Democrazia alla estone: il diritto alla libera espressione hanno solo quelli che hanno la stessa opinione del presidente

Articolo pubblicato il 03 settembre 2008
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Articolo pubblicato il 03 settembre 2008
In seguito all’aggressione della Georgia sull’Ossezia il parlamento estone aveva cominciato a comporre una declarazione altamente accusatoria e diffamatoria nei confronti della Russia, paragonando la Russia alla Germania nazista e chiedendo gli altri paesi di punire la Russia – tutto ciò senza una parola sul ruolo della Georgia e degli USA nel conflitto.

Un partito guidato da Edgar Savisaar aveva offerto di eliminare gli insulti, falsità, propaganda amricana e le frasi bizzarre dalla dichiarazione, in risposta il suo partito è stato deprivato del diritto della parola nella discussione sulla questione (http://novosti.err.ee/index.php?26131875 – "I centristi si rifiutano di chiamare Russia "aggressore""). Questo episodio illustra con la precsione la "democrazia" estone: chi non è d’accordo con l’opinione del presidente, non ha il diritto di parola!

Saavisaar aveva precisato che l’Estonia non ha abbastanza informazione sul conflitto in corso per poter preparare una dichiarazione e che l’Estonia "non ha dei normali contatti diplomaici con la Russia" (!!!).

I politici estoni hanno pomposamente proclamato che la Russia ha adottato il comportamento di Hitler, omettendo di precisare che loro stessi usano gli elementi di ideologia di Hitler per effettuare la politica di repressione, segregazione e discriminazione degli estoni rusoparlanti. Saakashvili non è stato paragonato al Hitler anche se ha sterminato una gran parte degli ossetini e la sua carriera politica è segnata da tanti omicidi.

L’unico partito indipendente dall’America è stato messo a tacere, più tardi al partito è stato permesso di votare sulle decisioni prese dagli altri partiti, il partito ha votato contro la dichiarazione bizzarra.

L’opinione pubblica deve sapere che una parte di popolazione d’Estonia non è assolutamente d’accordo con la dichiarazione fatta dal parlamento estone. In più è necessario aggiungere che i rusoparlanti d’Estonia (30% di popolazione) non hanno alcun raprpesentante in parlamento e la loro opinione non è mai rispettata e non è espressa nelle decisioni a livello di stato (la legge sulla lingua e Costituzione negano ai rusporlanti un effettico accesso alla vita politica).

Il presidente estone ha partecipanto in una manifestazione a Tbilisi (capitale di Georgia) insieme coi presidenti di Latvia, Polonia e Ukraina. Come scrivono i giornali lui "saltava e saltellava intorno al Saakashvili e rilasciava le dichiarazioni" – tutto ciò senza essere stato autorizzato dal parlamento, dal governo e dal popolo estone. Il Ministero degli affari esteri di Polonia ha già fatto la dichiarazione che il presidente di Polonia ha agito abusivamente a ha presentato soltanto "lo show personale", non essendo il suo comportamento l’espressione della politica ufficiale di Polonia. Il governo esrone ha omesso di provvedere in caso di abusivismo del presidente estone.

Un politico russo Vladimir Zirinovkij ha accusato l’Estonia di partecipare nella guerra e di avere mandato militati estoni in armata Georgiana-Americana. Non si sa se la dichiarazione rispecchia la verità, però tali accuse non fanno l’onore all’Estonia. Una quantità imprecisata degli estoni era partita per Georgia, nessuno sa cosa loro fanno. Di recente (dal 6 al 9 di agosto) in Estonia è stato organizzato un gioco militare al battaglione nazista Erna, si può presumere che i partecipanti di questo gioco brutale e disumano sono andati in Georgia per sfogare i loro istinti nazisti militari in una vera guerra. Saakashvili si è rifiutato di ritirare i corpi dei soldati dell’armata Georgiana uccisi sul territorio dell’Ossezia, il che ci fa giustamente pensare che non erano georgiani ma di altre nazionalità.

I politic estoni parlano solo dell’integrità delle frontiere della Georgia, negando ai popoli di Ossezia e Abhkazia il diritto all’autodeterminazione. In passato l’Estonia ha goduto questo diritto – è stata proprio la Russia a riconoscere per prima l’indipendenza dell’Estonia in 1920 e nel 1991 (nelle occasioni di nascita dell’Estonia e l’uscita dall’USSR). Il popolo estone assomiglia ai popoli di Ossezia e di Abhkazia, la loro storia ha molto in comune. Secondo logica il popolo estone deve sostenere gli altri piccoli popoli nella loro lotta per l’indipendenza, però l’apparato di interfenrtenze americano ha portato i politici estoni al diniego e alla dimeticanza della propria storia. Negare il diritto all’autodeterminazione ai popoli di Ossezia e Abkhazia vale a negare lo stesso diritto all’Estonia e a riconoscere il diritto all’integrità delle frontiere all’Impero Russo del 1920.

