Donne e Islam: una mongolfiera per Allah

Articolo pubblicato il 14 novembre 2012
Articolo pubblicato il 14 novembre 2012
Una mongolfiera piena di speranza e ansie per il cambiamento nel mondo islamico. Il destinatario, unico, uno solo per tutti: Allah. Semplice e complicato allo stesso tempo.
Quando era una bambina, Nefise Özkal Lorentzen, la regista di origine turca e residente in Norvegia, cercava di far volare un piccolo palloncino nel quale fosse racchiuso il bisogno del cambiamento del ruolo delle donne musulmane: “Molte donne della mia famiglia non parlano mai di questo argomento e mi chiedono di non fare alcun commento a proposito, perché non vogliono che io diventi una persona ‘scomoda’”. Per Cafebabel, focus sul suo ultimo film.

In "A Balloon for Allah" (2011), Nefise intraprende un viaggio alla riscoperta della propria cultura e delle basi fondamentali dell’Islam, cercando di approfondire i modelli di comportamento della sua società. Da piccola, era troppo giovane per capire certe attitudini e certi comportamenti, tuttavia questo bisogno di cambiamento era latente nella figura di sua nonna: una donna che aveva trascorso tutta la vita sotto il controllo della figura maschile, cercando, invano, un’evoluzione positiva per le donne delle generazioni future.

Il cammino era già stato tracciato: Nefise doveva solamente seguire il sentiero della sua famiglia come i Sufi (seguaci del misticismo islamico, ndt), per addentrarsi nel cuore dell’Islam, cercare di capire come funziona e favorire il cambiamento in avanti per il genere femminile.

Non è la prima volta che questa regista cerca di influenzare l’essenza dell’islamismo: lo fece nel 2008 con il film "Gender me", dove scopriva il mondo sconosciuto dell’omosessualità in un contesto mussulmano, o ancora nel 2005 con la raccolta di documentari per bambini "I have two countries", il cui fulcro riguardava l’adattamento di due bambini di una famiglia turco-norvegese, dopo il trasferimento in Turchia.

Tra sogno e realtà

Lo spettatore deve aprire la sua mente per poter comprendere la vera essenza di questo documentario. Non è facile. Il film alterna costantemente la descrizione della realtà attuale e i sogni dei protagonisti. Nefise ha bisogno di conoscere la società islamica in diversi paesi e Allah deve ricevere una mongolfiera colma di idee e cambiamenti utili a migliorare la condizione della donna musulmana, ma non scelti in modo aleatorio.

Appunto per questo sperimenta le differenze in città quali Il Cairo, Istanbul e Oslo, condividendo una tazza di tè con figure come la femminista egiziana Nawal El Saadawi. In lei trova la speranza e l’ispirazione per poter andare avanti con la sua ricerca, durante la quale incontra persone che hanno ricevuto minacce di morte a causa della loro libera interpretazione dell’Islam.

La donna: il centro dell’evoluzione islamica

La sua visione europea della donna e il fatto di aver vissuto in Norvegia per anni rendono difficile la piena comprensione di molte delle situazioni che deve affrontare. Degno di nota è il suo incontro con un fondamentalista musulmano, la cui sposa non è mai rimasta da sola nei loro sei anni di matrimonio. Per lei, di fede musulmana però colonna portante della sua famiglia, risultano pesanti l’oppressione e la capacità dell’influenza che l’uomo ha sulla donna al momento di prendere decisioni.

Asma Barlas, la più importante interprete contemporanea, donna, dell’Islam, le parla del rapporto tra il cristianesimo, il giudaismo e la religione di Maometto e l’oppressione delle donne, un argomento che suscita preoccupazione durante tutto il percorso. Queste conversazioni si alternano a immagini oniriche, un processo creativo lungo un il quale fantastica sulla supremazia maschile sulle donne. Parlando con due credenti estremisti e liberali islamici, Lorentzen si domanda se queste differenze tra i sessi non siano la causa della mancata comprensione della vita e della religione islamica nelle società occidentali.

“Prima o poi, la mia mongolfiera arriverà”

Molti pensano che non importa ciò che dicano o facciano le donne musulmane. Ci pensano parole come hijab, burka o poligamia a convincere la gente del fatto che l’Islam opprima le donne, anche quelle istruite ed eloquenti che rispettano le condizioni di modestia del hijab. Pare si possa fare ben poco per dissipare gli stereotipi. Nefise osserva e nutre certi dubbi a riguardo: dopo le sue attente osservazioni, l’applicazione delle regole dell’amore e del rispetto per le donne non si trovano tra i primi obiettivi della comunità islamica.

Il Corano afferma che le donne musulmane hanno il diritto di accettare o rifiutare le proposte di matrimonio come più le aggrada, inoltre le donne sposate sono completamente libere dall'obbligo di mantenere e sostenere la famiglia. L’esperienza di Nefise e le sue osservazioni attuali si scontrano direttamente con queste affermazioni.

L’unico modo per convertire le parole in fatti sta nel fare una proposta direttamente ad Allah: la sua mongolfiera racchiuderà il desiderio e il sentimento di sua nonna e di tante altre donne, lei inclusa, che chiedono un cambiamento nella cultura islamica. Non è questione di stravolgere gli anni di storia, di religione o di cultura: si vuole raggiungere solo un clima di uguaglianza e, prima o poi, Allah riceverà quella mongolfiera inviata da Nefise. L’evoluzione della società è nelle sue mani.

Foto: copertina e testo, (cc) Gabriela Camerotti/Flickr. Vídeo: IDFA/YouTube.