Donald Trump: 100 giorni in 140 caratteri

Articolo pubblicato il 13 maggio 2017
Articolo pubblicato il 13 maggio 2017

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Il 29 aprile Donald Trump ha raggiunto i primi 100 giorni come Presidente degli Stati Uniti. Il suo account Twitter @realDonaldTrump non ha mai smesso di cinguettare. Dice che i media principali (detti anche FAKE NEWS) rifiutano di riconoscere i suoi successi. Insomma, è chiaro che Donal Trump non fa altro che parlare di sè. Percorriamo questi 100 giorni attraverso 10 tweet selezionati.

Il 20 gennaio tutto ha inizio: Donald Trump è ufficialmente il 45° Presidente degli Stati Uniti. Un leader nuovo con un messaggio nuovo (o forse no?): "Un governo PER il popolo fatto DAL popolo".  Queste parole ricordano qualcosa, vero? Ma certo, appartengono ad uno dei più celebri discorsi di Abraham Lincoln a Gettysburg, e Trump ha riciclato queste parole una volta eletto. Una mossa astuta. In che misura Trump sia l'incarnazione del "popolo", per di più migliore di tutti i suoi predecessori, resta ancora un mistero per noi. Ma si sa, i fatti valgono di più delle parole e questi cento giorni sono stati carichi di insidie.

Primo problema per Trump: formare il nuovo Consiglio dei Ministri. Molte persone hanno dichiarato che la Casa Bianca era vuota all'inizio del mandato di Trump. Il Presidente infatti si fida solo dei miliardari, dei militari e le loro famiglie, e questo riduce in gran misura il numero dei possibili eletti. Ma Trump ha trovato una ragione valida per questa vacuità - perchè disturbarsi a prendere responsabilità sulle scelte controverse del Consiglio? Date la colpa ai Democratici, sono qui per questo. 

Come FAR TORNARE L'AMERICA GRANDIOSA?

Il suo motto: creare lavoro in America. Non importa come, Trump punta a promuovere il "Made in USA" e dare una nuova prospettiva di vita al mercato del lavoro. Ha firmato il progetto per l'oleodotto Keystone XL tra gli Stati Uniti e il Canada, mentre Barack Obama si era opposto valutandolo troppo pericoloso per l'ambiente. Trump ha persino avuto la faccia tosta di ringraziare la ExxonMobil, una delle principali compagnie petrolifere. Sembra che l'unica cosa mancante nei suoi tweet siano le emoticon con i dollari. Exxon può ringraziare il Presidente per la pubblicità gratuita ed eccellente.

Solamente 7 giorni dopo la sua nomina, Trump provoca un'ondata di indignazione proibendo alle persone provenienti da Syria, Iraq, Somalia, Iran, Sudan, Libia e Yemen di mettere piede sul suolo americano. Questa volta il suo tweet non è empatico, esagerato o isterico. Al contrario, le sue parole sono solenni, tenui, quasi criptiche perchè non menziona nemmeno il suo decreto. Ecco la strategia di Trump: convincere di americani che il loro Paese è una zona gigante con libertà d'entrata senza controlli ai confini. Fa parte della retorica populista far apparire misure estreme come assolutamente necessarie. Fortunatamente, una settimana dopo, il giudice federale ha dichiarato lo stop al cosidetto "Muslim ban", una decisione approvata dalla Corte d'Appello. Un grande fallimento.

Il muro messicano. Veramente? Pagato dai messicani. Da non crederci. Guardiamo il lato positivo: fino ad ora Trump non ha trovato nemmeno un centesimo per investire nella costruzione del muro. Ha rimandato la discussione su questa questione in settembre, così avrà più tempo per prepararsi. I messicani però non la renderanno facile. Una cosa si può dire su Trump, non si arrende mai.

Una battaglia non semplice sarà far distogliere l'attenzione dal suo predecessore Barack Obama. Per farlo non c'era modo migliore che demolire l'Obamacare. Ma non così velocemente! Il team di Trump non ha ancora presentato una valida alternativa al sistema di Obama. È facile criticare, ma quando si tratta di trovare alternative migliori, non si sentono cinguettii in lontananza. Il Presidente mattiniero ci ha confessato: questa materia è particolarmente complessa. Sembra proprio una bella scusa per la mancanza di opzioni migliori. Il suo governo ha dovuto revocare la proposta di riforma, ma la battaglia non è finita. Prossimamente...

E per quando riguarda le relazioni internazionali?

Vi ricordate l'orrore provato nel sentire la notizia del lancio del missile 59 Tomahawk per distruggere una base militare in Siria? Beh, Trump ha fatto quella scelta mentre cenava senza l'approvazione del Congresso. E si è anche reso ridicolo quando, mentre cercava di spiegare la sua decisione, ha confuso l'Iraq e la Siria. Nel 2013 lui stesso aveva puntato il dito contro le intenzioni di Obama di agire allo stesso modo. Si dice che solo gli stupidi non cambiano mai idea - ma non si capisce se vale in questo caso.

Caspita, la cosa si è evoluta velocemente! Lo show della violenza tra la Corea del Nord e gli USA non è finito. Il Primo Ministro della Corea del Nord, Kim Jong-Un ha lanciato una risposta reattiva e Donald Trump ha risposto dispiegando un portaerei come "misura precauzionale". Trump dà una pacca sulla spalla a Xi Jinping, Presidente della Cina, e con l'altra mano prende in giro quello della Corea del Nord. Una reazione così impulsiva considerando l'importanza della questione è del tutto fuori luogo!

Capture d’écran 2017-05-08 à 16.44.59.pngCapture d’écran 2017-05-04 à 15.45.17.png

Il rapporto di Donald Trump con la NATO. Sei un po' confuso? Si? Beh, anche noi. E anche qui è difficile tener d'occhio la posizione di Trump sulla NATO. Se prima la considerava obsoleta, ha recentemente cambiato idea: “Ho dichiarato che la NATO è obsoleta, ma non lo è più”. Ha rigirato la cosa subito dopo aver accusato la Germania di avere un debito cospicuo con la NATO. La realtà dei fatti: i Paesi membri della NATO non "devono" soldi nè alla NATO nè agli USA perchè i finanziamenti diretti sono calcolati tramite una formula e ciascuno dei 28 Paesi membri contribuisce. Ma proprio lui, così bravo a denunciare e criticare l'organizzazione, non dovrebbe almeno sapere di che cosa si sta parlando? Forse è troppo da chiedere.

Pubblicare tweet è discutibile?

Capture d’écran 2017-05-08 à 12.31.40.pngMolti pensavano che Donald Trump avrebbe messo fine ai suoi cinguettii improvvisi e spontanei. Ma non è successo. Ha continuato a farlo e pure su questioni personali.  La povera Ivanka e la sua linea di vestiti sono stati pubblicamente criticati. Ma il ruolo del Presidente è commentare? Pubblicando questi tweet, è come se Trump usasse il suo potere per aiutare il business di famiglia a prosperare. Dopotutto, un po' di auto-pubblicità non ha mai fatto male a nessuno. Ma un conflitto di interessi per il Presidente? Non così tanto.

Sono stati firmati 30 decreti e promulgate 28 leggi, ma gli americani si aspettavano cose ben più grandi da Donald Trump, che ha raggiunto solo il 40% delle approvazioni secondo il barometro di Gallup. Barak Obama, allo stesso momento della Presidenza, era al 69% e George Bush Junior al 63%. Che dire, se non avesse passato così tanto tempo su Twitter a gettare benzina sulle controversie politiche non sarebbe in questa posizione. In fondo è tutta colpa dei media.