Doping, video e scherzi: il caso Contador-Nadal

Articolo pubblicato il 10 febbraio 2012
Articolo pubblicato il 10 febbraio 2012
La polemica è servita. I tre video trasmessi dal programma di Canal Plus Francia, nei quali si accusa lo sport spagnolo di doping, hanno messo la Spagna sottosopra. "Europa451" lancia, senza mezzi termini, un articolo che invita i tifosi a Sud dei Pirenei a farsi un esame di coscienza.

Prima la Germania ed ora la Francia. Sommersa dalla più grande crisi dopo la guerra civile, la Spagna torna a cercare dei capri espiatori stranieri per soffocare la sua ansia.

Nei quasi quattro secoli di decadenza economica, politica, culturale vissuti dalla Spagna in modo più o meno ininterrotto dal momento della sua nascita fino all’attuale democrazia, non sono mai mancati nemici esterni. I turchi, i protestanti, i pirati inglesi, Napoleone, i nordamericani del 1898, i sovietici, il complotto giudaico-massonico e così via. E’ possibile inoltre stabilire una relazione tra il sentimento di vittimismo collettivo rispetto a tutto ciò che è straniero e l’incapacità di risolvere i propri problemi.

La Francia è stata la nazione con la quale la Spagna ha più collaborato in tutta la sua storia per motivi geografici, dinastici, culturali o puramente strategici. Nessuna sorpresa quando i media spagnoli si scandalizzano, in modo un po' ipocrita, per una cosa da poco: una satira apparsa su una catena televisiva francese che usa l’immagine di Alberto Contador e del tennista Rafael Nadal, e che mette in dubbio i controlli antidoping in Spagna. Entrambi i campioni spagnoli formano parte di una generazione di sportivi iberici che evocano, senza rispetto, i fantasmi dell’eterno pessimismo nazionale e i complessi di un paese che aveva confuso le sue ambizioni sportive con la reputazione internazionale, cercando di salvaguardarla con furia ed orgoglio.

Ancora una volta, in un momento di crisi il paese del toro preferisce scansare ogni equivoco. Quando ingannava, con “la bolla immobiliare”, si prendeva gioco degli italiani, che stava “sorpassando”. Nel 2011 la Merkel diceva “non me ne importa niente”, e sfogava contro il suo paese tutta la sua furia causata dagli spagnoli, "stanchi delle lezioni di crisi economica". E oggi sembra che i francesi li invidino, perché neanche in sogno possono conquistare le competizioni sportive che invece incoronano gli spagnoli.

La Spagna però non dovrà tapparsi il naso davanti i propri odori cercando un capro espiatorio fuori dal paese. Le sue scuse non stanno in piedi. Oggi la Francia ha imposto i domiciliari al marito della ciclista francese per sospetto traffico di Epo, dimostrando in questo modo di riservare ai propri connazionali lo stesso trattamento. Inoltre la Spagna ha avuto casi famosi di doping nel suo sport, e il governo di Mariano Rajoy sta valutando una revisione della legislazione per migliorare i controlli. Infine, gli spagnoli devono ricordare che quando si sono guardati nello specchio dell’Europa – in tutti i sensi: politico, culturale, sociale, educativo o commerciale – sono andati sistematicamente oltre. Lo specchio, oggi, gli ricorda che non sono Biancaneve e che non devono avvelenarsi con le mele marce.

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Immagine di copertina: (cc) jesuscm/flickr; video: (cc) iloveeufutebol/youtube; euronewssit/youtube