Donne e computer: la nuova sfida dell’Europa

Articolo pubblicato il 17 marzo 2009
Articolo pubblicato il 17 marzo 2009
La Commissione europea sta mantenendo la sua promessa di promuovere l’Ict (Information and Communication Technologies) tra le donne. La sua ultima azione, il 3 marzo scorso, consisteva nel visionare la sottoscrizione di un codice di best practises per le donne nel settore dell’Ict da parte di cinque tra le maggiori società, quali Motorola e Microsoft. Le ultime da Bruxelles.

L’attuale mancanza di competenze tecnologiche in Europa è allarmante: il settore Ict in Belgio attualmente affronta la carenza di oltre 10mila dipendenti qualificati, in Polonia 18.300, in Italia 2.800, in Francia 4.300, in Spagna 41.800 e in Germania, la più importante economia europea, addirittura 87.800.

Il lavoro nel settore delle tecnologie dovrebbe essere reso più appetibile per le donne. Lo scopo della promessa fatta dalla Commissione è promuovere il potenziale femminile e cercare di affrontare la mancanza di competenze nell’Itc, che si prevede raggiunga 300mila unità entro il 2010. «Questo è un primo passo per attirare le giovani donne verso i lavori in ambito high-tech», afferma Viviane Reding, Commissario europeo all’Informazione e ai media. Nell’ottobre 2008 lanciò il suo appello per nuove "Ciberellas", ovvero donne con competenze Ict, che prevedeva avrebbero avuto «un forte impatto nel dare forma al futuro economico e sociale dell’Europa». Il videoclip promozionale Ict is wicked verrà presto distribuito nelle scuole europee e si può vedere anche qui: