Destre d’Europa, unitevi!

Articolo pubblicato il 02 giugno 2009
Articolo pubblicato il 02 giugno 2009
Fiamma Tricolore, Forza Nuova e La Destra sono i partiti italiani a “destra del centrodestra”. Come si organizzano e come si collocano i partiti di destra per le elezioni europee del giugno 2009?

Alcuni principi sono comuni. Tutti vogliono rivalutare alcuni aspetti del fascismo e sostengono tesi storiche revisioniste. Sono contrari al capitalismo globale e si riconoscono nei valori d’identità, tradizione e patria. Bocciano il Trattato di Lisbona e sostengono l’idea di “Europa delle nazioni”, militarmente indipendente dagli Stati Uniti ed equidistante da liberismo e comunismo.

«Non solo questioni europee»

Eppure farli correre insieme per le prossime elezioni europee potrebbe essere difficile. L’appello lanciato da Forza Nuova per una lista che raccolga tutte le forze di destra non ha ancora dato frutti. Nell’attesa il leader ed eurodeputato Roberto Fiore ha iniziato la campagna elettorale supportato da Bruno Gollnisch del Front National francese. Il «no» al Trattato di Lisbona e “l’emergenza immigrazione” sono i temi caldi. Il partito coltiva anche i rapporti europei con altre formazioni di estrema destra grazie al cartello politico European National Front che raccoglie la Falange Spagnola, la Noua Dreaptă romena e l’Npd tedesco (Partito nazionaldemocratico della Germania).

(Image: Madame Travels/ Flickr)

Luca Lorenzi, responsabile di Gioventù Italiana, il movimento giovanile di La Destra (partito che nasce da una costola di Alleanza Nazionale, ndr), auspica un ritorno, per la campagna elettorale, in mezzo alla gente. Tra i temi elettorali: diritto alla casa per ogni italiano, controllo dell’immigrazione, sviluppo del Sud Italia, «no» alla Turchia. Non solo questioni europee perché Lorenzi ammette che una campagna così sviluppata «pagherebbe poco» anche se promette che la componente giovanile del partito farà il possibile per europeizzare il dibattito. Luca romagnoli, eurodeputato e segretario della Fiamma Tricolore (partito nato dopo la svolta moderata di Alleanza Nazionale nel 1995) insisterà sull’idea di “Europa della patrie” che valorizzi i temi della tradizione e affermi una propria indipendenza dagli Stati Uniti. Auspica più poteri per il Parlamento europeo, anche se «usi e costumi giuridici nazionali non vanno sostituiti dal diritto comunitario». E porta come esempio negativo la recente iniziativa sulla xenofobia dello scorso novembre cui tutti dovranno adeguarsi, giudicata «troppo restrittiva».

Irredentismi

La sistemazione più naturale de La Destra sembra il gruppo Unione per l'Europa delle nazioni (Uen), dove siede già ora l’eurodeputato Nello Musumeci. Romagnoli e Fiore aderivano a Identità Tradizione e Sovranità che visse solo undici mesi. «Fu una fine ingloriosa di un gruppo attivo solo sulla carta» ammette l’on. Romagnoli. Tante volte il nazionalismo di ciascuna delegazione finiva per essere d’intralcio. «Se i nazionalisti austriaci chiedono il ritorno dell’Alto Adige all’Austria è chiaro che io non posso essere d’accordo», osserva l’eurodeputato. «È come se io chiedessi Nizza e la Savoia alla Francia: certi temi non vanno accentuati» conclude sconsolato. «Noi non siamo euroscettici» continua, «e faremmo fatica a stare in un gruppo come Indipendenza/Democrazia, meglio l’Uen». E chiude con un augurio: «ammetto che alle ultime elezioni siamo stati fortunati, speriamo di ripeterci».

Prima publicazione 2 febbraio 2009.