DOPO LA COPPA, IL VIA ALLE URNE

Articolo pubblicato il 30 settembre 2014
Articolo pubblicato il 30 settembre 2014

Mancano pochi giorni alle elezioni presidenziali brasiliane  e la disputa si fa sempre più intensa. Il  5 ottobre 2014 tutti i cittadini brasiliani sono chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente, colui che assumerà il potere e guiderà il Brasile per i prossimi 4 anni. La vera sfida non sarà vincere le elezioni ma rifare i conti della Nazione.

IL BRASILE OGGI E IERI

Il Brasile oggi  si colloca tra i paesi emergente più importanti degli ultimi anni affianco all’India e alla Cina i quali non a caso compongono il nuovo blocco economico detto BRICS, una sigla ideata da Jim O’Neil nel 2001 per indicare le economie emergenti di Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa.

Il Brasile in particolare ha acquisito una notevole importanza economica nello scenario internazionale creando, inoltre,  forti aspettative soprattutto da parte della popolazione brasiliana che durante il vecchio governo del petista Lula, ha visto la propria economia raggiungere punti positivi assegnati dalle agenzie di rating internazionale. Attualmente però la situazione è passata  da stabile a negativa (http://bit.ly/brasilratestable).

Come abbiamo avuto modo di sentire negli ultimi mesi dai media internazionali,  la situazione interna del paese è in continuo cambiamento e a dimostrarlo, ad esempio sono alcuni dati statistici economici che figurano un  Brasile in crescita nel 2010 quando il PIB brasiliano è salito al 7,5% rispetto all’anno precedente mentre  nel  2011 la nazione segnava un tasso di crescita molto inferiore (soltanto 2,7%) ai paesi come la Cina (9,2%), India (6,9%) e la Corea del Sud (3,8%).  Invece, nel 2012 si è avuto un notevole calo del 1,8% ( PIB  0,9%). Dal 2013 all’ultimo trimestre di 2014 il PIB brasiliano è tornato sulla soglia dei 2%.

Ovviamente i risultati sono il riflesso di una crisi internazionale  con la quale il Brasile ha cercato di contrattaccare adottando misure interne che da un lato hanno attenuato alcune conseguenze  e dall’altro hanno contribuito alla mobilità sociale e ad aumentare il potere d’acquisto da parte dei cittadini. Il programma del governo detto Bolsa familia (http://youtu.be/fmSoY-0y5XI), l’aumento del salario minimo e l’abbassamento del tasso d’interesse sono solo alcuni dei provvedimenti che favorirono una posizione mediana del Brasile rispetto alla crisi internazionale.  Tuttavia tali provvedimenti non sono stati sufficiente per colmare tutte le difficoltà socio-economiche di cui la nazione continua ad essere il bersaglio. Ora, il Brasile affronta una forte recessione economica, basso sviluppo,  riduzione del consumo e uno dei più alti tassi  d’inflazione (http://bit.ly/brinflationrate). Le numerose manifestazioni che si sono susseguite prima e durante la Copa do Mundo 2014 rappresentano il forte malessere sociale (http://youtu.be/GQVpspSRhes) di cui sta soffrendo la Nazione. Dopo i mondiali, ora il Brasile si prepara per votare ed eleggere non soltanto il nuovo presidente ma per nominare le seguenti  figure rappresentative:  deputati (sia a livello Federale che Statale), Governatore (a livello Statale) e Senatore.  Ma quali sono i giocatori di questa gara al potere? E chi sono i possibili vincitori?

LA GARA

I canditati alla presidenza del Brasile sono undici ma soltanto tre sono i più quotati in questa corsa. Dopo la scomparsa del candidato Eduardo Campos del partito PSB (Partido Socialista Brasileiro), il quale ha perso la vita durante un tragico incidente il 13 agosto, Marina da Silva (la sua vice) ha assunto il suo ruolo, candidandosi alla presidenza e concorrendo con l’attuale presidente, Dilma Rouseff del PT (Partido Dos Trabalhadores) e Aécio Neves del PSDB (Partido da Social Democracia Brasileira).Le recenti indagini (http://bit.ly/eleitoral14) mostrano una forte preferenza per Dilma Rouseff e Marina Silva posizionando Aécio Neves in terza posizione.

Analizzando i dati fornita dal Datafolha (http://glo.bo/1vonf4O), la petista Dilma Rouseff  continua ad essere la preferita tra gli elettori di età compresa tra 35 e 44 anni mentre Marina Silva conquista soprattutto i giovani. Nonostante i vari scandali che coinvolgono l’attuale governo, uno di questi è il caso della Statale Petrobras (http://glo.bo/108BX6w), i dati mostrano che Dilma Rouseff ha buone chance di essere rieletta e se così fosse dovrà lavorare per pareggiare i conti della Nazione e riportare stabilità e credibilità economica. L’indebitamento di molte famiglie brasiliane (http://bit.ly/endividamentofamilias) ha, conseguentemente, rallentato la crescita economica stimolata dal consumo interno  causando, inoltre, una forte mancanza di fiducia da parte degli investitori che apparentemente potrebbero essere la soluzione per l’uscita di questa crisi.

 DILMA ROUSSEFF & MARINA SILVA: E I MERCATI ESTERI?

A seguito delle varie modifiche realizzate nel programma di governo presentato da entrambi le candidate all’inizio della loro campagna elettorale, ci risulta piuttosto difficile capire quali sono le vere intenzioni delle due candidate più quotate. Nonostante non sia stato messo a fuoco  un vero e proprio piano strategico di politica internazionale proveremo ad elencare le eventuali proposte per ciò che concerne le relazioni del Brasile con i mercati esteri. Marina Silva e Dilma Rousseff non mettono in discussione la necessità di intensificare le relazioni commerciali con la Cina, gli Stati Uniti e L’Unione Europea. Ma mentre Marina Silva afferma l’esigenza di una politica commerciale più aggressiva e un dialogo più intenso con Washington, Dilma Rousseff  ha dichiarato durante il VII Vertice Brasile-UE (http://ec.europa.eu/avservices/video/player.cfm?ref=I086766) di voler continuare  le negoziazione tra Brasile e UE sottolineando l’importanza di portare avanti il vecchio PTA (Preferential Trade Agrement, http://bit.ly/ptafromeu) tra Mercosur e l’Unione Europea. Le trattative furono iniziate alle fine degli anni 90’ ma l’accordo non è mai stato concluso restando tuttora in standby.  E, con ottimismo, l’attuale presidente difende i temi nel settore della cybersecurity tra Brasile e L’UE.  Lo schema sotto indicato mostra alcune delle principale promesse proposte dalle candidate favorite.