Dal Bataclan al Teatro Massimo: Palermo si stringe intorno a Parigi

Articolo pubblicato il 14 novembre 2015
Articolo pubblicato il 14 novembre 2015

A meno di 24 ore dagli attentati che hanno insanguinato Parigi, Palermo manifesta tutta la sua solidarietà e vicinanza al popolo francese. Un sit-in per dire "No al terrorismo" a cui hanno partecipato cittadini, autorità e personalità della cultura palermitana. Ecco le sensazioni e gli stati d'animo che abbiamo raccolto.

All'indomani del terribile venerdì 13 che ha insanguinato le strade e i luoghi di aggregazione parigini, Palermo si riunisce nella sua piazza più importante, sotto le colonne del Teatro Massimo. La volta pomeridiana è di un grigio che sembra voler omaggiare il cielo di Parigi. Gli sguardi dei cittadini francesi accorsi sembrano spenti.

Il sit-in, convocato in un primo momento presso la sede del Consolato francese di via Principe di Belmonte, è stato frettolosamente spostato per ragioni di sicurezza, così la gente arriva a piccoli, sparuti gruppi. L'Ambasciata francese ha imposto alle autorità degli istituti culturali massimo riserbo nel rilasciare dichiarazioni, e ha richiamato a Roma il Direttore dell'Institut Français, Eric Biagi (l'istituto forse resterà chiuso nei prossimi giorni).

All'inizio, forte è il senso di spaesamento. Un lungo striscione adagiato nel cuore della piazza è il fulcro delle manifestazioni di commozione dei passanti, che lasciano fiori e si inginocchiano per pregare. Da alcuni SMS che ci arrivano, capiamo che molti francesi residenti a Palermo hanno preferito continuare la loro attività di tutti i giorni. Come Emmanuelle, che scrive «Sono a lezione. Infatti la cosa migliore da fare è continuare a lottare contro l'ignoranza creatrice di tanti mali. Sto preparando alcuni ragazzi per uno scambio culturale».

In questo disorientamento generale, con le drammatiche immagini della carneficina consumata ieri sera, ancora vivide nella mente, sono le autorità a rompere il silenzio della piazza. Così il Vicesindaco di Palermo, Emilio Arcuri, prende la parola: «Siamo contro gli atti di cieca violenza. C'è qualcuno che desidera si alzino muri, ma noi non siamo contro qualcuno, siamo contro il terrorismo. Su questo non discutiamo e non apriamo dibattiti. Questo è il senso per cui siamo qui oggi pomeriggio». Arcuri ha poi aggiunto che è importante favorire le contaminazioni culturali e che Palermo da questo punto di vista resta un esempio.

Tra la gente incontriamo un gruppo di francesi. Uomini e donne che da anni vivono a Palermo. Teresa, nata a Parigi, ci confida tutte le sue preoccupazioni stringendo a se la bandiera francese: «Non c'è più speranza. Ieri ho provato un forte senso di impotenza e grande tristezza. Adesso, invece, sono arrabbiata. Non ci sono più certezze e questa insicurezza pesa come un macigno. È bello vedere tutta questa solidarietà, ma serve qualcosa di più a livello politico e istituzionale».

Lentamente, però, l'atmosfera cambia. Il Teatro Massimo comincia a tingersi di blu, bianco e rosso, mentre il coro del teatro restituisce calore ai presenti, intonando l'aria verdiana del Va, pensiero e la Marsigliese. Un atto simbolico forte, perché gli attentati di Parigi hanno voluto colpire innocenti nei ristoranti, allo stadio e al teatro. A meno di 24 ore dall'accaduto, dal suo teatro, Palermo ha mostrato così la sua solidarietà.

Un video della Marsigliese cantata dal coro del Teatro Massimo.