Dieudonné, Anelka e la 'quenelle' antisemita

Articolo pubblicato il 24 gennaio 2014
Articolo pubblicato il 24 gennaio 2014

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

Dieu­don­né M'ba­la M'ba­la è una strana varietà di comico. Un tempo etichettato come il futuro della Sinistra francese, era in corsa come candidato dell'ala estremista alle elezioni del  1997  ed era in tournée con l'artista ebreo Elie Se­moun. Oggi, tuttavia, è meglio noto come l'uomo dietro la  'que­nel­le', il gesto che raduna antisemiti per tutta la Francia.

Per quanto Dieu­don­né sostenga di rappresentare gli interessi della Palestina , sei condanne per istigazione all'odio razziale non ispirano molta fiducia. I riferimenti all'Olocausto come di un 'porno memoriale', gli elogi calorosi al precedente presidente iraniano Mah­moud Ah­madine­jad, e la caricatura a passo d'oca delle forze della Difesa israeliana mostrano un comico più interessato alla controversia che alla riconciliazione.  La sua 'battuta' sull'aprire le camere a gas per Pa­trick Cohen, giornalista di Radio France, è stata accolta da una folla divertita e sghignazzante. Dieu­don­né sostiene che la 'battuta' sia stata detta a parte, usata fuori contesto e ostentata come riferimento antisemita. Al momento il comico è in stato d'accusa, mentre Ma­nuel Valls, ministro degli Interni francese, cerca di vietare le sue apparizioni in scena.  

Nonostante abbia invitato sul palco il negazionista Ro­bert Fau­ris­son e abbia descritto la  Shoah come 'prima del tempo' , i paragoni tra Dieu­don­né e il nazismo non sono così semplici come sembrano. Il comico è infastidito dal 'monopolio' ebreo del dolore e del senso di colpa collettivi, che, dal suo punto di vista, rendono il mondo cieco alla terribile situazione dell'Africa, sia del passato che di oggi. I media sono stati rapidi a etichettare la 'quenelle' come  'saluto nazista capovolto' e, per quanto sia nato in modo innocente, non ci sono più dubbi sul fatto che il gesto abbia ora preso un significato antisemita. Sono comparse foto del saluto fatto davanti alla scuola Ozar Ha­torah, sede delle sparatorie di Tolosa nel 2012, e anche ad Auschwitz.  Il calciatore della Premier League Nico­las Anel­ka ha festeggiato con questo gesto all' Upton Park di West Ham, che un tempo era il punto d'incontro dell'East London ebrea. Soffiando sul fuoco della pubblicità, la popolarità del saluto aumenta giorno dopo giorno.  

Nonostante tutto questo, Dieu­don­né continua ad essere popolare in Francia. Il suo teatro,  La Main d'Or, fa regolarmente il tutto esaurito, il suo canale su YouTube conta duecentomila iscritti e la sua cerchia di amici famosi comprende la star del basket Tony Par­ker. Con il Fronte Nazionale Antisemitismo alleato alla popolare 'Islam-fobia', Dieu­don­né ha saputo sfruttare il risentimento della Destra contro lo stato d'Israele. Anche se Dieu­don­né si era schierato contro Jean-Ma­rie Le Pen nelle elezioni del 1997, nel 2008 ha scelto il precedente leader del Fronte Nazionale come padrino per la figlia. Anche se anti-sionismo non significa necessariamente antisemitismo, Dieu­don­né ha oltrepassato le critiche legittime agli accordi illegali, caratterizzando invece gli ebrei come sbagliati, inaffidabili e brutali.  

Sfrontato come al solito, il 31 dicembre Dieu­don­né ha dichiarato che il 2014 sarà l'anno della 'quenelle'.  Con una copertura completa su entrambi i lati del Canale, potrebbe benissimo avere ragione.