Il governo estone ha organizzato una serie di manifestazioni per sostenere la Georgia e la sua aggressione sull’Ossezia, lo sterminio del popolo ossetino. Le manifestazioni si basavano sull’odio verso la Russia, erano usati gli striscioni: "Putin e Medvedev devono essere processati!", "Basta occupazione Russa". Gli striscioni degli opponenti erano: "Saakashvili, basta compiere il genocidio" e "Gli USA e Georgia sono nuovi fascisti". La gente urlava: "Russi sono fascisti!", la Polizia ha omesso di arrestare questa gente anche se ci troviamo davanti al reato di propaganda dell’odio razziale e ingiuria basata sulla nazionalità. I cittadini che si sono permessi ad urlare: "Saakasvili è un criminale!" sono stati subito arrestati e portati via dal posto di manifestazione. Il comportamento della Polizia estone rispecchia la politica del governo estone: sono amesse solo le opinioni uguali a quella del presidente nonché i sostenitori dell’ideologia del presidente possono compiere reati impunimente.

L’odio di alcuni politici estoni verso la Russia e il loro indesiderio di vedere la realtà sono spaventosi. Le omissioni della Polizia e del sistema giudiziario sono gravissimi – la propaganda dell’odio razziale e nazionale, gli insulti agli altri popoli non vanno puniti. Sui link seguenti ci sono alcuni album on-line con le foto delle manifestazioni avvenute in Estonia e un video: http://krishtafovitsh.livejournal.com/170602.html#cutid1, http://pilt.delfi.ee/album/84381/?view=blog , video: http://rus.delfi.ee/daily/estonia/article.php?id=19576386&l=fplink . Il ivello di aggressività del popolo è altissimo, l’Estonia è una vera polveriera.

Rimane solo meravigliare che il popolo estone perde il tempo per le manifestazioni riguardanti il conflitto in Georgia mente le questioni interne estoni sono non di meno gravi: si parla della fame tra il popolo e le gravissimi violazioni dei diritti umani.

Un rappresentante della Georgia ha fatto dei discorsi al pubblico, invitando l’Estonia di entrare nella guerra e chiedendo il denaro per la guerra e soldati. Il pubblico gli ha applaudito tantissimo (rimane solo a sperare che la gente non ha capito per bene l’inglese). I mebri di una famosa organizzazione antifashista estone "La veglia notturna" sono stati pubblicamente insultati: "Occupanti, fashisti, tibly (un’imprecazione estone)", però la Polizia ha omesso di intervenire per la difesa dei loro diritti (http://www.dozor.ee/?p=newsView&iNews=1953 ).

Il 14 di aogosto un gruppo di risoparlanti estoni ha organizzato una manifestazione davanti all’ambasciata russa a Tallinn, esprimendo la loro solidarietà alla Russia e la sua lotta per difendere i diritti umani dei popoli di Ossezia e Abkhazia. E’ stato espresso anche il desiderio di ricevere l’indipendenza dall’Estonia: "Gli Estoni Russi hanno pure il diritto all’autodeterminazione". Questo è un segnale esplicito all’Unione Europea che esprime l’indesiderio del popolo rusoparlante di continuare a subire il regime di apartheid, di segregazione e discriminazione. I rusoparlanti estoni sono costretti a chiedere l’aiuto dalla Russia in quanto l’UE li ignora.

Tutti i due regimi – quello Georgiano e quello Estone – hanno lo stesso sistema di repressione dei cittadini indesiderati, i problemi di violazione dei diritti umani sono generalmente gli stessi. Mart Laar – un politico estone dai tempi sovetici – è un consigliere personale di presidente della Georgia, viene da pensare che Laar e Saakashvili hanno elaborato insieme il piano di aggressione sull’Ossezia e di sterminio degli abitanti civili.

In Estonia e in Georgia si usa la seguente ideologia: "Estonia solo per gli estoni" e "Georgia solo per gli georgiani", anche se tanti politici al potere non hanno il sangue abbastanza puro per essere definiti estoni o georgiani. "Valigia, stazione ferroviaria, Rossia" – si dice alle persone che non si classificano come estoni, compreso le antiche minoranze etniche del territorio e cittadini che non hanno niente in comune con la Russia.

L’Unione Europea dovrebbe cominicare a ragionare sui motivi perché gli ossetini non vogliono entrare nella Georgia, perché gli estoni ruspoarlanti non volgiono far parte dell’Estonia, perché i rusoparlanti dell’Ucraina non vogliono far parte dell’Ucraina. Alcuni dei motivi sono abbastanza chiari: incessanti violazioni dei diritti umani, glorificazione e uso delle idee nazista e fashista da parte dei governi, interferenze degli USA negli affari interni e nella politica, assenza di democrazia, incremento delle sofferenze delle vittime dei regimi, l’odio delle vittime del regime verso regime. Tutti sanno che le vittime faranno sempre la lotta per i propri diritti e per la giustizia – però questo significa che tutti noi ci troviamo davanti ad una polveriera.

Le misure urgenti per stabilizzare la situazione potrebbero essere: introduzione di più lingue statali nelle repubbliche interessate (in Estonia, per esempio, è la lingua russa), cessione di ogni tipo di discriminazione basata sulla razza, nazionalità e lingua, abolizione delle leggi injuste e discriminatorie (in Estonia – la legge sulla lingua ed alcuni articoli di Costituzione), cessione di repressione linguistica e di distruzione del sistema di educazione per i rusoparlanti, cessione delle interferenze degli USA. In tempi sovetici gli USA usavano i paesi Baltici per destabilizzare l’USSR, attualmente gli USA usa gli stessi paesi per destabilizzare l’Unione Europea.

Solo misure severe per cessare la violazione dei diritti umani possono fermare il dito che sta sul grilleto capace ad indurre i soldati americani, inglesi, francesi, tedeschi e quelli di altri dell’Unione Europea a combattere contro i soldati russi.