David Bowie, un ritratto: da Ziggy Stardust al Duca Bianco

Articolo pubblicato il 05 febbraio 2013
Articolo pubblicato il 05 febbraio 2013

8 gennaio 2013, notizia del giorno: David Bowie è vivo. In occasione del suo 66esimo compleanno, ha reso disponibile in rete un singolo dal titolo Where are we now? che precede l’uscita del nuovo album, previsto per marzo. Ma che cosa ha fatto Ziggy Stardust negli ultimi anni?

Il minimo che si possa dire è che David Bowie sia diventato sorprendentemente discreto negli ultimi dieci anni. Le sue apparizioni pubbliche sono state rarissime e sono circolate a più riprese voci allarmanti sul suo stato di salute. Qualche burlone di pessimo gusto ha persino diffuso la notizia della sua morte.

Ovviamente è una bufala. Eppure, svanita l’eccitazione per l’annuncio del nuovo singolo, e dopo aver tirato un sospiro di sollievo per il rdivivo, una certa inquietudine si fa strada alla notizia dell'ultimo disco. Gli ultimi album, uno tra tutti il palliduccio Reality, sono stati una delusione per molti suoi fan. Come per la maggior parte delle pop star di una certa età, il rischio di scadere nella banalità, vedi nell'auto-parodia, è più che reale (ogni riferimento a tali Mick o Paul è puramente occasionale). Forse l’uscita di scena in sordina e con dignità che Bowie sembrava aver scelto era la soluzione migliore? Parliamone.

David Bowie, where are you now?

Dopo l’ascolto, sembra che il passare degli anni non abbia scalfito la verve di Bowie. Where Are We Now? è una ballata retro-futurista che evoca il periodo berlinese di Ziggy Stardust attraverso le parole e il videoclip: una passeggiata nostalgica tra le strade della capitale tedesca. La malinconia è certamente presente, ma non prende in ostaggio la canzone. Non è una minestra riscaldata di ciò che in passato ha portato Bowie verso la celebrità, ma una canzone fermamente contemporanea.

La genialità di Bowie sta proprio in questo. Un talento musicale immenso, certo, ma anche la consapevolezza di tutto ciò che lo circonda, insieme ad una capacità di assorbimento fuori dal comune. Il lancio di Where Are We Now? ne è una dimostrazione: l'utilizzo dei nuovi media, l'assenza dello showbiz e del protagonismo alla vecchia maniera. Tutto questo è indicativo della tempra e dell'intelligenza che hanno fatto di David Bowie l’idolo che conosciamo e che ha fatto sognare intere generazioni.

Da Ziggy Stardust al Duca Bianco

David Bowie è il nome d’arte scelto da David Robert Jones, nato a Brixton nel 1947. Dopo i primi tentativi artistici nella Londra degli anni ‘60, incide il suo primo album da solista, sobriamente intitolato David Bowie, nel 1967. L’album passa quasi inosservato e lo stesso Bowie non ne è particolarmente fiero. Due anni più tardi, l’11 luglio 1969, cinque giorni prima del lancio dell’Apollo 11, esce il singolo Space Oddity, seguito dall’album omonimo. Un trionfo nella Top 5 britannica.

The Man Who Sold the World esce nel 1970. Il suo rock si fa vigoroso e prende le distanze dal suono folk e dalla chitarra acustica del precedente. Con questo album, Bowie inizia a sfruttare la sua apparenza androgina. Tira a lucido la sua armatura cangiante, riempie il guardaroba di abiti creati dallo stilista londinese Mr Fish, e ne indossa uno per la copertina dell’album. La sua posa lasciva e il suo décolleté provocante scatenano uno scandalo, tanto che, negli Stati Uniti, l’etichetta Mercury sostituisce la foto originale della copertina con un disegno. Per l’artista, tuttavia, la scommessa è vinta. In questa copertina, è riuscito a conciliare il suo gusto per lo scandalo e per i tabù sessuali, con una strategia commerciale brillante, cavalcando l’onda del movimento Gay Lib. Per farla breve, è riuscito a far parlare di sé. E non nasconde di esserne compiaciuto.

A partire da qui, il gusto di Bowie per il travestimento e per il teatro non si è più fermato. Nel corso della tournée americana che segue l’uscita di The Man Who Sold The World, si inventa un personaggio extraterrestre e androgino, che rappresenterà l’idea ultima di idolo pop: Ziggy Stardust, il suo alter ego più celebre, appare nel 1972 con l’eccellente album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, una sorta di concept-album che evoca un futuro decadente e apocalittico. Dopo un decennio di lavoro alla ricerca della formula perfetta, il misterioso extraterrestre Bowie/Stardust trova la sua voce e diviene un’icona del ventesimo secolo. La storia del pop cambia, volta pagina insieme a lui e Bowie creerà in seguito altre incarnazioni tra cui Aladdin Sane e il Duca Bianco. Quest’ultimo rappresenta il volto soul e funk assunto dal cantante dopo essersi stabilito a Los Angeles nel 1974.

L'ascesa di David Bowie è accompagnata da un uso altrettanto crescente di droghe di ogni genere. Nel 1976 si stabilisce a Berlino, dove vive con Iggy Pop, coltivando l’idea di condurre una vita sana e ordinata. I primi album di Bowie a Berlino saranno conosciuti col nome di Trilogia Berlinese (Low, Heroes e Lodger).

Negli anni ‘80, Bowie è una superstar. Collabora con i Queen, Mick Jagger e Tina Turner, partecipa al Live Aid (lo storico concerto a scopo umanitario) e ottiene delle parti sul grande schermo. Poi, a partire dagli anni ‘90, rallenta il passo. I suoi album si fanno più radi e sperimentali. Nel 2003, una crisi cardiaca mette fine prematuramente alla sua tournée mondiale per l’album Reality. Da allora, silenzio. Fino a questa mattina di gennaio.

Foto: copertina (cc) boyskeleton/flickr Testo: copertina album @ amazon.com,  Thin White Duke: gifake/flickr; Video: Where Are We Know? (cc) DavidBowieVEVO/YouTube; Space Oddity (cc) cutelisha/YouTube