Donne che difendono le donne

Articolo pubblicato il 13 maggio 2016
Articolo pubblicato il 13 maggio 2016

In occasione del settantesimo anniversario del suffragio universale, proponiamo un ciclo di interviste in cui donne palermitane raccontano loro stesse attraverso l'impegno sociale,culturale e il rapporto instaurato con diversi ambienti della vita cittadina. Questa settimana abbiamo incontrato Maria Antonietta Sgadari e Claudia Pedrotti, Avvocatesse impegnate nel sociale dal 1982.

Al civico 5 di via Notarbartolo è sito lo studio di Maria Antonietta Sgadari, avvocato civilista specializzato in Diritto di Famiglia. Qui Cafébabel ha incontrato anche l'avvocato Claudia Pedrotti, anch'essa civilista e specializzata in Diritto di Famiglia e del Lavoro il cui studio è sito nella vicina via Marchese di Villabianca. Entrando nella stanza dell'avvocato Sgadari si percepisce un'atmosfera accogliente, professionale e seria: rispettabilità mista ad apertura verso la comprensione dell'altro. Ovunque si accatastano i fascicoli, quegli stessi fascicoli che sono stati il campo di combattimento della loro realizzazione personale dal punto di vista privato, conquistata dopo numerose battaglie nel sociale. Due donne in sintonia, perfettamente sincronizzate e legate da una forte passione, comunione di intenti e percezione delle cose. Due donne che hanno deciso di dare una funzione sociale al loro lavoro.

Cafébabel: Com'è cominciata la vostra avventura?

Maria Antonietta Sgadari e Claudia Pedrotti: Appena laureate, con grande convincimento e passione, sentivamo l'esigenza di portare avanti un'attività con impresso il nostro nome. Da moltissimo tempo collaboriamo con l'U.D.I. (Unione Donne Italiane), associazione operante a Palermo che accompagnamo dal 1982. Da questa esperienza venne fondato il Centro di Consulenza Legale e Studi Giuridici in favore delle donne, per garantire un aiuto per la soluzione pratica dei problemi in sede giudiziaria ed extragiudiziaria e lo studio delle questioni di diritto. Possiamo infatti affermare di essere il centro più antico in città, esistente da ben trentadue anni. Oggi il centro si avvale anche dell'impegno professionale e di quello dell'Avv. Ginfranca Manunta come civilista e dell'Avv. Maddalena Giardina ed Elvira Rotigliano come penaliste.

Cafébabel: Perché avete messo la donna al centro del vostro progetto?

Sgadari e Pedrotti: Venivamo dagli anni '70, anni di lotta per l'emancipazione femminile, di grande fermento ed in cui si celebravano i primi processi per stupro. Erano processi in cui la donna vittima era messa alla berlina e veniva trattata da imputata. Nacque in noi l'esigenza di dare un aiuto concreto per la salvaguardia e il riconoscimento dei loro diritti. Un sistema di assitenza legale in favore delle donne e gratuito, a Palermo. Per noi tutto era nuovo, si trattava di misurarci con noi stesse e con storie umane, entravamo per la prima volta in contatto con realtà delicate, intime, che avevano un peso non indifferente.

Cafébabel: Saranno state tante le difficoltà che avete dovuto fronteggiare, il sistema non era ancora agevolato e pronto ad accogliervi in quegli anni...

Sgadari e PedrottiEntrare al Palazzo di Giustizia è stato un impatto forte, l'autonomia non esisteva. Possiamo dire di appartenere alla prima generazione che impiantò la professione autonomamente e senza alcun'appoggio maritale'. Al Palazzo di Giustizia ci chiamavano 'signorine', potevamo essere solo studentesse o al più segretarie di un avvocato, non era plausibile fossimo noi gli avvocati. 

Cafébabel: Quale obiettivo vi siete poste? Qual è stato il vostro 'movente'?

Sgadari e Pedrotti: Da giovani avvocatesse abbiamo cominciato sempre più a entrare in contatto con realtà di donne che venivano a consegnarci il loro vissuto. Ci mettevano sulle spalle dei bagagli di vita pesanti, contenenti realtà delicate. Parliamo di donne vittime di ogni forma di prevaricazione, che risultavano essere schiacciate dall'idea di un eventuale impatto con l'autorità giudiziaria. La loro idea mutava e differiva anche a seconda della fascia sociale.

Cafébabel: Non eravate intimidite?

