Da "quattr'occhi" ai Google Glass: l'odissea degli occhiali

Articolo pubblicato il 20 novembre 2013
Articolo pubblicato il 20 novembre 2013

Nel 2014, Google lancerà sul mercato gli omonimi Google Glass, lenti ultra leggere che ci permetteranno di navigare su internet "a vista". Che rivoluzioneranno le nostre vite o meno, una cosa rimane certa: dal Medioevo al XXI secolo gli occhiali non hanno mai smesso di cambiare di natura, a differenza dell'uomo che li indossa.

Avete presente quel cliché cinematografico del giovane "sfigato" che cade per terra sotto le spinte dei bulli di turno? C'è un oggetto, un accessorio, che rappresenta meglio di tutti il triste destino del gracile ragazzo. Non è la borsa a tracolla e nemmeno il calzino dai colori sbiaditi che spunta dalle sue all stars. Stiamo parlando degli occhiali; proprio quelli che, sotto l'effetto della caduta, rotolano lungo l'asfalto ruvido prima che il bullo numero uno si appresti a spezzarli in due.

Poco sexy

Oggetto bistrattato fin dai primi anni di scuola era il simbolo dello studente seduto in prima fila e lodato dai professori. Come non ricordarsi i molti che cadevano sotto l'appellativo di "quattr'occhi" per via delle lenti spesse che sembravano addirittura duplicare il numero delle pupille? Cosa dire invece delle giovani damigelle, costrette a presentarsi alle feste di fine anno con indosso un vestitino tutto a punto, salvo rovinarsi con quelle stecche appoggiate sulle orecchie? Erano gli anni '90 e con tanto di millennium bug alle porte, una cosa rimaneva certa: gli occhiali sarebbero rimasti per sempre il marchio a fuoco del tipo poco sexy. Eppure, scavalcato l'anno zero, ecco arrivare la novità "del secolo": il tempo di un battito di ciglio e l'accessorio "ignobile" veniva – si pensava allora – sostituito una volta per tutte dalle lenti a contatto. La tendenza dilaga anche tra le giovanissime generazioni e di occhiali in giro per le scuole non se ne intravede neanche l'ombra. C'era addirittura chi, tramite la diabolica lente usa e getta, si spingeva oltre e cambiava colore agli occhi, salvo rischiare di perdere la vista per imitare Lady Gaga.

La rivincita dei Nerd

Non è certo se sia stato a causa della crisi – quella di identità, si intende,– o del "si stava meglio quando si stava peggio", che dopo il 2010 si é assistito a un'inversione di tendenza che potrebbe venire paragonata alla Restaurazione di inizio '800. Gli occhiali si trasformano da simbolo del "looser" a emblema del "modaiolo". Chi lo avrebbe mai detto? Ormai a braccetto con il fenomeno hipster, la montatura degli occhiali non deve essere inferiore a quella della trave che regge il salotto della casa dei nonni. C'è chi comincia a comprarsi gli occhiali finti, chi a maledire il destino per non averlo creato con un difetto alla vista. Ben inteso, c'è ancora chi preferisce le lenti a contatto, ma si crea una nicchia di mercato, una tendenza alla moda accompagnata dal sostegno, consapevole o meno, di attori e artisti in generale.

Il cerchio si chiude

V.i.p a parte, non è un caso però, che sia ancora la figura del professore a essere maggiormente associata all'accessorio recentemente tornato di moda. Gli occhiali nascono infatti come oggetto "erudito" utilizzato da chi maneggiava la conoscenza a colpi di penna stilografica nell'alto Medioevo.

Ciò che porta alla loro diffusione è invece un racconto fatto di frati e commercianti in viaggio tra Venezia, Pisa e Firenze; una storia che, oggi, è a portata di click grazie a Google. E forse è proprio perché l'azienda di Mountain View rappresenta "il sapere" della contemporaneità che il cerchio si sta per chiudere. L'oggetto del mistero si chiama Google Glass, occhiali digitali ultra leggeri – sì, è l'ennesima inversione di tendenza, con il beneplacido degli hipster – la cui uscita è prevista per il 2014. Realizzazione di un progetto nato nel 1998 nei laboratori del Mit di Boston, ci permetteranno di navigare in internet senza mani, di mandare in diretta streaming tutto ciò che vediamo e di diventare le sinapsi della rete al posto degli smartphone stessi. In un modo o nell'altro però, c'è un punto di non ritorno e, allo stesso tempo, una tendenza che rimarrà sempre la medesima: non saremo mai più il "quattr'occhi" della classe, o la ragazza stesa per terra che cerca a tastoni in ogni direzione; anche con i Google Glass, saremo, ancora una volta e inesorabilmente, solo più fighi di prima.