Documento neutro

Articolo pubblicato il 09 dicembre 2007
Pubblicato dalla community
Articolo pubblicato il 09 dicembre 2007
Un documento neutro, è quello che la Troïka americano-russo-europea, incaricata dei negoziati per la definizione del futuro statuto del Kosovo, sottoporrà al Segretario Generale delle Nazioni Unite il prossimo 7 dicembre, secondo quando riportato dalle agenzie di stampa.
Un testo senza alcuna proposta di regolamentazione, ma che conterrà i suggerimenti avanzati sia dalla parte albanese che da quella serba e naturalmente le idee della Troïka.

“A mio avviso, si tratta di un documento neutro. Facciamo affidamento sul Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per un’analisi oggettiva e per intavolare delle discussioni obiettive sulla base di questo documento. Nonostante le divergenze che ci sono e continueranno ad esserci sulla questione del futuro statuto del Kosovo, all’interno della Troïka ci siamo sforzati di lavorare mettendoci sulla stessa lunghezza d’onda, prendendo in considerazione ciò che è di urgenza primaria per tutti”, ha affermato il mediatore russo Bocan-Harčenko.

Gli Stati Uniti ritengono che si debba andare oltre nella definizione dello statuto, facendo riferimento al piano di Martti Ahtisaari, ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Stato, Tom Casey, che tuttavia ha espresso la sua soddisfazione per il fatto che le due parti “si siano chiaramente pronunciate per la rinuncia a qualsiasi ricorso alla violenza”. Aggiunge inoltre: “ Ci attendiamo che tutte le parti mostrino un certo grado di responsabilità e di moderazione affinché possiamo proseguire nella nostra opera”.

Le dichiarazioni dell’attuale Primo Ministro del governo albanese del Kosovo vanno in questa direzione, così Agim Ceku ha voluto rassicurare, a Bruxelles: “Alcune persone temono una dichiarazione unilaterale di indipendenza, che tuttavia verrà dichiarata in piena coordinazione con i nostri partner internazionali perché l’ONU e la NATO e il popolo kosovaro hanno lavorato in questa direzione per otto anni”.  Ceku  è convinto che questo non comporterà alcuna violenza.

A Belgrado, i responsabili pensano che non sia ancora detta l’ultima parola. “Non è mai troppo tardi per arrivare a un accordo”,  ha dichiarato il Vice Ministro Bozidar Djelic, citando i casi del Belgio, dell’Irlanda del Nord e della Palestina, nel corso della conferenza “L’incrocio dei Balcani”, tenutasi a Bruxelles. Dato che i serbi hanno escluso il ricorso alle armi, nel caso di una dichiarazione di indipendenza, il Ministro degli Esteri Vuk Jeremic ha spiegato che esisteva un ampio spettro di misure “dalle più dure alle più blande sul piano diplomatico”.

Sul campo, la NATO è pronta ad ogni eventualità. Il comandante delle forze in Europa John Credoc ha detto che i suoi piani includevano un possibile rafforzamento dei 16.000 soldati attualmente di stanza in Kosovo. Nel corso di una conferenza stampa a Washington, ha ripetuto di essere pronto a difendere l’applicazione della risoluzione 1244 “poiché per la NATO questa risoluzione è il quadro legale che giustifica ogni presenza in Kosovo ed egli spera che i capi della diplomazia della NATO lo rafforzino”.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite esaminerà, il 19 dicembre, alla presenza dei rappresentanti della Serbia e della comunità albanese del Kosovo, il rapporto dei mediatori della Troïka del Gruppo di contatto sui quattro mesi di negoziati fra Belgrado e Pristina. Il giorno successivo, gli ambasciatori del Consiglio discuteranno informalmente la questione con il Segretario GeneraleBan Ki-Moon.

Snejana Jovanovic http://www.kosovo.over-blog.net

Traduzione : Laura Bortoluzi