Sgadari e Pedrotti: Maneggiavamo materiale esplosivo, ma in quanto giovani e per di più donne avevamo in mano un grimaldello che poteva scardinare questa discriminazione, potevamo contribuire a far traghettare queste persone attraverso un ponte tra intimità in studio e risoluzione pratica del problema all'interno delle aule di tribunale, aiutandole a sradicare l'erronea idea di base circa il sistema giustizia, accompagnandole per mano nella consapevolezza dei loro diritti e restituendo loro fiducia nelle istituzioni.

Cafébabel: Avete cercato appoggi?

Sgadari e Pedrotti: La donna che si rivolge a noi fa un passso fondamentale, anzi ha già fatto un passo: è uscita dal silenzio e dalle mura domestiche, ha alzato un telefono, ha deciso di raccontarsi. Sicuramente il fatto di essere donne regalava un'aspettativa diversa, che non doveva affatto essere delusa. Andando avanti nel nostro lavoro, ci siamo rese conto che le donne con gravi difficoltà andavano preparate prima di accedere al sistema giustizia. Così, dalla fine degli anni '90 il Centro di Consulenza Legale agisce in collaborazione l'Associazione Le Onde, che ha garantito un contributo per una migliore 'accoglienza' della donna facendo da filtro e consentendo una specifica selezione dei bisogni. Il Centro ogni martedì dalle 17:00 alle 20:00 fornisce attività di consulenza legale gratuita. Si tratta di un momento in cui la donna che vi si rivolge denuncia un disagio, chiede una tutela di un diritto civile o penale. Successivamente, qualora si ritenga necessario adire l'autorità giudiziaria e qualora la persona non dovesse disporre dei sufficienti mezzi economici, viene avviata al gratuito patrocinio.

Cafébabel: Il gratuito patrocinio com'era, e come funziona oggi?

Sgadari e Pedrotti: Stimolare il gratuito patrocinio non è stato roba da poco. La legge c'era, ma non veniva applicata, ci sono voluti tanti dibattiti e seminari per stimolare la legislazione. Inoltre abbiamo dovuto fare i conti con la società palermitana che è sempre stata molto disagiata. Da quindici anni a questa parte con la ristrutturazione dell'istituto del grautito patrocinio le classi meno abbienti hanno diritto al beneficio. Da non trascurare il fatto che alle nostre spalle c'è sempre stata  l'U.D.I., che ha creato una vera e propria rete di amicizie, conferendo dunque affidabilità, fiducia, unione e solidarietà al momento del bisogno e cioè in quei momenti in cui era necessario intervenire, anche autofinanziandoci con varie iniziative per mettere a disposizione delle nostre assistite le risorse economiche.

Cafébabel: Ritenete che oggi, l'utenza sia cambiata rispetto al passato?

Sgadari e Pedrotti: La libertà è possibilità, quindi è già una conquista il fatto di sapere che si può fare. Oggi troviamo meno donne sotto la 'protezione' del marito, si può dire che le lotte fatte per l' emancipazione e la differenza di genere hanno portato a risultati importanti, sicuramente assistiamo ad una realtà diversa: oggi c'è il rispetto della donna come essere con le sue caratteristiche proprie e non necessariamente omologabili all'uomo. La donna lavora, è maggiormente consapevole. 

Cafébabel: E la legge si è evoluta?

Sgadari e Pedrotti: Il cammino è stato lungo, e ancora oggi c'è moltissima strada da percorrere. Le leggi sono migliorate, ma non bisogna fermarsi, è un lavoro in continuo divenire, bisogna monitorare in modo costante, con la consapevolezza che talvolta la storia può anche portare indietro. C'è da dire inoltre che nel segreto delle famiglie, specie quelle del Sud,  la mentalità è difficile da cambiare, non può sradicarsi completamente, sono dinamiche interne e difficili da disinnescare. Certo è, d'altro canto, che non possiamo più dire che oggi non vi siano leggi a tutela delle donne.

Cafébabel: La più grande soddisfazione nel vostro mestiere dopo tutti i sacrifici e anni di duro lavoro?

Sgadari e Pedrotti: Poter lasciare un'impronta, indubbiamente questo. Grazie ai riconoscimenti che abbiamo ottenuto negli anni, abbiamo lavorato e lavoriamo avendo conquistato grande credibilità. Tra i colleghi e da parte dei giudici rileviamo stima e rispetto nei nostri confronti. Chi si rivolge ai nostri studi sa che verrà assistito con lealtà, fiducia e grande scrupolo. Possiamo dire di avere avuto senza dubbio delle significative gratificazioni.