Definire il proprio genere, su Facebook

Articolo pubblicato il 11 settembre 2014
Articolo pubblicato il 11 settembre 2014

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Da una settimana gli utenti di Facebook in Germania hanno la possibilità di scegliere il proprio genere sessuale fra 60 diverse impostazioni. Questa è stata la reazione di Facebook al crescente numero di richieste da parte dei suoi utenti che si sentono limitati dai criteri “uomo” o “donna”. Ciò significa che la Germania è il primo paese non anglofono ad offrire questa opzione.

Questo cambiamento è stato introdotto dopo l’esempio che era stato lanciato dalla versione americana del sito Facebook, dove già da febbraio di quest’anno è possibile scegliere a quale genere si sente di appartenere in mezzo a tante opzioni. Insieme alla Federazione Lesbiche e Gay in Germania (Lesben- und Schwulenverband in Deutschland, LSVD), Facebook Deutschland ha ora adottato e incrementato le opzioni introdotte dal sito americano. Alla fine c’erano 60 opzioni differenti, che includevano non solo termini come “transgender”, “drag” e “genderqueer”, ma anche “genderless”. Ora puoi anche dichiarare se vuoi essere appellato come “lei”, “lui” o entrambi allo stesso tempo, e se la tua preferenza personale deve essere mostrata pubblicamente. In questo modo, sesso biologico e genere sono finalmente due cose diverse su Facebook.

60 opzioni differenti per auto-identificarsi: suonano come un po’ tante. In questo modo ci deve essere qualcosa per ognuno, giusto? Bisogna ancora decidersi definitavamente per una di queste, tuttavia. E qui si nasconde l’ovvio punto debole di questo concetto, poiché le etichette assegnate a gruppi sessuali sono individualizzate come le persone stesse. Definizioni standardizzate sui vari termini devono ancora essere inserite nel Duden (l’autorevole dizionario voce della lingua tedesca) – e a ragione – poiché il problema non è solo che la sessualità è una questione molto personale, ma che anche la terminologia cambia molto rapidamente. Quello che un tempo era chiamato “gay” viene ora riassunto sotto la sigla LGBTI, e coloro che si facevano chiamare “trans” possono identificarsi oggi come “queer”, invece. E così via: da una cosa all’altra, a seconda dello sviluppo personale.

Ma se tutto ciò sta mutando in una simile moda continua, in generale perché si dovrebbe dichiarare il proprio genere sessuale? Così da poter classificare gli altri con più precisione? Così che persone potenzialmente interessate a una relazione possano controllare direttamente chi è un probabile partner per loro? Posso rimuovere immediatamente qualcuno dalla mia lista dei contatti se scopro che il suo genere è troppo strano? Non è perfettamente chiaro perché i profili pubblici richiedano questo tipo di informazione, poiché una persona è una persona e forse in futuro dovremmo semplicemente liberarci di tutte le etichette sui generi nella sfera pubblica. Ad ogni modo, la portavoce di Facebook Deutschland Tina Kulow ha dichiarato in un’intervista che “Molti trovano estremamente importante indicare la propria identità”. È chiaro che l’assegnazione a uno specifico gruppo sia particolarmente importante su Facebook, dove il profilo di una persona è anche espressione della sua personalità e serve a darne una definizione.

In ogni caso, questo mostra davvero una cosa: le nozioni sui generi sono sempre collegate a modelli culturali, che sono cambiati molto negli ultimi decenni. “Uomo” e “donna” non sono più le uniche possibilità per l’identità sessuale, come si è visto di recente con Conchita Wurst. Si pensa ora che circa il 3% della popolazione tedesca non identifica il proprio genere entro questo binomio. Difficile definirla una massa, ma, più di ogni altra cosa, questa innovazione su Facebook ha un valore simbolico. Dimostra che il desiderio di poter vivere ed esprimere la propria sessualità al di fuori dalle norme legate ai generi viene preso in seria considerazione. Non è una rivoluzione; è un piccolo contributo al dibattito sui generi verso una maggiore apertura e tolleranza. Forse queste etichette diventeranno perciò completamente superflue un giorno. Ciò sarebbe auspicabile, ed è per questo che tale innovazione è così importante e positiva.