Dal focolare alle quote rosa: porte aperte alle donne

Articolo pubblicato il 14 maggio 2013
Articolo pubblicato il 14 maggio 2013
"Sono una donna-quota", dice Katrin Göring-Eckard. Viviane Reding la supera: "Io sono una quota doppia". Le due politiche siedono sul podio all'istituto Goethe di Bruxelles una di fronte all'altra e parlano delle quote rosa. "Dai focolari ai fondi speculativi: le donne in Europa", questo il tema della serata.
E su un punto la candidata di spicco dei verdi Grünen per le elezioni parlamentari e la democristiana e commissaria della giustizia EU sono d'accordo: le quote rosa sono una cosa buona e giusta.

Quando Viviane Reding è diventata membro del Parlamento in Lussemburgo nel 1979, i giovani e le donne erano incentivati e ricercati. Per questo Reding parla di una "quota doppia" che le avrebbe consentito l'accesso in politica: "Essere donna mi è servito". Con Katrin Göring-Eckart è successo qualcosa di simile. Il suo partito, i Grünen, è stato il primo ad introdurre le quote rosa.

Dell'essere una quota doppia

Reding ha registrato una parziale vittoria nella sua battaglia per le quote rosa. A metà novembre la commissione EU ha appovato un piano di legge da lei proposto che prevede l'introduzione di quote rosa in Europa in circa 5000 imprese quotate in borsa. Per il 2020, il 40% dei posti nei comitati direttivi dovrebbero essere occupati da donne. Affinché la legge entri in vigore, il Parlamento europeo e il Consiglio dei Ministri europeo devono ancora dare la loro approvazione.

"Nei prossimi anni si libereranno molti posti nei comitati direttivi", dice Katrin Göring-Eckardt. "Sarà interessante vedere se saranno delle donne a occuparli". Di recente, il parlamento europeo ha votato per il disegno di legge sulle quote rosa, che prevede un aumento della partecipazione femminile nei comitati direttivi del 20% entro il 2018 e del 40% entro il 2023.

Durante la votazione della sua proposta sulle quote rosa, Viviane Reding aveva di fronte soprattutto uomini. "La donna ha bisogno dell'uomo". Reding deve al voto di cinque commissari EU uomini l'approvazione della sua legge. Il giorno precedente le donne avevano bloccato la votazione. Göring-Eckardt, tuttavia, protesta. "La donna ha bisogno di sostegno", corregge la candidata dei Grünen. E con questo si riferisce sicuramente anche alla votazione della legge delle quote rosa in parlamento. L'opposizione ha bisogno di 21 voti della coalizione per approvare le quote. E questi voti potrebbero, spera Göring-Eckardt, venire proprio dalle donne. Perlomeno 25 sostenitrici del progetto della frazione governativa hanno firmato la petizione "Berliner Erklärung" per le quote rosa fisse di almeno il 30% nei comitati direttivi.

Signor Westerwelle, studi l'Europa

Volker Kauder, presidente della frazione parlamentare CDU/CSU, denuncia nel frattempo una violazione commessa dalla frazione pro quote rosa. Anche la FDP è contro ogni forma di sostegno in questo senso. Il ministro degli esteri Guido Westerwelle vede nelle quote proposte da Viviane Reding un attentato contro il principio di sussidiarità. Secondo Westerwelle decisioni di questo genere dovrebbero essere prese solo su scala nazionale. Ma chi la pensa così, controbatte Reding, dovrebbe innanzitutto studiare a fondo l'Europa. Si tratterebbe alla fine di lavoro frontaliero nel mercato interno, e questo, dice Reding, sarebbe danneggiato nel momento in cui ogni paese dell'Unione Europea decidesse autonomamente sulla questione delle quote rosa.

Che le quote rosa siano limitate ai comitati direttivi non basta a Katrin Göring-Eckardt. "Le donne", dice, "inciampano ovunque in una specie di coperta", una sorta di barriera invisibile per la carriera di una donna. E così Göring-Eckardt sostiene anche l'iniziativa pro quote rosa delle giornaliste. Il loro obiettivo è raggiungere una partecipazione femminile nelle posizioni direttive in ambito mediatico di almeno il 30% entro il 2017. Per ora il 98% dei caporedattori dei giornali tedeschi sono uomini. "Spero", dice Göring-Eckardt, "che un giorno der Spiegel assegni la posizione di redattore ad una donna".

L'iniziativa trova anche l'appoggio degli uomini. A proposito: che non abbiano niente di personale contro gli uomini, Katrin Göring-Eckardt e Viviane Reding lo dimostrano anche nella sfera privata: al podio dell'Istituto di Goethe di Bruxelles entrambe sostengono di avere tre (Reding) e due (Göring-Eckardt) figli maschi, e lanciano un'occhiata compassionevole al moderatore della serata nel momento in cui questo dice di avere due figlie femmine. "Forse", dice Reding facendo l'occhiolino al moderatore, "stasera riusciamo a salvare qualcosa".

Immagini: copertina (cc)victor1558/flickr