Di chi è l'handicap educativo?

Articolo pubblicato il 11 maggio 2002
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Articolo pubblicato il 11 maggio 2002

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Il sistema educativo delle democrazie popolari ha preparato - meglio di ogni altro - la gioventù dell'Est al mondo del ventunesimo secolo: grandi competenze e spirito critico saranno alla base dell'integrazione delle nuove generazioni nell'UE di domani.

Il sistema educativo predisposto dal Socialismo reale ha - senza dubbio involontariamente !- ben preparato i giovani ad affrontare la situazione del XXI secolo, quando saranno cittadini di un Unione Europea in divenire, allo stesso titolo dei giovani della Francia, dellItalia o del Belgio. Sono piuttosto questi ultimi che fanno talvolta fatica a trovarvi il loro posto.

Lobiettivo delleducazione è sempre stato quello di preparare i giovani a divenire degli adulti capaci di affrontare la complessità del mondo. Si trattava di fornire loro i mezzi per sopravvivere e integrarsi nel sistema produttivo e sociale delle loro rispettive comunità. Allepoca delle ideologie politiche del XXI secolo, la scuola fu considerata il mezzo privilegiato per la trasmissione degli ideali e la fabbricazione di un sostegno popolare ai regimi in atto.

Ma molti di questi regimi non sono sopravvissuti alle turbolenze storiche. E per esempio il caso delle democrazie popolari dellEuropa Centrale e Orientale. I giovani di questi paesi sono stati educati ed dotati di conoscenze necessarie per vivere in società socialiste. Non sono stati formati per affrontare, come sono oggi obbligati a fare, il mercato liberale, spietato verso gli agenti non-competitivi. Non è allora sorprendente che siano numerosi quelli che tra loro hanno difficoltà a integrarsi in una società e in un sistema alloccidentale. La disoccupazioni giovanile è infatti aumentata molto dal 1989 nei PECO. Nella prospettiva del prossimo allargamento dellUE a est, allora, cio' rischia di essere una fonte di preoccupazione. Unineguaglianza di questo tipo congelerebbe i nuovi arrivati nel baratro delle sovvenzioni europee per molti anni a venire. Questo divario potrebbe rivelarsi a lungo termine più ingombrante della differenza culturale che ha già fatto versare molto inchiostro.

Ma la questione è più complessa di come possa apparire ad una prima analisi. Di certo, per una certa percentuale di giovani il riorientamento e il passaggio ad un nuovo sistema si presentano sempre difficili, considerando inoltre che i programmi scolastici e il personale docente vi si adattano a piccoli passi. Ma parallelamente si distingue una classe di giovani dinamici, competenti e flessibili, che sono riusciti a rigirare il loro capitale educativo socialista a proprio vantaggio. Infatti, malgrado tutto quello che si può dire o scrivere sulla propaganda e il reclutamento dei giovani nelle democrazie popolari, leducazione che vi è stata sviluppata aveva anche i suoi aspetti positivi. In generale una grande importanza fu data alle scienze esatte. La matematica, la fisica e la chimica erano considerate come le pietre angolari di tutto linsegnamento primario. La cultura generale letteraria e artistica fu incoraggiata così come lo studio delle lingue straniere. Parallelamente a tutto ciò, le "organizzazioni dei Pionieri" sottolineavano limportanza dellabilità manuale e delleconomia delle risorse (le raccolte di carta per il riciclaggio davano luogo a dei concorsi annuali tra clubs) incoraggiando allo stesso tempo la solidarietà e il lavoro di squadra.

Questi aspetti delleducazione socialista hanno permesso, in seguito ai cambiamenti del 1989, a molto giovani di riorientarsi e di concorrere con successo con i loro compagni occidentali in non poche materie. Le recenti inchieste provano che, ancora oggi, gli scolari e gli studenti cechi, slovacchi o ungheresi superano senza grosse difficoltà i loro omologhi francesi o tedeschi in matematica e fisica. Da questo deriva inoltre che non hanno avuto alcun problema a appropriarsi delle moderne tecnologie, dallinformatica alla telefonia mobile.

Gli ideali e la pluridisciplinarità acquisiti nella loro infanzia fanno si che i giovani dellEst siano particolarmente sensibili alle grandi tematiche del mondo moderno quali lambiente o i diritti delluomo. Lo dimostra la crescente popolarità dei movimenti verdi in Europa orientale.

Inoltre essi possiedono il vantaggio (relativo) dato dalle loro esperienze umane, di persone che hanno assistito al crollo di un sistema di credenze e di ideologie. Hanno visto tutte le verità formali dei loro insegnamenti improvvisamente designate come propaganda, e rimpiazzate da altre - spesso poco giustificate come le vecchie. Questa crisi di valori ha permesso a molti di loro di affinare il loro spirito critico e li ha portati a cercare delle vie alternative e innovatrici in tutti i campi. Essendo di conseguenza spesso più indipendenti e maggiormente in grado di togliersi dimpaccio, possiedono quindi un vantaggio considerevole rispetto ai giovani occidentali, che hanno più la tendenza a rinchiudersi nel quadro prestabilito dalla tradizione e dalle istituzioni esistenti.

Globalmente si constata che il sistema educativo socialista ha in definitiva (e senza alcun dubbio involontariamente!) preparato bene i suoi giovani ad affrontare la situazione ben diversa del XXI secolo, quella che li vedrà cittadini di unUnione Europea dinamica, allo stesso titolo dei giovani di Francia, Italia o Belgio. E che saranno piuttosto questi ultimi a fare fatica