosto voluto e fatto pensare ad un Zapatero determinato ad appoggiare un candidato socialista come Presidente della Commissione. Anche se i Commissari europei provengono dai singoli stati dell'Unione, il loro mandato è chiaramente per l'interesse europeo in generale, senza distinzione a seconda del Paese di origine. Ma è evidente che i governi di Spagna e Francia hanno una concezione del mercato più regolamentata e meno liberale di quella espressa ora da Charlie McCreevy, l'irlandese oggi responsabile del portafoglio in questione.

Un dilemma per Barroso

Barroso non potrà soddisfare al contempo spagnoli e francesi. Se non dovesse dar seguito alla richiesta di Zapatero, costui potrebbe fargli mancare il suo appoggio; se invece dovesse volgere le spalle alle pretese dell'onnipresente Sarkozy, quest'ultimo, che non ha omesso già in passato di esternare dubbi sull'idoneità di Barroso per un secondo mandato, potrebbe partire alla ricerca di candidature alternative, sapendo che raramente ci si può esimere dal prendere con la dovuta considerazione le posizioni di Paesi chiave come Francia e Germania. Questa eventualità torna ad alimentare filoni di pensiero su possibili alleanze alternative ad un secondo mandato Barroso. Dalle fila di socialisti, verdi, liberali e sinistra unitaria si cercano alleati per far candidare al posto di Presidente della Commissione personalità del calibro di Poul Nyrup Rasmussen, Joschka Fischer o Guy Verhosfstadt.

Barroso subito, o si rimanda tutto a settembre?

Detto questo, il conservatore portoghese Barroso negozia in segreto, ormai da settimane, la composizione della sua seconda Commissione, anche prima di aver ricevuto il voto favorevole dal nuovo Parlamento europeo. Per quanti desiderino un cambio di presidente, sembra vi sia ormai un'unica possibilità, che però esigerebbe sforzi titanici di comunicazione e un blocco politico di 3 mesi. Si tratterebbe di rimandare l'elezione del Presidente della Commissione fino alla ratifica del Trattato di Lisbona in autunno. Un pretesto questo, per attendere le elezioni in Germania, che potrebbero mettere la parola fine alla grande coalizione democristiana-socialista, al potere dal 2005. Eventualmente, forti di un risultato nelle elezioni nazionali, socialisti, verdi e liberali tedeschi potrebbero inaugurare una nuova coalizione. In uno scenario non troppo remoto si potrebbe immaginare che possano traslare il modello di questa nuova coalizione tedesca in sede europea, e specialmente in seno al Parlamento, che, in fin dei conti, è e rimane l'istituzione preposta alla ratifica del nuovo Presidente della Commissione