Due anni di fenomeno Zapatero

Articolo pubblicato il 21 aprile 2006
Articolo pubblicato il 21 aprile 2006

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Il 17 aprile 2006 sono già due gli anni di governo del leader spagnolo. Dopo aver ritirato le truppe dall’Iraq, ha dimostrato ancora una volta all’Europa e al mondo un notevole equilibrismo politico.

La foto-simbolo del vertice delle Azzorre tra l’ex premier spagnolo Aznar, Bush, Blair e l’allora premier portoghese Barroso, è diventata il simbolo di quattro amici con un obiettivo fin troppo personale per essere condiviso da eventuali successori. Quello della guerra all’Iraq. La linea politica di Zapatero degli ultimi due anni è stata caratterizzata da una buona dose di rischio ma anche da una sostanziale vaghezza.

Nonostante la determinazione politica e ideologica si manifesti con un pugno sul tavolo, i grandi gesti hanno sempre conseguenze difficili da controllare. E Zapatero preferisce assumersi i rischi tentando di affrontare le difficoltà con l’astuzia ed un sorriso. “El talante”, un personaggio che lui ha reso famoso e che a sua volta gli ha dato notorietà.

A.A.A. Foto cercasi

Zapatero è alla ricerca di una foto. Ma gli riesce difficile trovare dei colleghi che posino con lui in un’Europa sempre più soggetta a forze centrifughe. Da un lato una Francia indebolita, dall’altro una Germania , quella di Angela Merkel, che ha saputo conciliare fermezza e cordialità nei confronti dell’America.

Adesso si rivolge speranzoso all’Italia, dove è visto come un carismatico leader di sinistra, nonostante il Vaticano non risparmi le sue critiche al politico che ha legalizzato il matrimonio omosessuale. Prodi ritirerà a breve i militari italiani dall’Iraq. Inoltre l’ex Presidente della Commissione Europea potrebbe anche impartire qualche utile lezione a Zapatero ed aiutarlo così a trovare il suo spazio in Europa. Ma a Bruxelles il premier spagnolo ha delegato il suo Ministro degli Esteri Moratinos. A dire la verità Zapatero parla solo spagnolo. E non sembra a suo agio durante gli importanti meeting internazionali.

È stato lui ad esercitare pressioni affinché la Spagna fosse il primo paese a ratificare, con un referendum, il Trattato sulla Costituzione Europea. Ed è stato lui a difendere il “sì” a tal punto che il successivo dilungarsi del processo di approvazione lo ha lasciato disorientato.

Si è poi battuto per evitare che l’Europa dipendesse dagli aiuti degli Stati Uniti nella lotta al terrorismo. Il cessate il fuoco permanente dichiarato dall’Eta lo scorso 22 marzo sembra dargli ragione e infondere speranza. E oltre all’inestimabile aiuto della Francia, il governo spagnolo continua a beneficiare della consulenza del Primo Ministro irlandese Bertie Ahern e, soprattutto, del britannico Tony Blair. E così la Spagna si riconcilia gradualmente con uno dei protagosti della “foto delle Azzorre”. Rimane solo da risolvere il conflitto con la Commissione europea guidata dal terzo protagonista delle foto, Durão Barroso. Il protezionismo spagnolo dimostrato nel caso dell’Opa del gigante tedesco E.On sull’azienda elettrica spagnola Endesa ha infatti indebolito i rapporti tra Spagna e Ue.

In bilico tra Europa e… Stati Uniti

Ma non si può certamente governare voltando le spalle agli Stati Uniti. Ed è proprio per questa ragione che Zapatero metterà probabilmente da parte il suo appoggio alla causa del Sahara Occidentale nella sua perpetua disputa con il Marocco, storico alleato degli Stati Uniti. Ha ventilato inoltre l’ipotesi dell’invio di più soldati in Afghanistan e ha disposto che non si indaghi sui voli segreti della CIA atterrati in Spagna.

All’inizio del 2006 gli Stati Uniti hanno negato alla Spagna l’autorizzazione ad impiegare la propria tecnologia nella costruzione di aerei militari destinati al Venezuela. Nel frattempo Evo Morales, neo-presidente della Bolivia, ha iniziato il suo giro di visite internazionali partendo proprio da Madrid. Ma nemmeno la sintonia e gli accordi politici siglati tra Zapatero e i leader della sinistra nazionalista latinoamericana sono ben visti a Washington.

Su una cosa, però, Spagna e Stati Uniti sono d’accordo: l’attuale premier spagnolo ha ereditato da Aznar la volontà che i turchi aderiscano alla Ue. Tra l’altro, Zapatero ed Erdogan, primo ministro turco, hanno intrapreso il promettente ma confuso progetto “Alleanza di Civiltà ” per combattere lo scontro di civiltà. Prodi, Zapatero, Erdogan: sarà questa la nuova foto?