David di Donatello, trionfa anche la Sicilia

Articolo pubblicato il 20 aprile 2016
Articolo pubblicato il 20 aprile 2016

La 60esima edizione dei 'David' premia pellicole moderne come "Perfetti Sconosciuti" e "Lo chiamavano Jeeg Robot". Numerosi premi tecnici a "Il Racconto dei Racconti" di Matteo Garrone, film con ambientazioni spettacolari, due delle quali trovate in Sicilia, vincitrice morale per le migliori location offerte al cinema italiano.

I David di Donatello sono andati quest'anno a due film che affrontano tematiche sicuramente contemporanee. Miglior film a Perfetti Sconosciuti di Paolo Genovese, incentrato su una cena tra amici durante la quale si decide di mettere a nudo i propri smartphone. Non tutti gli spettatori e i critici saranno d'accordo con questo verdetto giunto un po' a sorpesa, certo è che il tema incuriosisce e gli interpeti valgono il prezzo del biglietto.

Ancora più originale il surreal-fantasy Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, che ha trionfato in sette categorie, segnale evidente che in questa edizione si è voluta premiara un'idea quantomai moderna del cinema italiano. Grande sconfitto della serata Youth - La Giovinezza di Paolo Sorrentino (portati a casa solo due premi minori), che a noi di Cafébabel era piaciuto molto. Sorride anche Matteo Garrone, che con il suo Il Racconto dei Racconti ha conquistato ben sette premi, molti dei quali tecnici, come effetti digitali, fotografia e scenografia.

Per il suo primo film in lingua inglese, girato con budget internazionale che ha consentito di annoverare nel cast Salma Hayek, Garrone ha concepito un'opera quanto più lontana possibile da Gomorra, il suo film più noto. Basato su tre fiabe di Giambattista Basile, poeta napoletano del Seicento, è un fantasy davvero ben riuscito in tutte le sue componenti. Gli effetti digitali sono meno invasivi rispetto all'utilizzo nei colossal americani e gran parte del fascino del film deriva dal sapore antico delle leggende popolari, ma soprattutto dalle ambientazioni scelte.

Si tratta di location mozzafiato con enormi castelli, enigmatici labirinti, sterminate foreste e grotte incantate, trovate in varie regioni d'Italia, come la Toscana, la Puglia e il Lazio. La Sicilia, quest'anno presente ai David con Tornatore (un premio al fonico), ha dato un bel contributo al succeso de Il Racconto dei Racconti con due location magnifiche: il Castello di Donnafugata e le Gole dell'Alcantara.

Il Castello di Donnafugata tra finzione e realtà

Nel Castello di Donnafugata Garrone ha ambientato l'episodio del film intitolato La Regina, in cui Salma Hayek vuole a tutti i costi un figlio e stringe un patto maledetto con un mago. Le terrazze, i balconi e le caratteristiche architetture del Castello hanno offerto al regista la possibilità di un'ambientazione misteriosa, sospesa nel tempo, con un'interessante sequenza girata anche nel labirinto del Castello.

Nella realtà il Castello di Donnafugata, a pochi chilometri da Ragusa, non è una fortezza medievale, ma una dimora patrizia dell'800. Merita assolutamente di essere visitata, tanto per la sua grandiosa dimensione, quanto per il labirinto e il parco antistante. In passato anche Luchino Visconti vi ambientò alcune sequenze de Il Gattopardo.

Le Gole dell'Alcantara, i misteri della pietra lavica

Garrone ha poi scelto le Gole dell'Alcantara come dimora nascosta di un drago. Le scene girate tra acque cristalline, rocce levigate e maestosi aggetti naturali verso i laghetti sono pura poesia visiva.

Un vero paradiso naturale nella valle dell'Etna, dove il Fiume Alcantara si fa largo tra le rocce di pietra lavica. Alte fino a 25 metri, alcune di queste gole sono percorribili per chilometri, lungo lingue di lava basaltica che, raffreddatasi, hanno acquisito forme naturali davvero suggestive. In un anno cinematografico in cui resta a corto di premi di sostanza, la Sicilia può comunque consolarsi ai David come vincitrice morale.