Deutschland History X: l'odio che richiama odio

Articolo pubblicato il 28 aprile 2016
Articolo pubblicato il 28 aprile 2016

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Come può accadere che  una normale ragazza della Germania Est diventi la  Beate Zschäpe dell'estrema destra? Il canale televisivo tedesco ARD cerca delle risposte attraverso una mini- serie intitolata Mitten in Deutschland: NSU. E lo fa in modo empatico, senza necessità di capire.

„ Non ho nulla contro alcuni stranieri, se sanno come comportarsi“,dice Uwe M. Ma i "richiedenti asilo possono tranquillamente prendersela nel culo". Beate annuisce, Uwe sorride, e poi la giovane coppia ritorna a coccolarsi nel letto. L'odio sembra essere un potente afrodisiaco. L'odio e l'ammirazione per Hitler, le svastiche e lo spirito tedesco .

Perchè Beate e Uwe M. non sono una coppia normale. O forse si, e ciò rende le cose ancora più complicate.  Uwe M.  è morto, si è ucciso con il suo amico Uwe B. in una roulotte il 4 Novembre. E Beate si trova davanti a giudici. Il suo caso è seguito dal Tribunale di Monaco dal 6 maggio 2013. I personaggi in questione sono Uwe Mundlos, Uwe Böhnhardt Beate Zschäpe, che costituiscono il  Nationalsozialistischer Untergrund (NSU) (movimento nazional- socialista metropolitano) che per anni ha ucciso ed agito indisturbato in tutta la Germania.   Il canale televisivo ARD lavora ad un progetto ambizioso: la miniserie  Mitten in Deutschland: NSU raccontata in tre film dal punto di vista degli autori, delle vittime e degli investigatori.

Discreto ed impressionante

 Die Täter – Heute ist nicht aller Tage ( Gli autori- Oggi non è come tutti gli altri giorni) ripercorre la storia del NSU fino alla sua clandestinità, avvenuta nel 1998. La prima parte mostra in particolar modo come una ragazza della Germania Est sia diventata un'estremista di destra convinta e abbia pianificato ed eseguito degli attentati con i suoi due amici. Ma: è stata veramente lei? La questione viene ancora discussa in tribunale è il ruolo della  Zschäpe nel NSU non è ancora chiaro. Questo viene anche spiegato nei titoli che presentano la prima parte della mini- serie: „ I fatti non sono stati ancora completamente ricostruiti".Il film contiene alcuni elementi di finzione, che da un lato lo rendono accattivante, ponendosi  delle domande su come renderlo quantomeno realistico , dall'altro invece risulta problematico, perchè ci si chiede se sia saggio girare un film che tratti questa tematica con un processo ancora in corso.   

Queste domande non trovano facilmente delle risposte. Si può solo dire che  il primo episodio della serie di Christian Schwochow si avvicina con molta cautela ai personaggi della  Zschäpe,  di Mundlos e di  Bönhardt. Si respira l'empatia senza cercare di capirli. Lui non perdona nulla. E' diventato un film discreto e suggestivo che si concentra principalmente sulla figura della Zschäpe. Ovviamente, essendo l'unica superstite del NSU, si ritrova davanti ai giudici rimanendo in silenzio per la maggior parte del tempo. Un enigma che la Germania intera cerca di risolvere: chi è questa donna? un'estremista di destra che agisce a sangue freddo o una semplice simpatizzante?

L'amore ai tempi della caduta del Muro

Beate Zschäpe (Anna Maria Mühe) cresce  con la madre a  Winzerla, quartiere popolare di Jena, e non ha mai conosciuto il padre- probabilmente di nazionalità rumena ed ex compagno di scuola della madre.  Nel 1991, a 16 anni, la  Zschäpe lascia la scuola ed inizia a lavorare comme assistente di un pittore. In un circolo giovanile conosce Uwe Mundlos (Albrecht Schuch) -  ed entrambi affiggono sulla parete una mappa della Germania, quella del 1937. Nazis in Love. In televisione  il cancelliere Helmut Kohl  promette " paesaggi fiorenti" che nasceranno nella Germania dell'Est. Ma a Jena non si vede nulla. Tutto è grigio su grigio.

E' Uwe a portare un po di colore nella vita di Beate. Marcia per le strade con gli altri naziskin e urla:  „Wir haben euch was mitgebracht: Hass, Hass, Hass!“. (Vi abbiamo portato qualcosa: odio, odio, odio!) Beate assiste ed osserva tutto questo con lo sguardo da innamorata. Nel 1992  Beate conosce  Uwe „Böhni“ Böhnhardt (Sebastian Urzendowsky) che la saluta con un allegro „Heil Hitler“. Flirt in salsa nazista. Mentre Uwe M. è impegnato nella leva militare, Beate e Uwe B. diventano una coppia. I tre,tuttavia, continuano ad essere una squadra e a perfezionare insieme piani sempre più radicali. Manifestazioni, reclutamento di adoloscenti di sinistra ed una bomba. Ma il trio viene scoperto: nel gennaio del 1998 viene perquisita la loro roulotte e vengono trovate bombe ed esplosivi in un garage che aveva affittato la  Zschäpe.  Prima di essere arrestato il trio si da alla fuga. E qui finisce il film.

Die Täter - Heute ist nicht aller Tage è un film scomodo e che non fornisce risposte chiare . Come avrebbe potuto, d'altronde. L'elemento più interessante riguarda il contrasto tra  Beate Zschäpe e la sua compagna di classe  Sandra: perchè una milita in un ambiente neonazista, mentre l'altra manifesta contro i "fasci"?Sandra fa un tirocinio, si sposa ed ha un bambino. Perchè non fa così anche la Zschäpe? Entrambe sono cresciute nella DDR, hanno visto il crollo del Muro e sono diventate grandi secondo l'otica socialista-  e non potrebbero essere così diverse. Perchè alcuni si radicalizzano e altri no? Questa domanda è ancora importante ed attuale nella Germania del 2016.