Dalla e-democracy alla a-democracy

Articolo pubblicato il 11 maggio 2002
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Articolo pubblicato il 11 maggio 2002

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La protesta degli studenti antiproibizionisti contro le procedure di voto della European Union Student Vote.

Dal 9 al 23 maggio si terranno le elezioni online del primo "Consiglio Europeo degli Studenti", organizzate dalla "EU-Student Vote" in partenariato con la Commissione Europea.

Dodici milioni di studenti in tutto il continente dovrebbero eleggere un organismo importante per un Europa che si vuole sempre più democratica.

Eppure alcuni gravi attentati ai più elementari principi democratici sono stati perpetrati dagli organizzatori di queste elezioni nel nome di una visione perversa e paternalista della cosiddetta e-democracy.

La lista antiproibizionista è stata espulsa dalle elezioni per essersi permessa di denunciare le irregolarità del sistema di voto dell'EUSV. Un sistema di voto elettronico, senza controlli, senza possibilità di comunicazione tra elettori e candidati, senza separazione tra fase di registrazione e fase di voto vera e propria.

La lista antiproibizionista, pur essendosi regolarmente presentata, è stata arbitrariamente esclusa dalle elezioni da una "organizzazione-Leviatano" che ignora ogni regola di diritto.

Le elezioni online non sono una novità. Esistono standard che permettono di considerare regolare una elezione virtuale e che sono state formalizzate da autorevoli istituti di ricerca americani. Perchè tali norme non sono applicate?

Alle 00.01 del 9 maggio, in corrispondenza con l'inizio delle operazioni di voto, è iniziato, insieme ad altri studenti europei, uno sciopero della fame, chiedendo al presidente Prodi l'interruzione di ogni partenariato della Commissione Europea con la EUSV e il non-riconoscimento dell'organismo che sarà formato in seguito a tali elezioni.

Questa iniziativa non è un atto di rigetto nei confronti dei progressi che la tecnologia puo' far compiere alla democrazia. I progressi tecnologici non possono peró essere una scusa per cancellare le norme più elementari dello stato di diritto.

Dietro l'appello alle urne a 12.000.000 di studenti europei, si nasconde la realtà di un evento senza nessuna pubblicità, conosciuto dalle sole "burocrazie giovanili" dei partiti europei.

Se crediamo veramente nella e-democracy per il futuro della democrazia europeo non possiamo parlare di e-democracy per queste elezioni, che riprodurranno online i limiti dell'offline.

Un'altra occasione è stata persa per avvicinare l'Europa ai cittadini. Ancora una volta l'Europa presta il fianco alla retorica dei suoi detrattori.