Democrazia 1-0 Autocrazia?

Articolo pubblicato il 02 novembre 2004
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Articolo pubblicato il 02 novembre 2004

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La revoca dell’équipe dei membri della Commissione è una vittoria per la democrazia o l’ennesima dimostrazione che i processi decisionali della Ue avvengono ancora a porte chiuse?

Come recita il preambolo della “Costituzione Europea”, la parola “democrazia” significa che “il potere non è nelle mani di pochi ma in quelle della maggioranza”. Ma come può questo principio essere applicato all’Unione Europea quando la volontà della Commissione (l’esecutivo) si impone regolarmente sul ruolo di controllo del Parlamento Europeo democraticamente eletto?

Il Parlamento fa sentire le sue voci

La decisione di Barroso di rimandare il voto di fiducia del Parlamento sembra essere più un’umile resa che l’evento esplosivo che avrebbe rappresentato un vero e proprio “no” del Parlamento.

In ogni modo il risultato non cambia: Barroso dovrà comunque procedere ad un rimpasto; e di conseguenza l’atmosfera a Strasburgo mercoledì era molto diversa dal solito. Quando il presidente portoghese ha annunciato la revoca della sua squadra, c’è stato come un brivido d’eccitazione in aula, tra gli applausi dei sostenitori di questa decisione e i fischi dei suoi oppositori. E’ come se il Parlamento Europeo avesse finalmente trovato la propria “voce”. Da cittadino del Regno Unito sono cresciuto “a pane e Westminster”: il Parlamento inglese è un posto in cui i deputati non fanno altro che applaudire, fischiare, sbraitare come fossero spettatori di una qualche pantomima grottesca. Strasburgo è percepita invece come un posto mite, silenzioso, piuttosto asettico: un luogo in cui gli eccessi vocali sono temperati dal pragmatismo e dalle miriadi di traduzioni simultanee.

Mercoledì però la sensazione er aun’altra: sembrava che il Parlamento Europeo non fosse più restio a sollevarsi contro le azioni della Commissione. Questo non può che giovare alla democrazia nell’Unione Europea.

Democrazia significa accountability, responsabilità

L’aumento del potere e dell’influenza del Parlamento Europeo implica che coloro che sono designati alla Commissione possano essere esaminati da persone elette democraticamente dai cittadini europei. Ciò vuol dire che il potere è nelle mani della maggioranza, non in quelle di pochi. Spesso la Ue è criticata per i suoi eccessi di burocrazia e corruzione. Gli scettici puntano il dito contro l’incapacità di alcuni commissari a render conto delle proprie spese eccessive, accusandoli di non essere responsabili, di contravvenire al principio di accountability. Come disse a ragione il famoso storico britannico Lord Acton “il potere porta alla corruzione; il potere assoluto corrompe assolutamente”. L’aumento dei poteri dell’Europarlamento renderebbe i commissari designati molto più responsabili sia di fronte agli eurodeputati che, soprattutto, di fronte ai cittadini europei. Ma la mancanza di controllo parlamentare non è solo un male europeo: la scorsa settimana ha fatto scalpore la decisione dell’esecutivo britannico di mettere ai voti in Parlamento la decisione sulla ridistribuzione delle truppe in Iraq. La resa di Barroso deve essere ovviamente benvenuta ma non sarebbe stato meglio metterla ai voti?

Un disastro in termini di public relations

Sebbene il Parlamento può aver “vinto”, questo non è proprio il momento per l’Europa di cantar vittoria. Sebbene Barroso sia stato costretto a gettare la spugna per paura che il Parlamento bocciasse i suoi commissari, il fatto che non abbia lasciato votare i parlamentari evidenzia molti contrasti per quel che riguarda il modo col quale viene percepito il progetto europeo.

Il nostro rammarico è che quello che si profila nei prossimi giorni e settimane sarà un vero e proprio invito a nozze per euroscettici e tabloid d’ogni tipo. Basti pensare alla nomina di Buttiglione alla funzione di Commissario alla Giustizia: “dobbiamo forse aspettarci un Le Pen Commissario all’Immigrazione?” si dirà. Non solo: è probabile che ne approfitteranno per interpretare la situazione come un sintomo di grande incompetenza dell’Unione. Già vedo i titoli del “Sun”, da sempre tedoforo dell’euroscetticismo: “Ue-idioti”, “la Ue è inutile” e via dicendo.

Se si fosse arrivati a un voto, si sarebbe potuto almeno argomentare che il Parlamento si sarebbe opposto alla Commissione e che i cittadini, troppo spesso estranei ai processi decisionali (malgrado quel che se ne dica), avrebbero visto la democrazia europea entrare in azione. In altre parole avrebbero visto i loro rappresentanti, gli eurodeputati, votare su una questione di massimo rilievo. Invece, anche se è vero che la scelta di Barroso può essere definita un “successo” per la democrazia, quella grande partita di calcio che è la democrazia europea continua a vedere un gioco spento in cui i calciatori non fanno altro che passarsi la palla. Rimandando ai tempi supplementari la prossima crisi a venire.